Ricordiamo Gino Veronelli

Luigi Veronelli nasceva un secolo fa, il 2 febbraio del 1926

A Milano durante l’evento “San Biaas e l’Ultim Tòch de Panetùn” è stato  ricordato il centenario del Maestro Gino Veronelli (nato il 2 febbraio 1926) con le testimonianze di Alfonso Pecoraro Scanio, Enrico Derflingher, Gian Arturo Rota, Francesco Lenoci, Antonello Maietta, Donato Troiano, Claudio Gatti e tanti altri

 Le prime foto della serata svoltasi presso il  NYX Hotel Milano, in Piazza IV Novembre, 3 a Milano
Lo chef Enrico Derflingher
Donato Troiano, Alessandro Beduschi (Assessore Agricoltura di Regione Lombardia), Claudio Gatti, Presidente Accademia del Lievito Madre del Panettone Italiano
Alfonso Pecoraro Scanio ha aperto la serata
Franco Tusino, Nicola Fiasconaro e Fabrizio Capaccioli
Il Prof. Francesco Lenoci docente all’ Università cattolica del Sacro Cuore di Milano
Alfonso Pecoraro Scanio di Fondazione Univerde e Lorena Lo Presti (Presidente Associazione Cuochi Meneghini – FIC)
Claudio Gatti, Presidente dell’Accademia del Lievito Madre del Panettone Italiano e il Maestro dei Maestri dei lievitati, Achille Zoia

I cento anni di Veronelli

by Daniele Cernilli

L’uomo, prima del mito

Diceva sempre che avrebbe vissuto fino a 103 anni, come la Contessa Perusini di Rocca Bernarda. Era una delle sue “uscite” simpaticamente provocatorie, come quella, evidentemente esagerata, per cui sosteneva di bere sette litri di vino al giorno. Oggi non gliela farebbero passare liscia, temo. Ma erano altri tempi, e Gino Veronelli (per gli amici non era Luigi) era fatto così. Colto, simpatico, polemico e coraggioso. Sapeva di vino, ma anche di letteratura, di filosofia, di musica e di arte. Il maestro e i suoi allievi. Continuate a leggere QUI su DoctorWine.

San Biaas e l’Ultim Tòch de Panetùn
Omaggio agli artigiani lombardi del panettone – IV edizione

Premiato il miglior panettone artigianale lombardo: Amici di Achille Zoia

Claudio Gatti, Alfonso Pecoraro Scanio e Achille Zoia

E’ stato Claudio Gatti, Presidente dell’Accademia del Lievito Madre del Panettone Italiano a consegnare, davanti ad un pubblico delle grandi occasioni, la Targa al Maestro dei Maestri dei lievitati, Achille ZoiaPremiare il mio grande maestro Achille Zoia è stato emozionate. Sono felice –ha detto a Gustoh24 Claudio Gatti– di consegnare il premio come miglior panettone della lombardia 2026 agli “Amici di Achille Zoia”. Leggere tutto su GUSTOH24

Alfonso Pecoraro Scanio: “a San Biagio il panetùn contro fakefood”

«Il 3 febbraio, giorno di San Biagio, a Milano per tradizione si mangia l’ultima fetta di panettone. Da quattro anni abbiamo scelto di trasformare questa ricorrenza in un omaggio concreto agli artigiani agroalimentari della Lombardia, riconoscendo chi continua a saper fare il panettone tradizionale, un vero prodotto agroalimentare tradizionale, inserito nel registro dei PAT della Regione Lombardia». Lo dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, in occasione della quarta edizione dell’iniziativa dedicata al panettone tradizionale milanese. «Insieme agli amici di Euro-Toques e ad altre realtà impegnate nella valorizzazione dell’enogastronomia italiana – prosegue Pecoraro Scanio – vogliamo premiare chi mantiene viva una tradizione artigianale autentica. È un messaggio importante, soprattutto in una regione fortemente industrializzata come la Lombardia, dove il panettone è diventato prevalentemente un prodotto industriale, spesso lontano dalle sue origini».
Nel corso dell’evento è intervenuto un ricordo del grande Luigi Veronelli  del maestro siciliano Nicola Fiasconaro.
«Difendere i prodotti agroalimentari tradizionali oggi è una scelta strategicasottolinea Pecoraro Scanio soprattutto mentre si discute di accordi come il Mercosur, che rischiano di aprire le porte a importazioni di prodotti realizzati con ormoni e pesticidi vietati in Europa. Dobbiamo valorizzare i nostri artigiani e le nostre produzioni di qualità. Il riconoscimento UNESCO della cucina italiana conclude il Presidente della Fondazione UniVerde è stato possibile anche grazie alla straordinaria biodiversità delle nostre ricette e all’esistenza del registro dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali, che rappresenta migliaia di identità territoriali. Il panettone artigianale è uno di questi simboli, e il 3 febbraio a Milano lo celebreremo con chef, esperti, artigiani e cittadini che credono nel rilancio della qualità italiana». Video
Lo dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, in occasione della quarta edizione del premio dedicato ai produttori agroalimentari lombardi, organizzato dalla rete EcoDigital con Euro-Toques Italia e l’Accademia del Lievito Madre del Panettone Italiano con il patrocinio della Fondazione UniVerde. Nel corso della manifestazione sarà premiato un artigiano selezionato da Euro-Toques e dall’Accademia del Lievito Madre, come riconoscimento concreto alla qualità e all’eccellenza produttiva.
Gino Veronelli

Gino Veronelli: a 100 anni dalla nascita

Il Veronelli (l’esposizione permanente a lui dedicata, collocata presso l’ex-convento dei Neveri in Bariano, comune della pianura bergamasca). QUI su Gustoh24

Il ricordo di Gian Arturo Rota

Il 2 febbraio Veronelli compirebbe 100 anni. Gli dei lo hanno chiamato a sè a 78.

Tanto lungimirante il suo pensiero, determinanti le sue lotte e incisiva la sua opera – per l’affermazione della qualità, per la cultura materiale e per la società civile – che ancora oggi ne avvertiamo la clamorosa attualità, la spinta propulsiva e la valenza etica. Sintetizzate nel suo aforisma: “Coltura + Cultura = Progresso“. Firmato Gian Arturo Rota

Donato Troiano: in ricordo di Gino rilanciamo le De.Co.

Nel centenario dalla nascita di Luigi Veronelli, ci piace ricordare il suo impegno per l’istituzione delle Denominazioni Comunali: delibere comunali da lui stesso ideate per il riconoscimento della peculiarità territoriale dei prodotti enogastronomici, artigianali ed i saperi. Il suo obiettivo è sempre consistito nella valorizzazione del genius loci, affinché tramite esso si comprenda l’importanza delle caratteristiche precipue dei luoghi, dei prodotti della terra e delle tradizioni locali. Oggi tale progetto è portato avanti da Roberto De Donno, esperto di marketing territoriale, che ha conosciuto e studiato il pensiero veronelliano acquisendone lo spirito appassionato che coltiva  la cultura del territorio.

L’ evento di Milano non è dunque solo un ricordo ma è  il rilancio delle sfide lanciate da Gino durante la sua vita, a cominciare dalle De.Co. (Denominazione Comunale), ideate alla fine degli anni ’90. In questa direzione va il nostro convinto sostegno alle prossime iniziative, in tutta Italia e non potrà mancare un prossimo evento a Bergamo, dell’opera di Veronelli mettendo al centro proprio le Denominazioni Comunali“.

Lo chef pugliese Gegè Mangano sulla copertina del magazine VERONELLI nel settembre 2003

A 100 anni della nascita del grande Luigi Veronelli lo chef pugliese Gegè Mangano, su quella copertina e l’articolo di Veronelli, scrive su facebook: “Sono emozioni che non si possono dimenticare e soddisfazioni per il nostro lavoro”.. Ristorante li Jalantuùmene – Monte Sant’Angelo (FG) – Chef/Patron Gegè ManganoTelefono: 0884565484 www.li-jalantuumene.it

”U’ BAR”, l’ultima idea di Gegè Mangano e la dedica alla Ferragni

Articolo su Gustoh24 del liuglio 2024, QUI

Le Sfogliatelle De.Co. di Villalfonsina con la Fontana del 1881

L’ideatore delle De.Co.

Clicca QUI

“Riprendiamo a vivere, senza violenza alcuna, con la sola accettazione di concetti elementari e proprio per ciò indiscutibili. L’uomo ha solo dalla terra ciascuna delle reali possibilità. Averne rispetto chiederle di darci l’acqua e il pane, l’olio d’oliva e il vino, quant’altro è necessario per una vita serena, è l’unica via”.

Antonello Maietta, Past President dell’Associazione Italiana Sommelier

I giovanissimi Antonello Maietta e Gino Veronelli

Devo a Luigi Veronelli la mia passione per il vino. Nei primi anni Ottanta ho avuto la fortuna di seguire le sue lezioni ai corsi dell’Associazione Italiana Sommelier: era un docente che sapeva catturare l’attenzione dell’uditorio con il suo eloquio e i suoi modi garbati. I soci dell’AIS potevano leggere i suoi scritti nella nostra rivista associativa, di cui è stato anche direttore per qualche tempo. Le sue minuziose descrizioni dei vini, dapprima nelle Guide all’Italia piacevole del 1968 e poi in numerosi libri e riviste, costituiscono tuttora la testimonianza più vera del suo amore verso la terra e i vignaioli. Lo incontravo spesso, o meglio lo inseguivo, nei vari eventi dedicati al vino in giro per l’Italia. Nel ristorante della mia famiglia a Porto Venere compariva senza preavviso, unendosi a noi e al nostro personale per pranzare tutti insieme nel grande tavolo che occupava la saletta nella roccia. Erano le pietanze più semplici a stimolare la sua curiosità. Quando accompagnavo il mio amico Salvatore Marchese nella sua casa di Bergamo Alta, -dice a Gustoh24 Antonello Maietta, Past President dell’Associazione Italiana Sommelier- la trepidazione si faceva palpabile. Ricordo ancora, con un misto di ansia e di gioia, e un pizzico di commozione, i suoi occhi magnetici e i suoi lunghi silenzi mentre mi proponeva un vino scelto appositamente tra le 70mila bottiglie della sua leggendaria cantina: nascondeva l’etichetta, stappava e versava. Non pretendeva evidentemente che indovinassi, ma scrutava semplicemente la mia espressione per capire se, assaggiando quel vino, ne riuscissi a cogliere le emozioni più intime e aspettava, aspettava. Ecco, quei lunghi silenzi, quegli sguardi intensi, mi hanno formato più di qualsiasi parola”.

Diffidate di quanti parlano di DeCo senza citare mai chi le ha ideate: Luigi Veronelli

Analizzare la figura di Luigi Veronelli (1926-2004) significa esplorare le fondamenta stesse del moderno concetto di “cultura materiale” in Italia. Veronelli non è stato solo un critico, ma un filosofo prestato all’agricoltura, e alimentazione genuina, un intellettuale anarchico che ha trasformato il cibo da semplice merce a linguaggio poetico e politico, ma soprattutto identitario di un popolo. Leggere l’articolo scritto da COOK MAG

Le De.Co. non sono marchi di qualità, ma delle attestazioni che legano in maniera anagrafica la derivazione di un prodotto/produzione dal luogo storico; sono dei certificati notarili contrassegnati dal Sindaco a seguito di una delibera ComunaleIl Convegno di Alessandria del maggio del 2005, organizzato da Papillon, segna una svolta. Per la prima volta, dal confronto con il ministero per le Politiche Agricole avviato da Massobrio e Alemanno e confluito in un tavolo di lavoro (presenti Massobrio, De Donno, Olivieri, Lagorio e per il ministero La Torre e Mottironi) e dopo il parere aureo degli amici del gruppo Veronelli, Nichi Stefi e Arturo Rota, si è ritenuto foriero di equivoci e di confusioni l’acronimo De.C.O. che faceva riferimento all’orgine, sostituito quindi con De.Co. denominazione comunale. Leggere tutto QUI

 “Il Veronelli”, vicino a Bergamo il cuore del patrimonio culturale di Luigi Veronelli

Un contenitore all’ex Convento dei Neveri a Bariano (BG)  con cantina, studio, biblioteca, archivio, spazio eventi per diffondere la conoscenza del “filosofo del cibo e del vino” di cui, oggi più che mai, è attuale il suo pensiero. Leggere su GustoH24 

“Tg2 Italia – Europa”, condotto da Marzia Roncacci celebra Luigi Veronelli 

Speciale nel TG2 Italia – Europa del 1° febbraio 2026 dalle ore 10

Per la rubrica “Accadde oggi” verranno celebrati i 100 anni dell’indimenticato Luigi Veronelli. Con Umberto Broccoli verranno riproposte le sue “lezioni” alla trasmissione “A tavola alle sette” mentre Stefano Carboni, docente di sociologia dei Consumi Università Tor Vergata Roma, e Alessandro Regoli, direttore di “WineNews”, raccontano come e quanto abbia influenzato generazioni di coltivatori, vignaioli e esperti di enogastronomia. Infine i ricordi personali di Maurizio Zanella, fondatore di Ca’ del Bosco, e Franco Maria Ricci, presidente della Fondazione Italiana Sommelier.

Treccani: Gino Veronelli di Gian Arturo Rota

Nacque a Milano il 2 febbraio 1926, secondogenito con il gemello Giovanni, di Adolfo, imprenditore chimico, e di Claudia Genta; primogenita, la sorella Marisa. Su Treccani, il Dizionario Biografico degli Italiani. Leggere qui

Francesco Lenoci e Enrico Derflingher

 “San Biaas e l’Ultim Tòch de Panetùn”.  Quarta edizione dell’omaggio agli artigiani agroalimentari del “panetùn” 

Dopo i saluti istituzionali di Alfonso Pecoraro Scanio e di Enrico Derflingher, Presidente di Euro-Toques Italia, sono previsti gli interventi di Alessandro Beduschi (Assessore all’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste di Regione Lombardia), Maddalena Fossati Dondero (Direttore La Cucina Italiana, promotrice #CucinaItalianaUNESCO), Fabrizio Capaccioli (Amministratore Delegato Asacert), Lorena Lo Presti (Presidente Associazione Cuochi Meneghini – FIC), il maestro Nicola Fiasconaro, Manuel Urzi (COO Startup Geeks – componente Direttivo EcoDigital), Andrea Navone (Founder Accademia TV e Chef in Camicia) e Claudio Gatti, Presidente dell’Accademia del Lievito Madre del Panettone Italiano. Il brindisi ai 100 anni di Gino Veronelli..