Con il suo racconto del mondo microbico Stefania ci fa scoprire nuovi e significativi luoghi degli intrecci fra Cibo – Arte – Scienza.

La peculiarità delle sue opere consiste nel catturare l’affascinante mondo dei microbi e imprimerlo su stampe fotografiche, rielaborarlo in chiave pittorica, oppure trasferirlo in appetitose ricette.

Lo sapevate che all’interno del cibo che mangiamo esiste un’arte straordinariamente interessante e affascinante”?

“Lo sapevate che i primi abitanti e i veri primi artisti della terra sono i batteri?”

Stefania Rizzelli premiata. Su QN – Resto del Carlino, Nazione e Il Giorno

“Tutti noi siamo circondati dall’arte e non ce ne accorgiamo. La Natura è la più grande artista!” Ad affermarlo è Stefania Rizzelli, perito chimico che associa cibo e arte in un percorso originale con esiti sorprendentemente belli e gustosi.

Il cibo, come l’arte, è un argomento universale dalle mille sfumature ed implicazioni. Più volte abbiamo sottolineato il loro rapporto articolato e complesso, in questa occasione apriamo le porte a nuovi scenari ed ad un singolare dialogo che vede protagonista, oltre al cibo e all’arte, anche aspetti insoliti della scienza.

Scienza e arte aprono continuamente finestre nuove sul visibile, ma anche su ciò che di più nascosto e celato esiste in Natura e aiutano a guardare il mondo con meraviglia e stupore senza fine, ci assicura Stefania.

Albert Einstein affermava che “ raggiunto un alto livello di competenza tecnica, la scienza e l’arte tendono a fondersi nell’estetica, nella plasticità e nella forma”. Leonardo da Vinci celebrava con la sua opera poliedrica e geniale la coincidenza massima tra arte e scienza , tra la dimensione estetica e quella scientifica.

Se a tutto questo aggiungiamo anche il valore del cibo e dell’arte culinaria, lo scenario si fa ancora più intrigante e gustoso!

Arte -Scienza – Cibo e Gusto sono gli elementi fondamentali, gli ingredienti singolari con cui Stefania Rizzelli si addentra nel meraviglioso mondo del cibo attraverso il microscopio per dare vita ad un originale e personale percorso artistico. Con le sue opere ci fa scoprire l’incredibile bellezza di muffe e batteri; con il suo racconto del mondo microbico ci conduce verso nuovi e significativi luoghi delle Arti e dell’ Universo.

Stefania Rizzelli, classe 1977, nata a Sassuolo, vive e lavora a Modena.

Grazie alla sua esperienza nell’industria alimentare e al lavoro di analisi chimiche sul cibo e ricerca microbiologica, ha sviluppato una particolarissima e personale tecnica che le consente di trasferire sul piano artistico la materia oggetto di studio in laboratorio. Come ricercatrice si occupa di muffe, batteri, come artista ripropone in suggestive foto, rielaborazioni pittoriche e appetitosi piatti ciò che di più piccolo e affascinante è negli alimenti.

Per saperne di più le rivolgiamo alcune domande.

Domanda: Siamo abituati alla separazione fra scienza e arte, ancora oggi la rottura tra le due culture non è sanata. Nonostante anche Primo Levi sottolineasse che “l’arte e la scienza sono espressioni diverse, ma profondamente interpenetrate, di un’unica cultura, la cultura umana”, scienza ed arte sembrano restare mondi piuttosto lontani. Tu hai una formazione scientifica, eppure esprimi un’anima artistica. In che modo riesci a conciliare e a valorizzare questi due mondi?

Risposta: Scienza ed arte sono mondi solo apparentemente lontani. Fu Alexander Fleming, sì proprio lui, il noto scienziato scopritore della penicillina, a coniugare la scienza con l’arte e a dare il via al filone della Microbialart.

Con gli strumenti di lavoro e curiose ed insolite tecniche artistiche è riuscito a creare vere opere d’arte “batteriche” ed è lui, in qualche modo, il mio maestro e il mio riferimento. E’ sorprendente come forme artistiche inaspettate e meravigliose possano emergere dal mondo microbico con straordinaria potenza e bellezza! Parallelamente alla passione per la scienza che mi ha portato ad approfondire gli studi chimici, a diventare perito chimico e a studiare da vicino muffe e batteri degli alimenti, coltivo da sempre anche quella per l’arte.

D: Arte e scienza, dunque, si intrecciano e si influenzano reciprocamente molto più di quanto siamo portati a credere! Si può, dunque, parlare di senso estetico anche nella sfera biologica e di chimica anche come fonte di ispirazione per opere d’arte?

R: Certamente. Una relazione non solo possibile ma anche felice! Fotografando tutto ciò che appariva ai miei occhi al microscopio, alle forme e ai colori che i batteri creavano, ho collezionato una infinità di scatti e ho pensato di avviare il Progetto: L’arte invisibile dei batteri”.

D: In che cosa consiste questo Progetto?

R: La peculiarità delle mie opere consiste nel catturare l’affascinante mondo dei microbi e imprimerli su stampe fotografiche destinate alla divulgazione scientifica e artistica.Il Progetto ‘L’arte invisibile” intende valorizzare le opere d’arte create da alcuni batteri cresciuti in piastra Petri. Seguendo il loro istinto naturale i batteri si moltiplicano, spaziando con varie forme e tipologie di colonie. Un’arte naturale e silenziosa visibile solo con tecniche e strumenti di laboratorio.

Ciò che mi interessa è catturare l’affascinante mondo della natura che in maniera silenziosa dimostra la sua arte. L’eterna passione artistica che mi accompagna da sempre mi ha spinto verso l’indagine delle più svariate forme d’arte. Le mie conoscenze nel campo della biologia mi hanno portato alla scoperta del mondo microbico e alla straordinaria bellezza delle forme d’arte di questo mondo. L’obiettivo è di far conoscere e diffondere dei capolavori naturali a un pubblico curioso e dal gusto originale”.

D: Oltre a studiare e a fotografare il mondo del cibo, ti appassiona anche cucinarlo?

R:Sì, cucinare mi piace molto. In un ricettario assai insolito che associa arte e gusto raccolgo le mie “Ricette Artofbacteria” . Ogni volta che preparo un buon piatto cerco di renderlo anche artisticamente presentabile, magari ponendolo su un piatto elegante e decorandolo con salse colorate. Così facendo il piatto è più invitante perché esteticamente più attraente. Con questo appassionante e minuzioso lavoro vorrei anche dimostrare che un piatto può essere bello non solo esternamente, ma anche dentro. Per l’aspetto esteriore ci pensa la nostra vena artistica e all’interno ci pensano i nostri amici “batteri” che con la loro arte silenziosa e misteriosa si divertono a disegnare immagini mirabili.”

Portando alla ribalta il mondo microbico Stefania suggerisce un approccio più positivo e consapevole rispetto alla scienza, alla cucina e all’arte. La conoscenza della chimica, unita alla fantasia e alla tecnica visiva la guidano in un percorso culinario ed artistico davvero originale ed unico. Le sue “composizioni” danno vita a forme astratte di sorprendente bellezza. “Viaggiatrice” curiosa del mondo invisibile Stefania si rivela profonda conoscitrice dell’arte generata dalla Natura e con la sua sensibilità artistica ci svela il senso estetico del Cosmo dove tutto è armoniosamente ordinato.

Varie le sue pubblicazioni su Riviste Scientifiche Internazionali; diversi riconoscimenti e premi ottenuti da Stefania Rizzelli fra cui il Primo Premio al Concorso Wiki Science Competition nella Categoria “Set di Immagini” 2018. Al Concorso “Arte e Scienza” Trieste 2018 e 2019 si classifica seconda.

Di fronte alle sue opere sembra di immergersi in fondali marini, naufragare in mondi misteriosi, scoprire e perdersi in una infinità di forme e giochi di colori attraenti. La forza e la bellezza dell’ infinitesimamente piccolo ci scuotono e ridimensionano la nostra presuntuosa effimera grandezza! Inoltre Stefania utilizza l’arte come canale attraente per la comunicazione scientifica, apre il sipario di un’arte sull’orlo dell’invisibile e rende manifesto e godibile il microscopico mondo del cibo!

Dietro queste meraviglie c’è un processo biologico e naturale, tuttavia è grazie alla capacità di osservazione e di rielaborazione di un occhio chimico e l’altro artistico che Stefania riesce a creare una sintesi particolarmente efficace e sorprendente.

Nell’infinitamente piccolo impariamo così anche noi a scoprire la grandezza del creato e nell’armonica perfezione del micro comprendiamo meglio la meraviglia dell’Universo.

Senza il microscopico e laborioso mondo di batteri e muffe non ci sarebbe vita, e senza Stefania, aggiungiamo noi, non ci sarebbe la possibilità di godere dello spettacolo minuzioso e meraviglioso della Natura!

D: Lanciando uno sguardo al futuro, che cosa ci dobbiamo aspettare? Che cosa hai in programma?

R: Fra i miei progetti futuri c’è sicuramente una Mostra fotografica a Ferrara in agosto e in ottobre a Trieste in occasione del Festival d’arte contemporanea DeSidera.

Tanti “in bocca al lupo” a Stefania dalla edazione di Gustoh24!

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