Concluso il Festival dell’Economia di Trento
Il tema dell’edizione 2026: “Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani”


La Nobel per la Pace Karman: “Contro i predatori servono regole”
La Nobel per la Pace Tawakkol Karman è intervenuta in un panel intitolato “L’era dei predatori”, con Mario Capanna, Pietro Modiano, padre Fortunato e Marco Magnani
di Riccardo Baarlam
«Stiamo vivendo in un’era di predatori. In politica, economia, nel mondo digitale. È come una giungla, ma noi non siamo animali. Siamo esseri umani che devono costruire rispetto, devono aiutarsi gli uni con gli altri e creare un mondo diverso». Tawakkol Karman ha vinto il Nobel per la Pace nel 2011. Giornalista, attivista democratica, guidò la rivolta degli studenti nello Yemen in quella che fu ribattezzata la “Rivoluzione dei gelsomini” che costrinse il presidente Ali Abulah Saleh, dal 1990 alla guida di un regime corrotto, dominato da crisi economica e repressione politica, a lasciare il potere. Da allora la situazione è precipitata in una guerra civile senza fine. Con da una parte i ribelli sciiti Houthi, sostenuti dall’Iran, che hanno conquistato l’area della capitale. E dall’altra una coalizione internazionale di nove stati, perlopiù sunniti, guidati dall’Arabia Saudita. Una guerra dimenticata nel Medio Oriente infuocato, con oltre 150mila vittime, tra cui 20mila vittime civili.
La Nobel per la Pace è intervenuta in un panel intitolato “L’era dei predatori”, con Mario Capanna, Pietro Modiano, padre Fortunato e Marco Magnani. «I politici e i dittatori -spiega Karman – usano le religioni per fomentare l’odio tra le persone e giustificare le loro guerre. Ed è per questo che dovremmo davvero essere grati a Papa Leone quando ha risposto a Trump dicendo che no, questo non è il cristianesimo che è una religione di pace». La stessa cosa succede con l’Islam e l’ebraismo radicale.
In questi primi 17 mesi della seconda presidenza di Donald Trump il mondo vive nel segno della più grande incertezza. «Il presidente americano – afferma l’economista Marco Magnani – con la sua politica aggressiva sta cedendo alla Cina il ruolo di Paese moderato, la potenza che cerca di mediare, almeno a parole nelle guerre. Xi, Trump, Putin: siamo entrati in un mondo che io chiamo “mondo muscolare” nel quale vince il più forte e dove non vince più la diplomazia».
Nell’America di Trump la religione viene strumentalizzata per fini politici, come forse non si vedeva dal Medio Evo. «Sul dollaro – ricorda Padre Fortunato – c’è scritta una frase “In God we trust”. Questa la dice lunga sulla commistione tra religione e potere negli Usa ma anche da noi c’era chi mostrava il tao francescano nei comizi. Di fronte a tutto questo io ricordo gli incontri di Assisi, quando i Papi hanno sempre detto chiaramente che la vera religione non accende l’odio e la divisione».
Come il mondo finanziario reagisce a questi continui stop and go del presidente americano?
«La finanza – dice il banchiere Pietro Modiano – ama la stabilità, l’incertezza misurabile, i rischi che possono essere coperti da strumenti finanziari, odia l’instabilità e l’arbitrio dei predatori su cui non si possono costruire strategie finanziarie, bisogna agire di rimessa». Insomma era meglio la globalizzazione degli anni Novanta: crescita senza guerre. «Se vediamo le statistiche, alla vigilia della grande crisi finanziaria, fra il 2005 e 2004, il numero di conflitti di morti per guerra sono stati i più bassi dal secondo dopoguerra».
È stato ricordato che nell’America del presidente miliardario un solo uomo, Elon Musk, possiede più ricchezza del 52% delle famiglie americane più povere. E l’élite degli oligarchi tech americani sono 10 persone che hanno in mano 2.300 miliardi di dollari di ricchezza. Sono 10 persone, non sono 10 società. E sono a capo delle piattaforme con cui navighiamo su Internet, comunichiamo tramite email, facciamo transazioni finanziarie. Conoscono tutto di noi, tutti i nostri dati personali. Hanno in mano il mondo e hanno una lobby così potente che finanziano repubblicani e democratici. Così chi sale alla Casa Bianca in qualche modo deve assecondare quello che loro pensano. «Il mondo – nota Capanna – sta bruciando per i mutamenti climatici dei quali non si parla più. Brucia per la ripresa spasmodica della corsa agli armamenti. Abbiamo le scuole e la sanità nel nostro Paese che fanno acqua ma… armi, armi e armi. Brucia per la società dell’1%: significa che quattro nababbi, l’% della popolazione, controllano ricchezze superiori a quelle del 99 per cento. Allora si capisce l’affermazione di Papa Francesco, “Questa economia basata sul profitto uccide”. Il male originario dei predatori è il profitto senza limiti. Abbiamo la capacità di sostituire al profitto il concetto dell’equo guadagno?».
«Quando Capanna parla del profitto – conclude Modiano – ha ragione. Perché lui non ha demonizzato il profitto in sé ma ha introdotto un concetto che è il giusto profitto. Il giusto profitto non è estraneo alle logiche del mercato. Alla fine degli anni 70 negli Usa l’aliquota massima per i più ricchi era sopra il 90%. Quindi se tu guadagnavi più del necessario venivi “espropriato”. Questa è la logica del capitalismo del Dopoguerra. In Italia la Riforma Visentini del 1971 prevedeva un’aliquota massima del 71 per cento. Tutto quello che andava oltre una certa quantità di quattrini veniva sostanzialmente espropriato. Ed era il periodo in cui le economie occidentali andavano meglio. Quello che stiamo vivendo oggi è un inedito, è una deriva del sistema capitalistico e di mercato che va assolutamente corretta con delle regole».



ALCUNI APPUNTAMENTI DEL FESTIVAL DOMENICA 24 MAGGIO
10.00 Gli imperi digitali, la vecchia e la nuova globalizzazione
Paolo Benanti, Università LUISS Guido Carli; Sabino Cassese, Scuola normale superiore di Pisa; Luca Salvioli, Il Sole 24 Ore
12.15 Bonus fiscali e sostenibilità della spesa sociale
Massimo Baldini, Università di Modena e Reggio Emilia; Carmelo Di Marco, vicepresidente consiglio nazionale del notariato; Elsa Fornero, Università di Torino; Livia Salvini, Università Luiss Guido Carli; Marcello Zacchè, editorialista economico Il Giornale
15.00 Memoria storica e diritti
Silvia Marzialetti, Radiocor – Il Sole 24 Ore; Jan Račinskij, Nobel per la pace 2022
16.45 I giovani, ultima chiamata per l’Europa
Carlo Calenda, Senatore, Segretario di Azione; Emilia Patta, Il Sole 24 Ore
Quattro Premio Nobel per parlare di Economia e Pace
Mario Capanna sul tema: “Multilateralismo al capolinea e ordine mondiale”






Mario Capanna, Leader studentesco nel Sessantotto, segretario nazionale di Democrazia Proletaria, già parlamentare europeo e deputato nazionale, coltivatore diretto, ulivicoltore e apicoltore.
L’UCCISIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE
Articolo di Mario Capanna
… Una politica che teme la luce del sole…
(I. Kant)
Oggi il diritto è derelitto. Soprattutto quello internazionale. Soppiantato dalla forza. Meglio: da quella specifica forma di violenza che è la prepotenza. Chi è più potente stabilisce ciò che è “giusto”, in particolare per sé. E lo impone.
Per riuscirci, se non bastano l’economia e la finanza (v. i dazi), irrompe con gli eserciti: così la guerra diviene sempre più la regolatrice suprema dei rapporti fra i popoli e le nazioni.
Fin dall’antichità ci si è comportati secondo questi criteri distruttivi – basterebbe ricordare le vicende fra Sparta e Atene, fra Roma e Cartagine – ma oggi si è arrivati ad un incomparabile salto di qualità, con la società dell’1 per cento: l’1 per cento dell’umanità è giunto a possedere ricchezze e beni che superano quelli del 99 per cento!
Una condizione mai verificatasi prima, con un accaparramento così concentrato delle risorse complessive. Quell’1 per cento vede all’apice la congrega dei super ricchi, in grado di condizionare – e, all’occorrenza, ricattare – parlamenti e governi, nonché le ramificazioni istituzionali degli Stati, e rendendo impotente l’Onu. Il diritto internazionale è per loro come il fumo negli occhi: hanno bisogno non di rispettarlo, ma di prescinderne e distruggerlo, come sta avvenendo.
In un recente articolo, in prima pagina sul Corriere della Sera, Ernesto Galli della Loggia ha affermato: “Il diritto internazionale è in crisi perché è venuto meno anche in minima misura il sentire comune circa il bene e il male, il vero e il falso, in troppi di coloro che parlano a suo nome”.
Tesi risibile. Ceffi di guerra, come Netanyahu e Trump, sanno benissimo ciò che e bene e male, ciò che è vero e falso, e infatti usano il falso per il proprio “bene” e per quello dei deep States che rappresentano. Per cui è “giusto”, per loro, realizzare il genocidio contro i palestinesi, rapire e sequestrare il presidente venezuelano Maduro, strangolare Cuba, aggredire l’Iran quando era in corso il negoziato.
Mentre la violenza è cieca, come si usa dire, la prepotenza ci vede benissimo. Sceglie con cura criminale gli obiettivi che ritiene utile raggiungere per il proprio rafforzamento, e persegue con determinazione i suoi scopi, a costo di mettere a soqquadro il mondo. Ritiene, anzi, che la creazione del caos planetario sia la migliore strategia per raggiungere i suoi fini.
In questo senso la follia di Trump riflette perfettamente quelli che sono gli interessi profondi di quell’1 per cento di tecno capitalisti neofeudali d’assalto, che ricercano il dominio su tutta la Terra.
Sono stato il primo, su queste pagine, a parlare della sindrome del “narcisista maligno” e del “manipolatore perverso”, che caratterizza i comportamenti del presidente americano. Più crudamente Lucio Caracciolo ha detto di recente che Trump “è fuori di testa”.
Egli travalica ormai ogni limite, come dimostrano – dopo avere attaccato sfrontatamente papa Leone XIV – la pubblicazione della foto che lo ritrae accanto a Gesù, come a dire che è lui il vero profeta e interprete di Dio, e il trattare come reietti tutti coloro che non gli “baciano il culo” (parole sue), come da ultimo ha dovuto sperimentare la peregrina Giorgia Meloni.
C’è da chiedersi che cosa aspetti il Congresso a rimuovere Trump per malattia e incapacità manifesta, in base al 25° emendamento della costituzione americana. Ma, quand’anche ciò avvenisse, non ci sarebbe la garanzia che gli Usa pongano fine alle violazioni del diritto internazionale, usando la guerra nel tentativo (illusorio?) di frenare la propria crisi interna e quella egemonica nel mondo. La prepotenza dell’1 per cento degli ultraricchi ha bisogno della guerra, come il naufrago del salvagente.
Ma non è affatto detto che avrà l’ultima parola.
Se le persone e i popoli irrompono da protagonisti nella storia, costruire un nuovo mondo è possibile. Scopriremmo che la convivenza pacifica e la cooperazione fra le nazioni sono immensamente più piacevoli che produrre montagne di cadaveri, e che il diritto internazionale si fonda non sulla minaccia e il ricatto, ma sulla pace come costruzione consapevole della dignità umana. Fra tutti. E per tutti.

Il direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini

“Capire il mondo con il Festival e arginare i colossi del web” Video
La 21^ edizione dedicata al tema “Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani”. Cinque giorni per riflettere su mercato, nuovi poteri e speranze dei giovani. Oltre 700 relatori: 5 Premi Nobel, 16 Ministri, 111 relatori del mondo accademico
35 economisti nazionali e internazionali, 87 rappresentanti delle istituzioni nazionali e straniere, oltre 90 tra manager e imprenditori. In cinque giorni oltre 300 eventi con le iniziative “Fuori Festival”, “Economie dei Territori”, “Incontri con l’Autore”
Dal mercato ai nuovi poteri, le speranze dei giovani. E’ questo il tema conduttore della ventunesima edizione del Festival dell’Economia di Trento che si svolgerà dal 20 al 24 maggio 2026. La manifestazione, presentata il 31 marzo a Milano, nella formula ideata nel 2022 dal Gruppo Il Sole 24 ORE insieme a Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma di Trento e con il contributo del Comune e dell’Università di Trento, ha visto il “popolo dello scoiattolo” crescere arrivando a oltre 140.000 presenze in quattro anni.

E proprio il grande successo di pubblico e il ricco programma di incontri in palinsesto hanno convinto gli organizzatori ad introdurre nel 2026 una novità importante: portare a cinque le giornate della manifestazione che vede riuniti rappresentanti di primo livello del mondo economico, accademico, politico e della business community a livello nazionale e internazionale.
Le cinque giornate di Trento diventeranno fondamentali per chiunque voglia capire dove stanno andando il mondo e l’economia oggi, come colto dal tema dell’edizione 2026 che farà da filo conduttore di tutto il Festival: “Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani”. Un tema di stringente attualità, scelto dall’Advisory Board della manifestazione, presieduto dal Direttore del Sole 24 Ore e presidente del Comitato Scientifico Fabio Tamburini e composto da Elena Beccalli, Marco Fortis, Paolo Magri, Emma Marcegaglia, Giulio Sapelli, Giulio Tremonti.
Un titolo che mette a confronto, da un lato, gli scenari della geopolitica che hanno visto le leggi del mercato e la globalizzazione tramontare come punto di riferimento e cedere il passo a nuovi centri di potere come le Big Tech, che concentrano ricchezza e controllano le chiavi dell’intelligenza artificiale, e le autarchie di Russia e Cina e, dall’altro, le speranze dei giovani di fronte a paure e incertezze. L’Europa si trova in una posizione particolarmente vulnerabile, stretta tra la pressione di Trump, il rallentamento economico, la mancanza di leadership e una crisi demografica sempre più acuta. La risposta a queste sfide passa da una priorità: restituire ai giovani la speranza nel futuro, trasformando l’Italia e l’Europa in luoghi attrattivi per le nuove generazioni.

Il Presidente dell’Advisory Board e del Comitato Scientifico del Festival dell’Economia di Trento Fabio Tamburini, Direttore del Sole 24 Ore, Radio 24 e Radiocor così commenta: «La convinzione che il mercato sia uno strumento regolatorio perfetto dei rapporti economici internazionali è crollata. Oggi le cinque Big Tech – Nvidia, Apple, Microsoft, Alphabet, Amazon – hanno un peso economico equivalente a quello dei 27 Paesi dell’Unione europea, con la differenza che in questi Paesi ci sono delle democrazie, per quanto imperfette, mentre le cinque grandi aziende tecnologiche, invece, sono guidate da cinque amministratori delegati che hanno in mano i destini del mondo senza essere sottoposti ad alcuna verifica democratica». In questo cambiamento di paradigma e di potere hanno un peso rilevante la raccolta e l’elaborazione dei dati che, grazie all’intelligenza artificiale, sta assumendo potenzialità straordinarie ma anche molto pericolose, così come il forte fabbisogno energetico delle società tecnologiche di AI per alimentare i loro data center. E ancora il cambiamento nel mondo del lavoro. «Temi su cui c’è un grado di non consapevolezza molto elevato. Al contrario del tema demografico, ormai all’ordine del giorno, ma senza la capacità di trovare soluzioni – aggiunge Tamburini – Se l’asse dello sviluppo si è spostato verso l’Asia, dove si concentrano popolazione e crescita economica, con India e Cina a guidare questa fase e l’Africa in corsa per giocare un ruolo sempre più rilevante, l’Europa e l’Italia si trovano ad affrontare un declino irrimediabile, tra inverno demografico e fuga dei talenti». Temi che a Trento verranno affrontati con il contributo dei maggiori rappresentanti del panorama accademico nazionale ed internazionale (111), economisti (35) e Premi Nobel (5), Ministri del Governo (confermati a oggi 16), esponenti delle istituzioni (87) e della business community economica e finanziaria (oltre 90) in una manifestazione che ha assunto una dimensione ancora più internazionale, come testimoniato dai tanti media stranieri partner e dall’aumento dei relatori provenienti dall’estero. Cinque giorni che porteranno a Trento oltre 700 relatori in più di 300 eventi caratterizzati da un unico criterio guida: quello della dialettica, del ragionamento e dell’argomentazione, del dibattito aperto e senza pregiudizi, dando spazio e voce ai giovani, che saranno protagonisti direttamente sul palco.
Grazie all’iniziativa “Le voci del domani” promossa dal Comitato Scientifico del Festival, infatti, i giovani tra i 18 e i 30 anni potranno proporsi come speaker del Festival: un’occasione straordinaria per prendere la parola e portare il proprio punto di vista al centro del dibattito pubblico in un Festival che, quest’anno più che mai, chiama in causa proprio la generazione che vive in prima persona le grandi trasformazioni economiche, sociali e geopolitiche.
Le “Le voci del domani”: le iscrizioni per candidarsi sono aperte fino all’8 aprile sul sito ilsole24ore.com/vocideldomani

Grande attesa anche per il Fuori Festival, il palinsesto ideato quattro anni fa dal Gruppo II Sole 24 ORE per avvicinare all’economia e ai grandi temi dell’attualità il pubblico più ampio e trasversale dei giovani e delle famiglie attraverso il coinvolgimento di divulgatori e talent che parlano il linguaggio dei giovani per i giovani. Una scommessa vinta, visto l’altissimo gradimento del pubblico di tutte le età, che quest’anno propone un programma ancora più ricco di eventi, laboratori e dibattiti su economia sociale, mondo del lavoro, divulgazione scientifica, salute e benessere, sostenibilità. Due le novità: lo spostamento di Radio 24 in Piazza Fiera con un innovativo studio-truck per le sue dirette-evento e il debutto di Casa Sole, un nuovo hub di incontro e dialogo con il pubblico dove conoscere e incontrare tutte le realtà del Gruppo Il Sole 24 ORE. Fitta anche la programmazione dedicata all’intrattenimento serale per tutti i gusti: concerti di musica classica – con il ritorno di Uto Ughi – e leggera con Arisa e Angelica Bove, e spettacoli teatrali tra ironia e comicità con Elio e gli artisti di Zelig Lab. Da non perdere, infine, l’incontro-confronto tra i conduttori de La Zanzara di Radio 24, Giuseppe Cruciani e David Parenzo, con Fedez e Mr Marra.
Fuori Festival dell’Economia di Trento non è solo da ascoltare: è un evento da vivere. Insieme.

Un programma pensato per giovani, famiglie e curiosi di tutte le età, tra esperienze, laboratori e momenti da condividere.
Appuntamenti per chi vuole capire meglio il presente e immaginare il futuro, ma anche momenti più leggeri, esperienze da condividere e attività pensate per coinvolgere tutte le generazioni.
I più piccoli possono scoprire il mondo dell’economia giocando, tra storie, laboratori e attività creative.
Ragazze e ragazzi trovano spazi in cui confrontarsi su lavoro, scelte e futuro, con linguaggi a loro vicini e format coinvolgenti.
I giovani possono orientarsi tra incontri, strumenti e idee utili per costruire il proprio percorso.
Le famiglie possono vivere il Festival come un’esperienza da fare insieme, attraversando i tanti luoghi aperti della città. Un programma aperto anche ai professionisti, con occasioni di approfondimento, confronto e networking sui grandi temi economici e sociali. Il Fuori Festival è tutto questo: un programma diffuso, accessibile, che mescola contenuti, linguaggi e pubblici diversi.
Tornano poi “Economie dei Territori”, la serie di eventi che dà voce alle imprese e istituzioni locali in un format di approfondimento delle realtà territoriali, gli “Incontri con l’autore” con le presentazioni di libri, e la Libreria del Festival in Piazza Duomo curata dall’Associazione librai del Trentino. Diverse e numerose anche le attrazioni artistico culturali che come sempre la città di Trento offrirà nei giorni del Festival. Un mix di eventi studiato per dare vita a una manifestazione capace di unire l’anima accademica all’economia reale, l’economia dei territori a quella globale. Una manifestazione diffusa in tutta la città di Trento, capace d’intrecciare bisogni e opportunità di imprese, istituzioni, giovani e famiglie, con un occhio di riguardo per gli studenti delle scuole trentine e gli studenti provenienti dal resto d’Italia. Il Festival e il Fuori Festival 2026 saranno ancora più inclusivi, grazie all’attenzione posta dagli organizzatori, fin dalla prima edizione 2022, alla Gender equality, impegnandosi anno dopo anno a equilibrare la presenza di genere all’interno dei panel dei relatori. Quest’anno la presenza femminile tra gli speaker si attesta intorno al 31% mentre nel 2022 era al 27%.
I FORMAT e I FILONI DEL FESTIVAL
Il palinsesto della manifestazione prevede numerosi appuntamenti, anche quest’anno contraddistinti da diversi format editoriali: KEYNOTE SPEECH, DIALOGHI e PANEL.
Il tema dell’edizione 2026 verrà declinato su 14 filoni: GEOPOLITICA, INTELLIGENZA ARTIFICIALE, ENERGIA, ECONOMIA DELLO SPAZIO, ECONOMIA DELLE IMPRESE, ECONOMIA DIGITALE, POLITICHE ECONOMICHE, SOSTENIBILITÀ, DEMOGRAFIA, DIVERSITY e INCLUSIONE, MEDICINA SALUTE E SANITÀ, ATTUALITÀ, LAVORO E NUOVE PROFESSIONI, TRASFORMAZIONE URBANA.
I PROTAGONISTI DEL PROGRAMMA
Nomi d’eccezione per il primo appuntamento che mercoledì 20 maggio aprirà il Festival dell’Economia 2026 di Trento su uno dei temi più caldi dell’attualità del nostro Paese, i giovani e la fuga dei cervelli: a confrontarsi su “L’Italia non è un Paese per giovani, come può diventarlo” saranno Lavinia Biagiotti Cigna, presidente e ceo Biagiotti Group, Diana Bracco, presidente e ceo Gruppo Bracco, Marina Brambilla, rettrice Università degli Studi di Milano, Maurizio Gardini, presidente Confcooperative, Renato Loiero, consigliere del Presidente del consiglio dei ministri, e Alessandro Molinari, amministratore delegato e direttore generale Itas Mutua. Seguirà il dialogo tra Alessandro Benetton e il direttore de Il Sole 24 Ore Tamburini.
Confermati per la Cerimonia inaugurale del Festival, in programma mercoledì 20 maggio alle 17.00, l’intervento del Card. Gianfranco Ravasi, Presidente Emerito del Pontificio Consiglio della Cultura, in dialogo con la caporedattrice SKY TV Tonia Cartolano, introdotto dal video messaggio di Roberta Metsola, presidente Parlamento europeo, e per la chiusura del Festival domenica 24 maggio l’intervista al Presidente di Confindustria Emanuele Orsini da parte del Direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini.
5 i Premi Nobel che interverranno alla 21ma edizione del Festival. L’economista francese Philippe Aghion spiegherà al pubblico di Trento “La teoria economica della distruzione creatrice” che gli ha fatto appena conquistare il Premio Nobel per l’economia 2025 (insieme a Joel Mokyr e Peter Howitt).
Arriva per la prima volta al Festival di Trento Jan Račinskij, presidente dell’organizzazione per i diritti umani Memorial International che ha vinto il Nobel per la pace 2022.
Presenti il Premio Nobel per l’economia 2010 Christopher Pissarides, Regius Professor alla London School of Economics e cofondatore dell’Institute for the Future of Work, noto per i suoi contributi alla teoria delle frizioni di mercato nella ricerca ed offerta di un lavoro (per cui è stato premiato dall’accademia svedese insieme agli statunitensi Peter Diamond e Dale Mortensen); James Heckman, Premio Nobel per l’Economia 2000 (insieme a Daniel McFadden) per i suoi contributi allo “sviluppo della teoria e dei metodi per l’analisi di campioni selettivi”, che interverrà sul tema “Il declino della fertilità in Italia e nel mondo”; Tawakkol Karman, Premio Nobel per la Pace 2011 per la sua lotta non violenta per la democrazia e la sua difesa dei diritti delle donne nello Yemen, fondatrice della Tawakkol Karman International Foundation.
Tra i filoni della 21esima edizione del Festival dedicati ad analizzare i nuovi equilibri internazionali, protagonista sarà la geopolitica. Su questo fronte confermata la collaborazione con ISPI-Istituto per gli studi di politica internazionale che proporrà cinque panel, di cui uno sulle speranze dei giovani in Europa con Paolo Gentiloni, presidente del global advisory board BEI, e Romano Prodi, Università di Bologna; e uno sulle speranze dei giovani per l’ONU con Staffan De Mistura, secretary-general personal envoy per il Sahara Occidentale ONU, Paolo Magri, presidente comitato scientifico Ispi. Gli altri tre panel analizzeranno il grande momento della Cina, il Medio Oriente in fiamme, l’America di Trump verso le elezioni di Midterm.
Sempre per il filone sulla geopolitica, da non perdere il dialogo “Guerra e Pace” tra Ferruccio de Bortoli a Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo Pirelli, e l’intervista del Direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini a Romano Prodi su quel ‘piano inclinato’ in cui ci troviamo oggi e che sembrerebbe destinato a portarci sull’orlo della terza guerra mondiale, come anticipato ben 10 anni fa da Papa Francesco. Una tendenza che va invertita rimettendo al primo posto il rispetto delle regole internazionali, come ci ricordano il panel “Splendore e morte del diritto internazionale” con l’ambasciatore Maurizio Massari e Giuseppe Nesi, componente della commissione del diritto internazionale dell’ONU, e l’intervento di Padre Enzo Fortunato, presidente del pontificio comitato per la giornata mondiale dei bambini, che analizzerà “L’era dei predatori”. Immancabile poi a Trento Giulio Tremonti, presidente commissione Affari esteri e comunitari della Camera dei deputati, con un intervento intitolato “Whatever mistakes, cause e responsabilità della prossima crisi finanziaria”.
Il Presidente degli Stati Uniti e la sua gestione dei rapporti economici internazionali saranno analizzati da diversi punti di vista: Richard Robb, School of international and public affairs alla Columbia University, spiegherà come sta cambiando il capitalismo americano, mentre Donato Masciandaro, Università Bocconi, analizzerà le connessioni tra euro e dollaro nell’era di Trump. Di “Trump il picconatore globale” parleranno Marco Fortis, vicepresidente Fondazione Edison, e Giuliano Noci, prorettore Politecnico di Milano.
Davanti agli USA forti si staglia un’Europa sempre più in difficoltà: Marco Buti e Marcello Messori dell’Istituto universitario europeo; Miguel Ángel Fernandez-Palacios, Ambasciatore spagnolo in Italia, e Gianfelice Rocca, presidente Gruppo Techint, analizzeranno il ruolo dell’Europa nel disordine mondiale. Enrico Letta, IE University Madrid, porterà una riflessione su “Una Europa, un mercato”, mentre Sergio Fabbrini, Università Luiss Guido Carli, interverrà sul tema “L’Europa in trincea”. Luca Cordero di Montezemolo, presidente Italo, Fondazione Telethon e Manifatture Sigaro Toscano, spiegherà perché servono gli Stati Uniti d’Europa. Ad analizzare invece la situazione dell’Italia a partire dai numeri saranno Lilia Cavallari, presidente Ufficio parlamentare di bilancio, e Francesco Maria Chelli, presidente Istituto nazionale di statistica.
Numerosi i relatori stranieri che offriranno nuovi spunti di riflessione: per la prima volta a Trento, Yaser Faquih, Chief Economist e Deputy Minister per la ricerca economica e le intuizioni strategiche presso il Ministero dell’Economia e della Pianificazione dell’Arabia Saudita, interverrà sul futuro del Sistema finanziario globale. Dalla Cina Zhiyi He, preside global institute for the advancement of industry and technology, Università di Nankai, e Yang Yao, China Center for Economic Research, dialogheranno con Giovanni Tria, Università degli studi di Roma Tor Vergata. Della resilienza di Pechino e di come la Cina sta pianificando il suo futuro parlerà invece Yang Wang, vice president Hong Kong University, insieme a Kerry Brown, King’s College Londra, Alicia Herrero, chief economist Asia Pacific at Natixis corporate and investment banking, e Ivan Cardillo, presidente Istituto di Diritto Cinese. Incontri da non perdere saranno quello con Bruna Szego, presidente Autorità europea per la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo (AMLA) e quello con due professori della scuola del partito comunista cinese, Xu Jie e Yang Zhen su “Multilateralismo alla prova del fuoco”.
Sul fronte dei ‘nuovi poteri’ ben 13 panel saranno dedicati ad analizzare il ruolo dell’Intelligenza Artificiale: tra questi, Paolo Benanti, presidente comitato per l’intelligenza artificiale presso il dipartimento per l’informazione e l’editoria della presidenza del Consiglio dei ministri, e Sabino Cassese, Scuola normale superiore di Pisa, che si confronteranno su “Gli imperi digitali, la vecchia e la nuova globalizzazione”. Il presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro sarà intervistato da Maria Latella sul tema intelligenza artificiale e nuova finanza.
A discutere di “Potere dell’informazione, social network e AI” saranno Alberto Barachini, sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega informazione e editoria, presidenza del Consiglio dei ministri; Michele Corradino, presidente di sezione del Consiglio di Stato.
A confrontarsi sul tema “Fidarsi oppure no dell’intelligenza artificiale” saranno Franco Bernabè, presidente di Techvisory start up nel campo dell’AI, Andrea Zoppini, Università degli studi di Roma Tre e il vescovo Nunzio Galantino. Paolo Savona, l’ex presidente della Consob, analizzerà l’Intelligenza artificiale generativa tra efficienza e rispetto dei diritti umani, mentre Vincenzo Carbone, direttore Agenzia delle Entrate, spiegherà l’evoluzione degli accertamenti tra intelligenza artificiale e nuovi rapporti con i contribuenti. Tornano poi per il secondo anno al Festival dell’Economia il capo della Polizia e direttore generale della pubblica sicurezza Vittorio Pisani per fare il punto su sicurezza e intelligenza artificiale, e Salvatore Luongo, comandante generale Arma dei Carabinieri, per illustrare gli investimenti dell’arma nelle nuove generazioni tra tecnologia e tradizione.
Tra i filoni da analizzare per capire dove va il mondo c’è sicuramente l’evoluzione del lavoro. Il prorettore del Politecnico di Milano Giuliano Noci presenterà al Festival dell’Economia, insieme al presidente Inps Gabriele Fava, la ricerca promossa dal Politecnico di Milano e dalla Cassa padana su 4.000 giovani “Next Gen Power: i giovani alla guida del futuro (e senza bisogno di retrovisori)”.
Naturalmente non possono mancare le riflessioni sull’impatto che l’IA avrà sul mondo del lavoro e sulle nuove professioni che genererà, a partire dall’evoluzione del lavoro in fabbrica con l’arrivo degli umanoidi, racconterà ancora Giuliano Noci in dialogo con Andrea Stroppa, portavoce di Elon Musk in Italia. Di “Lavoro nella tenaglia: Intelligenza artificiale, bassi salari, formazione da migliorare” discuteranno il coordinatore di Base Italia Marco Bentivogli, l’imprenditrice Silvia Castagna, membro della commissione intelligenza artificiale per l’informazione della Presidenza del Consiglio dei ministri, il presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro Rosario De Luca, e la presidente di Alchimia Marina Salamon.
Il vicepresidente Consiglio superiore della magistratura Fabio Pinelli introdurrà il panel “Professioni e giustizia alla prova dell’intelligenza artificiale” in cui interverranno Tatiana Biagioni, presidente avvocati Giuslavoristi italiani; Vito Pace, presidente Consiglio nazionale del notariato. Su Mercato del lavoro, produttività, spesa sociale e inattivi si confronteranno Nicholas Eberstadt, American Enterprise Institute, Daniela Fumarola, segretaria generale CISL, Maurizio Tarquini, direttore generale Confindustria, mentre su Intelligenza artificiale, produttività e occupazione, discuteranno tra gli altri Roberto Viola, direttore generale DG Connect, Commissione europea, e Gregorio De Felice, chief economist and head of research Intesa Sanpaolo. Franco Gallo, Università Luiss Guido Carli interverrà su “Tributi, solidarietà e sussidiarietà”.
Collegato all’intelligenza artificiale è anche il filone sull’energia, un settore sempre più strategico per le Big Tech che hanno bisogno di alimentare i data center che allenano i large language model di queste nuove tecnologie avanzate. “Intelligenza artificiale e data center, da dove arriverà l’energia” è il titolo del panel in cui si confronteranno Antonio Zoccoli, presidente Istituto nazionale di fisica nucleare, e Davide Tabarelli, presidente Nomisma energia, che interverrà anche nell’incontro dedicato alla sete di energia dell’Asia insieme ad Alessandro Lanza, direttore Fondazione Eni Enrico Mattei.
Non mancheranno poi a Trento i big del settore energia: tra questi, Paolo Scaroni, presidente Enel, che insieme ad Antonio D’Amato, presidente Seda International Packaging Group, analizzeranno il futuro del green deal.
Tra gli appuntamenti da non perdere nel filone dedicato alla Trasformazione urbana, l’archistar Carlo Ratti, direttore Massachusetts Institute of technology, senseable city lab, spiegherà come l’Intelligenza artificiale può migliorare le città, mentre i Sindaci di Roma, Milano, Trento, Treviso – Roberto Gualtieri, Beppe Sala, Franco Ianeselli e Mario Conte – si confronteranno su cosa significa governare oggi le città.
Di “Europa e coesione territoriale Il diritto di rimanere a vivere nel luogo che ciascuno chiama “casa” discuteranno Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo Commissione europea, Maurizio Fugatti, presidente della Provincia Autonoma di Trento, Roberto Simoni, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione.
Inoltre, in occasione della giornata mondiale della biodiversità che cade il 22 maggio, il Festival dell’Economia ospiterà alcuni appuntamenti al Muse: tra questi Andrea Illy, presidente illycaffè, spiegherà gli strumenti e le strategie per rigenerare gli ecosistemi. Per il filone Medicina, salute, sanità, Immaculata De Vivo, dell’Harvard Medical School, interverrà su “Ottimismo e gratitudine: capitali invisibili dell’economia”; Fabrizia Lapecorella, vicesegretario generale Ocse, affronterà il tema dell’economia della longevità; Maurizio Landini, segretario generale Cgil, interverrà nel panel dedicato a “Emergenza Servizio sanitario nazionale.
Per il filone dedicato alla demografia, Giulio Tremonti porterà le sue riflessioni sulle connessioni tra crisi demografica e crisi democratica. Torna poi l’appuntamento con l’analisi della qualità della vita di bambini, giovani e anziani nelle province italiane a cura della redazione de Il Sole 24 Ore. Dopo il grande successo delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, arrivano al Festival dell’Economia atleti olimpici e paraolimpici per una riflessione insieme a Giovanni Malagò, presidente Fondazione Milano Cortina, sul passaggio dalle medaglie olimpiche all’economia della vita.
Anche quest’anno, accanto alle analisi di economisti e accademici da tutto il mondo, il Gruppo Il Sole 24 ORE porta la visione degli imprenditori per favorire il confronto e lo scambio di idee ed esperienze sul campo tra mondo accademico e mondo delle imprese. Al Festival dell’Economia di Trento saranno presenti, oltre a quanti già citati, anche Emma Marcegaglia, presidente e amministratore delegato di Marcegaglia holding, Luigi Abete, presidente Confindustria Cultura Italia, i past President di Confindustria Vincenzo Boccia e Carlo Bonomi, e Francesco Gaetano Caltagirone, presidente Gruppo Caltagirone.
Sul fronte del mondo delle imprese, a Trento si parlerà anche della sfida dell’export italiano in uno scenario sempre più instabile con Federico Silvestri, amministratore delegato Gruppo Il Sole 24 ORE, e Maurizio Tarquini, direttore generale Confindustria, e di Made in Italy alla conquista del mondo con Eraldo Minella, advisor strategico Gruppo Il Sole 24 ORE, Massimo Pozzetti, amministratore delegato Pastiglie Leoni, Luigi Riva, presidente Assoconsult. Il Festival di Trento sarà anche l’occasione per presentare Il Sole 24 Ore NextMed, la nuova iniziativa del Gruppo dedicata alle economie del Mediterraneo allargato, nel panel “Mediterraneo, geografia del futuro” a cui interverranno tra gli altri Marco Magnani, Università Luiss Guido Carli, e Marco Minniti, ex Ministro dell’Interno e presidente della Fondazione Med-Or.
Non manca poi a Trento il punto di vista del mondo della finanza. Il presidente dell’Abi Antonio Patuelli spiegherà perché le banche sono un punto di forza dell’Europa. Fabrizio Testa, Amministratore delegato Borsa Italiana, Gruppo Euronext, interverrà su investimenti in Borsa e algoritmi. Edward Freeman, Darden Business School University of Virginia, affronterà il tema del capitalismo degli stakeholder e il ruolo dei giovani. Fabrizio Palenzona, Massimo Ponzellini e Luigi Bisignani parteciperanno all’incontro “La notte della Repubblica, vecchi e nuovi protagonisti”.
Non mancheranno poi le grandi firme e commentatori del Sole 24 Ore: il sociologo Aldo Bonomi; Roberto D’Alimonte, Università Luiss Guido Carli; Giuseppe Lupo, Università Cattolica del Sacro Cuore; Fabrizio Onida, Università Bocconi; Alessandro Rosina, Università Cattolica del Sacro Cuore. Sul fronte della politica sono già 16 i Ministri che hanno confermato la loro partecipazione, a cui si aggiungono Maurizio Leo, viceministro dell’Economia e delle finanze, e Federico Freni, sottosegretario di stato per l’economia e le finanze, per parlare di riforma fiscale e riforma del mercato dei capitali. Presente anche la segretaria del Partito democratico Elly Schlein.
Folto il numero di rettori e rettrici delle Università e Business School presenti a Trento: Elena Beccalli, Università Cattolica del Sacro Cuore, Max Bergami, dean Bologna business school, Francesco Billari, Università Bocconi di Milano, Paolo Boccardelli, Università Luiss Guido Carli, Marina Brambilla, Università degli Studi di Milano, Rita Carisano, direttrice generale Università Luiss Guido Carli, Stefano Caselli, dean SDA Bocconi school of management, Flavio Deflorian, Università di Trento, Anna Gervasoni, Liuc Università Cattaneo, Giuliano Noci, prorettore Politecnico di Milano, Maria Cristina Pierro, Università dell’Insubria, Donatella Sciuto, Politecnico di Milano, nonché Franco Bernabé, presidente Università degli Studi di Trento, e Paola Severino, presidente School of Law Università Luiss Guido Carli.
Di rilievo anche il panel dei Moderatori, che vede, oltre alla riconferma di Barbara Carfagna e di Maria Latella, anche la partecipazione dei direttori Tommaso Cerno del Giornale, Andrea Malaguti de La Stampa, Agnese Pini del Quotidiano Nazionale, Mario Sechi di Libero, Gian Marco Chiocci del TG1, Antonio Preziosi del TG2, Giuseppe De Filippi del TG5, Giuseppe De Bellis, Executive Vice President Sport, News and Entertainment Sky–Direttore Editoriale SkyTg24, Ferruccio de Bortoli del Corriere della Sera e Osvaldo De Paolini del Giornale.
Tra gli eventi si annoverano appuntamenti organizzati in collaborazione con Aspenia, GEI – Associazione Italiana Economisti d’Impresa, Isea – Istituto di studi per l’economia applicata, ISPI – Istituto per gli studi di politica internazionale, Scuola di Studi Internazionali dell’Università di Trento, SIE – Società Italiana di Economia.
ECONOMIE DEI TERRITORI
“Economie dei territori” è il format che porta al Festival uno sguardo concreto sui cambiamenti che attraversano comunità, lavoro, impresa e istituzioni. Un percorso che mette al centro il territorio come luogo in cui si misurano le grandi transizioni del nostro tempo: demografia, casa, innovazione, mobilità, partecipazione, sostenibilità e qualità della vita. Nei diversi appuntamenti emergeranno sfide e opportunità che riguardano da vicino le nuove generazioni, tra accesso al lavoro, attrattività dei contesti locali, formazione e passaggio di competenze. Sarà anche l’occasione per riflettere su come le economie di prossimità, la ricerca, la manifattura, i servizi e la pubblica amministrazione possano generare sviluppo e coesione. Un mosaico di incontri che racconta il territorio come spazio vivo di innovazione, responsabilità e futuro. Un palinsesto che cresce con ospiti illustri coinvolti grazie a: Altroconsumo; Associazione Artigiani Trentino; CALRE – Conferenza delle Assemblee Legislative Regionali Europee; Commissione provinciale per le Pari Opportunità tra donna e uomo; Confindustria Trento; Confprofessioni Trentino; Consiglio della Provincia autonoma di Trento; Federpreziosi; Fiavet Trentino Alto Adige; FIMAA Trento; FIPE – Federazione Italiana Pubblici Esercizi; Fondazione Caritro; Fondazione Demarchi; Fondazione Edmund Mach; Fondazione Negrelli; Gruppo Giovani Imprenditori terziario; Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Trento; IPRASE; New Humanity–Movimento dei Focolari; Servizio Lavoro della Provincia autonoma di Trento; Pensplan Centrum; Trentino Digitale.
INCONTRI CON L’AUTORE
Mario Capanna parlerà sul tema: “Multilateralismo al capolinea e ordine mondiale”
Uno dei palinsesti più apprezzati dal pubblico è quello degli Incontri con l’Autore, spazio privilegiato di dialogo tra libri, idee e attualità che anche nel 2026 ospiterà alcune delle voci più autorevoli del giornalismo, dell’economia e della cultura grazie alla rinnovata collaborazione con tanti editori italiani. Tra i protagonisti, Mario Capanna, Claudio Cerasa e Mario Calabresi; Franco Gabrielli e Carlo Bonini; Giovanni Bazoli e Tommaso Arenare, Andrea Colamedici e Marianna Aprile, Mariangela Pira e Serena Mazzini, Massimo Scaglioni, Linus e Massimo Beduschi, Luca Mari, l’economista franco-indiano Navi Radjou e la booktoker Megi Bulla.
FESTIVAL DELL’ECONOMIA TUTTO L’ANNO
Una delle novità introdotte dal Gruppo Il Sole 24 ORE nella formula dello storico Festival dell’Economia di Trento è stata quella di far vivere la manifestazione tutto l’anno, anche al di fuori delle giornate canoniche della kermesse e in località diverse dal territorio trentino. Due le iniziative organizzate: il quinto ciclo del roadshow internazionale ROAD to TRENTO, organizzato in collaborazione con le Ambasciate italiane nel mondo per portare il Festival dell’Economia di Trento all’estero: nel 2026 tappa in Brasile e Vietnam, dopo le tappe dei quattro anni precedenti a Lugano, San Francisco, Abu Dhabi, Johannesburg, Nuova Delhi, Londra, Berlino, New York e Parigi.
Quattro invece le tappe del tour di presentazione del Festival: al Piccolo di Alessandria, all’Università degli Studi di Perugia, al CUOA Business School di Vicenza (Altavilla Vicentina) e alla Banca del Ceresio a Lugano.
IL SITO DEL FESTIVAL E MODALITÀ DI ACCESSO AGLI EVENTI (festivaleconomia.it)
Ricco di contenuti e servizi per fruire in modo facile dell’amplio palinsesto del festival, il sito festivaleconomia.it è un punto di riferimento, anche in inglese, per scoprire temi, ospiti ed eventi che animeranno il Festival. Anche quest’anno per assistere agli eventi in sala e rimanere aggiornato sulle novità durante i 5 giorni della kermesse basterà fare un’unica semplice registrazione, riservata ai maggiori di 18 anni, da effettuare una volta sola sul sito del Festival. Chi nel 2025 si è già autenticato potrà semplicemente richiedere il nuovo QR Code aggiornato per l’edizione di quest’anno. Attraverso la registrazione sarà inoltre disponibile un’area personale in cui organizzare i propri giorni al festival e fruire dei talk in live-streaming e on-demand. La registrazione è necessaria, ma non assicura un posto agli eventi, che saranno ad accesso gratuito fino ad esaurimento posti.
LE UNIVERSITA’ e LE BUSINESS SCHOOL COINVOLTE
Sono 48 le Università e le Business School che hanno aderito alla XXI edizione del Festival: Bologna Business School; Cepii; Darden Business School University of Virginia; European University Institute; IE University; Luiss Business School; Harvard Medical School; HKUST (Hong Kong University of Science and Technology) Hunan University; King’s College University; Libera Università di Bolzano; Massachusetts Institute of Technology di Boston; Pekin University; Politecnico di Milano; Politecnico di Torino; School of international and public affairs Columbia University; Scuola Normale Superiore di Pisa; SDA Bocconi School of Management; Università Bocconi di Milano; Università Cattolica del Sacro Cuore; Università La Sapienza di Roma; Università Luiss Guido Carli; Università degli Studi di Bari; Università degli Studi di Bergamo; Università degli studi di Firenze; Università degli Studi di Milano Statale; Università degli Studi di Napoli Federico II; Università degli Studi di Napoli “Parthenope”; Università del Piemonte orientale; Università degli Studi dell’Insubria; Università del Molise; Università di Bologna; Università di Ferrara; Università di Foggia; Università di Miami; Università di Milano Bicocca; Università di Modena Reggio-Emilia; Università di Nankai; Università di Padova; Università di Perugia; Università di Siena; Università di Roma Tor Vergata; Università di Torino; Università di Trento; University of Cambridge; University of Chicago; Università Roma Tre; Università San Raffaele di Roma; Università Sciences Po’.


I NUMERI DEL FESTIVAL DELL’ECONOMIA DI TRENTO 2026:
Questi i numeri del Programma 2026 del Festival dell’Economia di Trento coordinato dal Comitato Scientifico della manifestazione presieduto dal Direttore del Sole 24 Ore, di Radio 24 e dell’agenzia di stampa Radiocor Fabio Tamburini e composto dal Professor Luigi Bonatti, ordinario di Politica economica all’Università di Trento, dalla Professoressa Ericka Costa, associata di Economia aziendale del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento e dalla Storica dell’economia Adriana Castagnoli, già docente di Storia contemporanea all’Università di Torino.
- 5 PREMI NOBEL
- 16 Ministri (già confermati a oggi)
- 111 RELATORI MONDO ACCADEMICO
- 35 ECONOMISTI NAZIONALI e INTERNAZIONALI
- 87 ESPONENTI delle ISTITUZIONI
- Oltre 90 MANAGER e IMPRENDITORI
- oltre 700 relatori totali
- oltre 300 eventi totali



All’incontro interverranno il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli, l’amministratore delegato del Gruppo Il Sole 24 ORE Federico Silvestri e il direttore del Sole 24 Ore, Radiocor e Radio 24 Fabio Tamburini, insieme al sindaco di Trento Franco Ianeselli, al rettore dell’Università degli Studi di Trento Flavio Deflorian, al presidente di Trentino Marketing Giovanni Battaiola e all’amministratore delegato Maurizio Rossini. La conferenza stampa sarà condotta dai giornalisti Giampaolo Pedrotti e Filomena Greco.

Il Festival dell’Economia di Trento, organizzato per il quinto anno consecutivo dal Gruppo Il Sole 24 ORE e Trentino Marketing per conto della Provincia autonoma di Trento e con la collaborazione del Comune e dell’Università di Trento, si conferma come uno dei principali appuntamenti di riflessione economica e civile a livello nazionale e internazionale. L’edizione 2026 porrà al centro il rapporto tra dinamiche di mercato, trasformazioni dei poteri economici, politici e tecnologici, e il ruolo delle nuove generazioni in un contesto segnato da profondi cambiamenti globali.

Grande successo per il Festival dell’economia di Trento 2025
Il Festival dell’economia di Trento si conclude con successo, coinvolgendo istituzioni e cittadini in un evento culturale straordinario. Leggere su GUSTOH24


Italia che innova: tecnologia e riconoscibilità globale del Made in Italy
13 aprile 2026 | dalle ore 14.00 alle 17.30
Gruppo Il Sole 24 Ore – Viale Sarca 223, Milano
L’evento riunirà imprenditori, istituzioni, investitori e protagonisti dell’ecosistema dell’innovazione per confrontarsi su una domanda chiave:
come costruire campioni italiani capaci di essere riconosciuti e competitivi nel mondo.
Nel corso dell’incontro interverranno rappresentanti di primo piano del mondo industriale, finanziario e istituzionale, tra cui esponenti del Gruppo Il Sole 24 Ore, Confindustria, CDP Venture Capital, Fineurop Soditic, PwC Legal e importanti realtà imprenditoriali italiane certificate ItalyX.
Il programma prevede:
- apertura istituzionale e scenario evolutivo del Made in Italy
- una prima tavola rotonda dedicata al rapporto tra capitale, ecosistema e valore riconosciuto
- una seconda tavola rotonda di confronto tra imprese che stanno già trasformando il Made in Italy attraverso innovazione tecnologica e crescita internazionale
Un momento di dialogo e networking pensato per favorire connessioni tra imprese, finanza e innovazione, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento globale delle eccellenze italiane.
La partecipazione è gratuita
I posti sono limitati: qualora desideriate estendere l’invito all’interno della vostra organizzazione, è quindi possibile coinvolgere un ulteriore collega iscrivendolo tramite form.

