Luigi Dommarco, con Guido AlbaneseAntonio Di Jorio, ha dato vita alla Maggiolata Ortonese. In un suo libro Urtona e li urtinise il ricordo di Giulia Consorti, mia mamma

La Maggiolata, scrive una nota degli organizzatori,  torna a Ortona l’1 e il 2 agosto 2026, per celebrare una delle tradizioni più autentiche del nostro patrimonio culturale: i canti tradizionali abruzzesi.

Dalla Sala consiliare del Comune di Ortona, la presentazione “La Maggiolata di Ortona – Una città, una festa, un ritorno” 

Gli interventi: il sindaco, Angelo Di Nardo, l’assessore alla Cultura, Italia Cocco, il presidente dell’Associazione Regionale Cori d’Abruzzo, Gianni Vecchiati. l’assessore agli Eventi, Antonio Sorgetti, il presidente dell’Istituto Nazionale Tostiano, Gaetano de Benedictis e Gianfranco Miscia, bibliotecario e archivista musicale,  studioso della storia delle Maggiolate.

Questo il programma:

 Sabato 1 agosto

Ore 18.00 – Teatro F.P. Tosti

Seminario “La Maggiolata di Ortona. Identità, storia, repertorio, attualità” con gli interventi di studiosi ed esperti del patrimonio musicale abruzzese.

Ore 21.00 – Piazza della Repubblica

Concerto con:

I Cantori di Ortona

Coro G. Verdi di Teramo

Coro Di Jorio di Atri

Domenica 2 agosto

Ore 21.00 – Piazza della Repubblica

Concerto con:

Corale Gran Sasso dell’Aquila

Coro Le Voci delle Ville di Ortona

Un appuntamento che restituisce valore a una tradizione profondamente legata alla comunità ortonese e che invita cittadini e visitatori a riscoprirne il fascino.

Giulia Consorti- Troiano a Villalfonsina

Giulia Consorti con le sue amiche Teresa e Emilia Tullio

Luigi Dommarco con Albanese e  Di Jorio, ha dato vita alla Maggiolata Ortonese

Nella sua raccolta poetica Urtona e li urtinise comprende le poesie di Luigi Dommarco composte nel dialetto abruzzese di Ortona (in provincia di Chieti). Nel libro anche una frase dedicata a mia madre Giulia Consorti-Troiano. 

Luigi Dommarco (Ortona23 dicembre 1876 – Roma3 settembre 1969) è stato un poeta paroliere italiano, uno fra i poeti che hanno contribuito a dare alla poesia dialettale abruzzese un più largo senso di umanità o una più vasta ricchezza di motivi lirici

Luigi Dommarco lavora dapprima come artigiano, per poi impiegarsi presso il comune di Ortona. Attivo come poeta in dialetto ortonese, lavora anche come giornalista firmando articoli in diverse riviste, come il settimanale italo-americano La Follia di New York, fondato e diretto da Riccardo Cordiferro. Nel 1909 sposa la maestra elementare Annunciata Spinelli, dalla cui lunga e fortunata unione nasceranno due figli: Alessandro, anch’egli famoso poeta dialettale, ed Elvira.

Dopo il successo della raccolta Li rose di Urtone, del 1918, Luigi Dommarco si dedica esclusivamente alla poesia in vernacolo: nei suoi versi si abbandona all’esaltazione, ora nostalgica ora giocosa, delle bellezze della sua cittadina, Ortona. I suoi testi si ritrovano ad essere musicati: particolarmente fruttuosa la collaborazione col maestro Guido Albanese, che metterà in musica successi come Che scià bbindette Urtone (1914), e la celebre Vola, vola, vola (1922), vincitrice del Festival della Canzone Italiana di Parigi nel ’53 (nella cui giuria c’è Maurice Chevalier). Insieme ad Albanese e Antonio Di Jorio, Dommarco dà vita alla Maggiolata Ortonese, celebrazione annuale della canzone abruzzese.

Dopo il pensionamento e la morte della moglie (1959), il poeta si ritira a vivere a Roma, presso la figlia Elvira. Si spegnerà all’età di novantatré anni. La sua ultima raccolta, Urtone di na vote, risale al 1961.

Il meglio della poesia dialettale di Luigi Dommarco, sarà raccolta dal figlio Alessandro, che la pubblica col titolo di Poesie scelte (Roma, Ed. Dell’Urbe, 1984). Della sua opera si sono occupati, in qualità di critici, insigni letterati come Ernesto Giammarco, Ottaviano Giannangeli, Vittoriano Esposito ed Emerico Giachery.