E’ iniziata la tre giorni di HIP Italia che riunisce in un unico evento prodotti, tecnologie e soluzioni rivolte ai diversi segmenti dell’Ho.Re.Ca., dalla ristorazione all’hospitality
Innovazione, competitività e valorizzazione dell’identità italiana sono al centro della prima edizione di HIP – Horeca Professional Expo, che ha aperto oggi, 19 ottobre 2026, le porte a BolognaFiere. Fino al 21 ottobre, la manifestazione riunisce aziende, imprenditori, manager ed esperti per analizzare le trasformazioni in atto nel mondo dell’ospitalità e individuare nuove opportunità di sviluppo per l’intera filiera Ho.Re.Ca.
Sono stati il direttore di HIP Italia, Manuele Bueno e la codirettrice, Erika Silva ad aprire ufficialmente la prima giornata con l’illustrazione dei dati e dei contenuti della tre giorni bolognese.

Con oltre 220 brand espositori e più di 400 relatori coinvolti nel Congresso Hospitality 4.0, HIP porta per la prima volta in Italia un format internazionale dedicato all’innovazione e alla formazione professionale. L’obiettivo è offrire agli operatori strumenti e conoscenze per affrontare un mercato in evoluzione, nel quale la qualità dell’offerta deve andare di pari passo con la capacità di gestire le imprese, sviluppare modelli di business sostenibili e rispondere alle nuove esigenze dei consumatori.
L’ospitalità italiana tra innovazione, identità e nuove sfide imprenditoriali
In un contesto caratterizzato dall’aumento dei costi, dall’evoluzione dei modelli di consumo e da una crescente complessità gestionale, la cerimonia inaugurale della prima edizione italiana di HIP ha evidenziato l’importanza di investire in innovazione, formazione e nuove opportunità di collaborazione.
La parola a Manuel Bueno, direttore di HIP Italia

“Oggi non inauguriamo solo una nuova manifestazione fieristica, ma diamo il via a un nuovo progetto per l’ospitalità italiana. Il settore Ho.Re.Ca. merita una piattaforma in grado di accompagnarlo nel futuro e renderlo competitivo. L’Italia è un Paese unico al mondo –ha affermato Bueno– e tutte le imprese dell’ospitalità rappresentano cultura, identità, stile di vita e immagine dell’Italia nel mondo. HIP nasce per condividere conoscenza, creare relazioni e offrire opportunità di business. Il futuro dipende da come innoviamo, gestiamo le imprese e creiamo valore: questo è un progetto a lungo termine ed è solo l’inizio”.
Un elemento emerso durante l’apertura è il legame tra ristorazione, filiera agroalimentare e promozione turistica.
Il commento del senatore Giorgio Salvitti, consigliere del Ministro dell’Agricoltura
“HIP Italia è un evento che investe su un settore nevralgico come l’Horeca, che vale oltre 100 miliardi di euro”, ha sottolineato il senatore Giorgio Salvitti, consigliere del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e senatore della Repubblica Italiana. “Dobbiamo sfruttare la percezione della qualità, che si cela dietro una targhetta tricolore e che identifica un prodotto fatto in Italia, e il turismo enogastronomico e la Cucina italiana patrimonio Unesco per far conoscere le parti più nascoste e belle della nostra Nazione”.
Da parte sua, Daniele Ara, assessore del Comune di Bologna, ha sottolineato l’importanza di appuntamenti come HIP per sostenere lo sviluppo della città: “Affrontare temi legati al settore Horeca è fondamentale per Bologna, soprattutto in una fase complessa in cui è necessario continuare a investire nella ricerca della qualità. Ci auguriamo che questa fiera possa consolidarsi nel tempo, contribuendo alla crescita del sistema economico, alla creazione di posti di lavoro qualificati e al miglioramento dell’offerta”.

La scelta di Bologna come sede della manifestazione si inserisce in questa visione, facendo leva sulla tradizione gastronomica della città, sul suo tessuto imprenditoriale e sulla sua posizione strategica: “Siamo lieti di accogliere uno dei settori più significativi dell’economia italiana, un sistema articolato composto da migliaia di imprese che contribuiscono allo sviluppo del Paese e dell’industria turistica. Il mondo dell’ospitalità sta affrontando una fase complessa e occasioni di confronto e innovazione come HIP possono offrire un contributo importante”, ha dichiarato Giampiero Calzolari, presidente di BolognaFiere .
Anche Giovanni Trombetti, presidente di Federalberghi Bologna, ha evidenziato l’importanza di dare continuità all’evento e inserirlo stabilmente nel calendario della città, in un contesto caratterizzato dalla crescita dei flussi turistici: “Il nostro auspicio è che HIP diventi un appuntamento fisso nel calendario del territorio. Bologna, con oltre quattro milioni di presenze turistiche all’anno, ha tutte le caratteristiche per valorizzare ulteriormente occasioni di incontro e confronto come questa, capaci di sostenere lo sviluppo dell’intero comparto dell’ospitalità”.
La trasformazione del settore richiede inoltre nuove competenze gestionali e una maggiore capacità di valorizzare il lavoro delle imprese sul mercato. Lo hanno sottolineato Matteo Musacci, vicepresidente di FIPE-Confcommercio, e Roberto Melloni, presidente di FIPE Bologna, evidenziando l’importanza dell’aggiornamento professionale come strumento fondamentale per consentire agli esercizi pubblici di rispondere alle nuove esigenze del mercato e, al tempo stesso, rafforzare il dialogo tra imprese e lavoratori.
Crescere senza perdere identità: la sfida della ristorazione contemporanea
Nel corso della prima giornata, il rapporto tra identità gastronomica e crescita imprenditoriale è stato uno dei temi centrali del Congresso Hospitality 4.0. Il confronto ha messo in luce una questione fondamentale per la ristorazione contemporanea: come evolvere, innovare e intercettare nuovi linguaggi senza rinunciare alla riconoscibilità della propria proposta.

Nel suo intervento, Cristina Bowerman, chef di Glass Hostaria, ha ricordato che talento e creatività da soli non bastano: servono studio, costanza e tanta preparazione. Ha poi sottolineato quanto sia importante costruire un’identità forte, capace di aprirsi al confronto con nuove culture, tecniche e tendenze, superando l’eterno scontro tra cucina tradizionale e innovativa. Anche la formazione ha avuto un ruolo centrale. Oggi gli istituti alberghieri devono evolversi per formare professionisti che, oltre alle competenze tecniche, sappiano lavorare in squadra e gestire la complessità del settore. Il messaggio chiave è chiaro: crescere nella ristorazione significa saper innovare e adattarsi al cambiamento senza perdere le proprie radici, investendo continuamente in cultura, competenze e qualità.
Oltre il piatto: innovare nella ristorazione
Il Congresso Hospitality 4.0 ha affrontato anche il rapporto tra innovazione gastronomica e nuovi modelli di business, evidenziando come la ricerca e la sperimentazione rappresentino oggi strumenti strategici per differenziare l’offerta, valorizzare le materie prime e ridurre gli sprechi.
Moreno Cedroni, chef patron del locale Madonnina del pescatore di Senigallia insignito di due stelle Michelin, ha illustrato il ruolo della ricerca e sviluppo nel proprio percorso, attraverso The Tunnel, il suo laboratorio dedicato alla sperimentazione, dove competenze gastronomiche e tecnologie avanzate aprono nuove possibilità creative. Tra gli esempi, lo studio delle spine di pesce, trasformate attraverso diverse lavorazioni e la liofilizzazione in ingredienti per nuove preparazioni, anche a base di pasta.
Le sfide della ristorazione nel 2027
Il futuro della ristorazione passa anche dalla capacità di integrare l’innovazione tecnologica nei processi quotidiani, migliorando l’organizzazione, la pianificazione e il controllo delle attività senza perdere di vista il valore delle persone. Aldo Zivieri, CEO di Macelleria Zivieri, ha evidenziato la necessità di un cambio di mentalità nella gestione delle imprese, in cui la tecnologia diventi uno strumento a supporto del lavoro e del miglioramento dei risultati.
I dati possono contribuire a rendere più efficaci la pianificazione e il monitoraggio, ma la loro utilità dipende dalla capacità di integrarli con competenze adeguate e processi organizzativi efficaci. La vera sfida è coniugare l’efficienza degli strumenti digitali con la dimensione umana dell’ospitalità, valorizzando personale formato e capace di utilizzare la tecnologia dietro le quinte, mantenendo al tempo stesso empatia e attenzione verso il cliente. Un approccio che punta a far crescere le persone attraverso l’innovazione, privilegiando la personalizzazione del servizio rispetto alla standardizzazione.


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