Dal Consorzio Tutela Vini Roma DOC, Consorzio del Frascati, Cesanese del Piglio, Ricotta Romana DOP e l’Abbacchio Romano IGP nasce un progetto che raduna produzioni tra le più rappresentative del Lazio

Cinque Consorzi, 550 realtà vitivinicole e 413 allevatori coinvolti per raccontare una regione mosaico di territori, tradizioni e identità gastronomiche: nasce così “Lazio Roots”, il progetto che per la prima volta unisce realtà rappresentative del patrimonio vitivinicolo e agroalimentare regionale. Consorzio Tutela Vini Roma DOC, Consorzio Tutela Denominazioni Vini Frascati, Consorzio del Cesanese del Piglio DOCG, Abbacchio Romano IGP e Ricotta Romana DOP: queste le cinque realtà protagoniste del racconto corale di una terra dove viticoltura, transumanza e tradizione casearia accompagnano da secoli la vita delle comunità, contribuendo a definirne l’identità e delinearne il paesaggio.

“Il patrimonio enogastronomico del Lazio rappresenta una risorsa strategica per la crescita economica della nostra regione e un elemento fondamentale per rafforzare la competitività del sistema agroalimentare sui mercati nazionali e internazionali – ha evidenziato Giancarlo Righini, assessore all’agricoltura della Regione Lazio, in occasione della presentazione del progetto al ristorante Chorus all’interno dell’Auditorium Conciliazione a Roma – Il nostro obiettivo è mettere le imprese agricole nelle condizioni di trasformare la qualità delle proprie produzioni in nuove opportunità di sviluppo, sostenendo il valore delle filiere, la tutela delle denominazioni di origine e una più efficace presenza sui mercati. Lazio Roots rappresenta un’iniziativa importante in questa direzione e il nostro auspicio è che il progetto possa progressivamente allargare la propria base di adesioni, coinvolgendo un numero sempre maggiore di Consorzi e realtà produttive del territorio. Come Regione Lazio continueremo a sostenere questo percorso, nella convinzione che una filiera più unita, strutturata e rappresentativa possa generare nuove opportunità di crescita per le imprese e contribuire a rafforzare il posizionamento delle nostre eccellenze”.

“Lazio Roots parte da un’intuizione importante – ha osservato Massimiliano Raffa, presidente di Arsial (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio) –, le nostre denominazioni acquistano ancora più forza quando smettono di raccontarsi come realtà isolate e diventano parte di una storia comune. Il Lazio è un mosaico di territori, produzioni e comunità profondamente diverse, ma unite da radici agricole e culturali che possono diventare un elemento distintivo anche sul piano della promozione. Come Arsial vogliamo sostenere proprio questa capacità di fare rete, perché la qualità dei nostri prodotti cresce anche quando riesce a raccontare il territorio e le persone che ci sono dietro”.

Dai Castelli Romani al litorale, dalle aree interne della Ciociaria all’Agro Romano fino alla Sabina e alla Tuscia, “Lazio Roots” costruisce una mappa enogastronomica ben presentata e degustata nella cena “Made in Lazio” firmata dallo chef Arcangelo Dandini, e con i vini Roma DOC, le denominazioni del Frascati e il Cesanese del Piglio Docg protagonisti nel calice.