Un rito gourmet che unisce, un abbraccio tra chef pugliesi che parlano la stessa lingua fatta di qualità e lettura del territorio

Noi siamo figli delle stelle, cantava Alan Sorrenti. Si, ma siamo figli anche di questo mare, inquieto e freddo, che sembra rimandare a data da destinarsi i tepori di una primavera restia ad arrivare. Sul lungomare di Trani, perla dell’Adriatico, a scaldare l’aria però ci ha pensato un grande firmamento di stelle che qui si è dato appuntamento per far qualcosa di buono e di bello. A Casa Sgarra, lunedì 23 Marzo, i cuori degli chef pugliesi insigniti della Michelin, hanno preso a brillare più del solito in occasione della  “Cena delle Stelle” giunta alla sua terza edizione.

Ormai lontana dall’essere soltanto un evento, è il Super Bowl annuale dell’alta ristorazione in Puglia, una promessa tra amici che si rinnova, un rito gourmet che unisce, un abbraccio tra chef che parlano la stessa lingua fatta di qualità e lettura del territorio, un abbraccio raro a casa degli impegni di tutti, quindi per questo sempre più prezioso.

Nelle affollate sale del ristorante Casa Sgarra (che ha registrato sold-out in meno di 24h dal lancio dell’evento) il percorso gustativo ha preso avvio con un aperitivo condiviso a 14 mani, in cui ciascuno degli chef presenti ha avuto modo di presentare una piccola coccola in grado di racchiudere la sua personale visione, il suo territorio, la sua idea di Puglia. 

È toccato poi alla capasanta in carpaccio, misticanza dell’orto, ibernazione di cocco e menta peperita, firmata dal padrone di casa Felice Sgarra, dare ritmo alla cena in modo fresco e frizzantino. Ritmo mantenuto da uno dei piatti che più di tutti si è cicatrizzato nelle menti di ciascun ospite: “piselli, pecorino e menta” di Domingo Schingaro, chef del Due Camini a Borgo Egnazia, che da qualche tempo sta dedicando anima e corpo all’approfondimento dell’elemento vegetale.

Il carciofo e anguilla di Michele Spadaro del Pashà ristorante di Polignano a Mare, si è splendidamente agganciato al piatto precedente, raccontando un gioco di tenacia e morbidezza, freschezza e sapidità.
La pasta tiepida con fave, ostrica e caciocavallo di Pietro Penna del Casamatta al Vinilia resort di Manduria (insignito anche della stella verde), è stato un incontro riuscito tra campagna e mare, mentre il “Risotto Dissapore Evoluzione 2026”, firmato Andrea Catalano del Dissapore a Carovigno, ha mostrato carattere ma anche morbidezza, riuscendo a non tradire il passato pur aprendo al futuro: provateci voi a stemperare acciuga e caramello di soia!

Con i secondi si è toccato poi il picco sulla scala delle intensità: l’ombrina di Stefano di Gennaro, del Quintessenza Ristorante di Trani, tra cavolo nero, verza, puntarelle, alghe e kumquat candito, ha messo d’accordo qualsiasi commensale, riuscendo fra l’altro a racchiudere un territorio intero in un boccone.

Angelo Sabatelli

Dal mare torniamo sulla terra, grazie alla guancia di vitello in crosta di grano arso firmata Angelo Sabatelli, del ristorante omonimo a Putignano, che nella serata – di fatto – ha svolto il ruolo del mentore, del maestro, per tutti gli altri chef presenti. D’altronde il suo curriculum e la sua storia parlano chiaro.

Dulcis in fundo. A chiudere le danze, riscuotendo applausi, il morbido di nocciole, con crema alla fava tonka, e gelato alla crema, firmata da Felice Sgarra, lo chef resident, che ha così chiuso il cerchio, augurando a tutti un dolce buonanotte ed un arrivederci all’anno prossimo. Impeccabile il servizio di sala, entusiasta la clientela. Sorridenti e complici gli chef presenti, ai quali è andato un grande applauso.

Perché, indipendentemente dal clima fuori, questo evento traccia l’affresco di una scena dell’alta ristorazione pugliese tutt’altro che fredda o imbrigliata nei suoi rituali seriosi. Al contrario, qui tutto arde: ambizioni, idee, visioni dei tanti, giovani chef, che hanno impreziosito la via lattea di Puglia, racchiusa al Casa Sgarra di Trani, per una sera. Una sera golosa e viva. Una sera stellata.