Nel 2026 verrà rilanciata anche la Campagna per ampliare i poteri e le competenze dell’EFSA alla Sostenibilità e alla Qualità del Cibo

La Cucina Italiana dal 10 dicembre 2025 è Patrimonio immateriale Unesco. Un riconoscimento che premia un modello culturale capace di unire territori, tradizioni e saperi.
Da Nuova Delhi è arrivata dunque la notizia di una grande vittoria! Dopo l‘Arte del pizzaiuolo napoletano e di Parma città creativa della Gastronomia Unesco ora è arrivato il riconoscimento della Cucina Italiana a patrimonio Unesco. Tante sono state le iniziative di festa svoltesi in Italia, a Roma innanzitutto, al Colosseo e all’Auditorio della Musica Ettore Morricone, organizzata dal Ministero dell’Agricoltura e dal Ministero della Cultura dove abbiamo scattate le foto di questa pagina con la partecipazione di centinaia di chef, politici e docenti. È stato bello ritrovare amici, e Maestri di cucina.








Le tradizioni gastronomiche già riconosciute
Finora erano entrate in lista Unesco solo singole pratiche per esempio, il pasto gastronomico francese nel 2010, la dieta washoku giapponese nel 2013 e poi il kimchi coreano, il borscht ucraino e la Dieta Mediterranea riconosciuta il 16 novembre 2010. Non a caso il dossier della Cucina Italiana aveva un significativo titolo: “La cucina italiana, tra sostenibilità e diversità bioculturale”.



Da oggi viene premiato quindi un modello alimentare sano, equilibrato e sostenibile. E su questi temi dobbiamo continuare a lavorare, quello di oggi è un punto di partenza non un traguardo.
Il successo va alle ricette delle nostre nonne, ma dobbiamo ancora impegnarci per valorizzare gli aspetti di innovazione, di ricerca e soprattutto di Sostenibilità dell’intero ciclo alimentare italiano.
L’ Unesco ha scelto di tutelare una cucina nazionale, quella italiana, nella sua interezza: ecco perchè si può affermare che è l’unica Cucina a fregiarsi del titolo Unesco.
Il dossier presentato descrive la cucina italiana come un “sistema culturale completo” di pratiche sociali, rituali e saperi che intrecciano biodiversità agricola, prodotti tipici, artigianato alimentare, mercati rionali, ricettari familiari e convivialità. Da ricordare che l’Italia con 856 denominazioni è prima in Europa per prodotti agroalimentari e vitivinicoli registrati e protetti: 584 DOP, 268 IGP e 4 STG.




Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, commentato la nomina Unesco della Cucina Italiana a Patrimonio culturale immateriale dell’umanità
«Il riconoscimento UNESCO della cucina italiana è un successo straordinario che ci dota di un’arma in più per valorizzare nel mondo la nostra tradizione gastronomica e la vera cultura del cibo italiano. È un traguardo che premia il lavoro svolto e che può tradursi in nuove opportunità di sviluppo economico per l’intera filiera agroalimentare. Questo riconoscimento nasce per custodire e tramandare un patrimonio culturale unico, e da oggi ci sprona a guardare avanti con ancora più determinazione. Il nostro sforzo –afferma Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano- dovrà concentrarsi sul garantire che ciò che arriva in tavola sia autenticamente italiano: servono tracciabilità sempre più solide, certificazioni chiare e una tutela rafforzata dei prodotti di qualità e delle nostre filiere. Abbiamo una base più forte da cui partire e la responsabilità di trasformare questo prestigioso risultato in un ulteriore impulso alla qualità, all’identità e all’eccellenza della cucina italiana. Un ringraziamento va non solo al Ministro Lollobrigida, ma anche a tutte le istituzioni, le associazioni, le accademie e i rappresentanti del mondo agroalimentare e culturale che hanno contribuito con impegno a questo straordinario risultato, che appartiene a tutto il Paese».

‘Fuori dal Comune’, Michele Guerra, Sindaco di Parma, delegato Anci a Cultura e siti Unesco: “La prossima sfida è la lotta contro i prodotti del cosiddetto ’Italian sounding'”
“Questo riconoscimento per la cucina italiana pensavo fosse davvero difficile, anche se ho potuto toccare con mano l’impegno straordinario e la grande sinergia messa in campo per ottenerlo”, ha sottolineato a “Fuori dal Comune“, giornale dell’Anci, Michele Guerra, sindaco di Parma e delegato Anci a Cultura e siti Unesco. “Siamo stati bravi a scrivere il dossier ed altrettanto a difenderlo nelle sedi opportune, oltre a portarlo in giro: non è così semplice riuscire a comprendere la complessità e soprattutto la diversità della cucina italiana e a tutelarla come patrimonio Unesco tutta insieme e per la prima volta”. Guerra si è poi soffermato sul valore anche culturale della cucina emiliana. “La Food valley è uno dei settori fondamentali dal punto di vista anche culturale, qui c’è una cultura che promana dalle tradizioni enogastronomiche e che diventa un tratto di identità fondamentale per tutte le città della via Emilia. Nel caso di Parma – ha ricordato – la presenza di consorzi come quello del Parmigiano Reggiano e del prosciutto di Parma fa sì che essi siano un motore di sviluppo economico fondamentale per il territorio”.

Secondo il delegato Anci, proprio il riconoscimento Unesco delinea ora una nuova sfida, la lotta al cosiddetto Italian sounding: “C’è ancora tanto da fare nel contrasto a chi cerca di truffare il consumatore con prodotti assolutamente scadenti, utilizzando etichette false. Ora che la nostra cucina è patrimonio Unesco sale anche l’attenzione da questo punto di vista, oltre che sul rispetto della qualità dei prodotti. Sono aspetti centrali su cui la nostra consapevolezza è cresciuta nel tempo anche grazie alla presenza a Parma della Autorità europea per la sicurezza alimentare”, ha concluso il Sindaco di Parma Michele Guerra.

Tutti a tavola. Perché la cucina italiana è un patrimonio dell’umanità
Un libro di Massimo Montanari e Pier Luigi Petrillo. Si può definire italiana un’esperienza gastronomica basata sulla diversità culturale? Gli autori rispondono a questa domanda. Su GUSTOH24





Un iter iniziato nel 2020
Il percorso è iniziato nel 2020 e ha richiesto oltre cinque anni di lavoro. In tutti questi anni si è dispiegato un grande lavoro in tutta Italia. Alle tre comunità proponenti — Fondazione Casa Artusi di Forlimpopoli, Accademia Italiana della Cucina e la rivista La Cucina Italiana– si sono unite moltissime altre forze e associazioni, compresa la nostra testata Gustoh24, l’associazione ambientalista Vas, la Fondazione Univerde, la FIC, Arte e Gusto di Parma, il GVCI presieduto dallo chef Mario Caramella e tanti altri. Nel mese di marzo 2023 il Governo italiano ha presentato ufficialmente la candidatura e lo scorso 10 novembre 2025 l’organo di valutazione UNESCO aveva già espresso parere favorevole che ha poi portato alla decisione finale adottata il 10 dicembre 2025 dal Comitato Intergovernativo.


Unesco: prima vittoria! Disco verde dalla Commissione tecnica per la cucina italiana a Patrimonio immateriale dell’Umanità –Leggere su Gustoh24

Da segnalare che il presidente del Gvci, lo chef Mario Caramella è stato presente in India durante la proclamazione, dopo che il GVCI é stato sempre presente negli sviluppi di questo processo verso l’Unesco, iniziato all’appuntamento del Gruppo a Cortona e poi a Dubai.

Ci piace oggi riprendere le parole dello chef Alfonso Iaccarino, premiato nel 2022 a Sorrento dall’ Associazione ambientalista VAS – Verdi Ambiente e Società onlus, rilasciate oggi al quotidiano “il Mattino” di Napoli quando afferma “che la certificazione Unesco è la conferma di una di un’esperienza che poggia su basi solide e concrete. La cucina italiana non è soltanto un insieme di ricette: è la storia di comunità -ha dichiarato al quotidiano Il Mattino di Napoli dell’undici dicembre 2025- che hanno saputo trasformare il territorio in cultura gastronomica. È il frutto di gesti tramandati, di prodotti coltivati con rispetto, di una socialità che passa per la tavola”.
La posizione di VAS

Pubblichiamo il testo diffuso dall’Associazione ambientalista VAS sul riconoscimento della Cucina Italiana come patrimonio dell’UNESCO, della Campagna MANGIASANO e per rilanciare la battaglia per ampliare le competenze dell’EFSA e quella contro l’introduzione dei nuovi OGM in agricoltura.





Riparte la Campagna per dare più poteri all’EFSA

Da ora, insieme a VAS, a Fondazione Univerde, Gustoh24 annuncia che nel 2026 ripartirà la Campagna nazionale per estendere ed ampliare i poteri e le competenze dell’Efsa alla Sostenibilità e alla Qualità del cibo. Ne riparleremo presto.



Verso il trionfo della CUCINA ITALIANA UNESCO
A Roma il 10 dicembre si terrà una giornata di festa con centinaia di chef da tutta Italia. Ultimi giorni di appelli per #CUCINAITALIAUNESCO. La recensione della serata di Mangiacomescrivi a cura di Francesca Caggiati sulla Gazzetta dell’Emilia dedicata alla CUCINA ITALIANA UNESCO. Leggere su Gustoh24

Archivio foto-notizie di GUSTOH24, dal 2020 ad oggi, 10 dicembre 2025 cliccare QUI
La cucina italiana candidata Unesco alla Fondazione Gualtiero Marchesi – Su GustoH24 https://share.google/
“Mangia come Scrivi”: a Parma una serata per fare il “tifo” per la Cucina Italiana Unesco
A “Mangia come scrivi”, la rassegna creata nel novembre 2006 dal giornalista Gianluigi Negri, ha visto nel Bistrot Corale Verdi, un momento di condivisione con la Campagna nazionale per sostenere simbolicamente la designazione della Cucina Italiana a patrimonio culturale immateriale dell’Umanità Unesco. Leggere su Gustoh24
Arte e Gusto by Alfonso Francese QUI
