Dalle nonnine fino al gli show cooking di “Tutti in Palla”

A Cerignola la gastronomia non è soltanto esercizio di gusto, ma un linguaggio capace di custodire la memoria e, allo stesso tempo, di parlare al futuro. Lo dimostrano due iniziative che, negli ultimi tempi, hanno acceso i riflettori sulla città e sul suo ruolo centrale nel panorama enogastronomico del Meridione. Ruolo attraverso il quale provare a scollarsi di dosso l’immagine non proprio edificante che il mainstream le ha di fatto appiccicato negli ultimi anni, contribuendo a far danni.

La tradizione che passa dalle mani delle nonne

Nel cuore dieta città, Hostaria U’ Vulesce è un presidio di cultura gastronomica e antropologica. L’oste-frontman Rosario Di Donna, ha infatti accolto alcune nonne provenienti dalla Basilicata nell’ambito del progetto “Nonne in Cucina”, un format – straordinario nel suo essere genuino e semplice – che mira a salvaguardare le ricette di famiglia e i gesti antichi della cucina domestica.

Le protagoniste, donne custodi di saperi tramandati oralmente, hanno condiviso preparazioni che raccontano una civiltà contadina fondata su ingredienti semplici, stagionali e profondamente legati al territorio. Dalle zuppe di pane alle paste fatte a mano, ogni ricetta si è trasformata in una lezione di autenticità.

L’obiettivo del progetto non è la nostalgia, ma la consapevolezza che il patrimonio gastronomico italiano vive soprattutto nelle cucine di casa. “Affiancare le nonne non è un atto di folklore, ma un dovere culturale”, ha spiegato Di Donna, sottolineando il valore di queste figure come ponte tra generazioni.

 “Tutti in Palla”: tecnica, creatività e spettacolo

Accanto alla riscoperta della tradizione, Cerignola guarda anche all’innovazione ed al collettivo. Con “Tutti in Palla”, evento pubblico tenutosi in villa Comunale che ha visto, all’interno del suo ampio cartellone, l’organizzazione di show cooking dedicati all’arte della cucina, con particolare attenzione alle preparazioni che ruotano attorno a impasti, consistenze e manualità.

A rendere ancora più coinvolgente l’appuntamento è stata la partecipazione dello stesso Rosario – una delle menti dietro l’iniziativa – e di Mingo De Pasquale, volto noto della televisione, che ha aggiunto una nota di leggerezza e spettacolo a una manifestazione capace di coniugare approfondimento tecnico e intrattenimento.

L’iniziativa ha richiamato professionisti del settore, appassionati e curiosi, confermando come la cucina possa diventare strumento di aggregazione e promozione del territorio.

Le nonne lucane ai fornelli e le masterclass di “Tutti in Palla” raccontano due anime complementari della stessa visione: da una parte la tutela della memoria, dall’altra la volontà di innovare e condividere competenze. In entrambe le iniziative emerge con forza il ruolo di chi si fa interprete di una cucina che non si limita a servire piatti, ma costruisce relazioni, di una tradizione che non valorizza solo le radici ma le trasforma in esperienza culturale, da degustare, da vivere, da far conoscere.

Conoscenza, consapevolezza, responsabilità, collettività: è da qui che bisogna ripartire.