La terza edizione del Forum Internazionale del Turismo 2026, promosso dal Ministero del Turismo e realizzato con Enit, nella sua giornata inaugurale conferma il ruolo dell’Italia come protagonista nel dibattito internazionale sul futuro dei viaggi. 

Bernabò Bocca, presidente di Confturismo e il Sindaco di Milano Giuseppe Sala
Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana

Ad aprire ufficialmente i lavori al palazzo del Ghiaccio di Milano i saluti istituzionali del sindaco di Milano Giuseppe Sala,del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e del presidente del Senato Ignazio La Russa. che ha svelato, che grazie al suo piccolo “aiutino”, la Santanchè è stata assessore al Turismo di un piccolo comune siciliano diventando in poco tempo, il paesino siciliano,  la vera star del Turismo, sulla stampa  nazionale.

La ministra Daniela Santanchè

Quindi è stata la ministra Daniela Santanchè, che all’inizio del suo intervento ha citato gli imperatori della moda italiana che ci hanno lasciato nei giorni scorsi, Armani e Valentino, che hanno esaltato un’italianità unica. Poi davanti ad una ampia platea di amministratori locali, di esperti di turismo il benvenuto è arrivato dalla proiezione di un video emozionale con le note dell’inno d’Italia applaudito da tutti i presenti.

Meloni: “L’ Italia continua a scalare la classifica dei Paesi più visitati al mondo”

Il presentatore Nicola Porro “lancia” il videomessaggio della Presidente Giorgia Meloni

Nel suo videomessaggio, la presidente del Consiglio ha rivendicato i risultati raggiunti dal sistema turistico nazionale. “L’Italia continua a scalare la classifica dei Paesi più visitati al mondo ed è diventata -afferma Meloni- la seconda Nazione europea per presenze turistiche. Abbiamo superato per la prima volta nella storia la Francia e ci avviciniamo ai livelli della Spagna“. Il Videomessaggio integrale a fondo pagina. 

Santanchè: “Lavorare al prossimo piani strategico del Turismo. Piccoli Comuni motore della destagionalizzazione”

Dopo il videomessaggio della premier Meloni la ministra Santanchè ha svolto la relazione generale, sottolineando  come il turismo italiano abbia superato nel 2025 la soglia dei 480 milioni di presenze, in aumento di oltre il 3% rispetto al 2024. Un risultato al quale, ha spiegato, contribuiscono in modo decisivo i piccoli Comuni, che crescono del +6,85% nelle presenze e del +7,86% negli arrivi, arrivando a rappresentare circa il 20% dei pernottamenti complessivi.

Un dato particolarmente rilevante, secondo la ministra, nell’ottica della destagionalizzazione e della diversificazione dell’offerta. “La crescita più intensa delle realtà minori si concentra nei mesi di spalla: ad esempio aprile registra un aumento delle presenze superiore al +26%”, ha evidenziato Santanchè, parlando di territori capaci di intercettare domanda fuori stagione e alleggerire la pressione sulle destinazioni già consolidate.

Sul fronte degli investimenti, il Fondo da 34 milioni di euro dedicato ai piccoli Comuni ha già impegnato 31,9 milioni a favore di 27 progetti capofila, coinvolgendo complessivamente 96 Comuni. Un intervento che, secondo il Ministero, ha generato un impatto economico stimato di oltre 98 milioni di euro.

Le destinazioni minori contribuiscono al 20% delle presenze

I dati sugli arrivi turistici del 2025 diramati dal Viminale certificano la crescita del turismo italiano, che tocca un nuovo record totalizzando – come già annunciato dai dati MiTuroltre 480 milioni di presenze, in aumento di oltre il 3% rispetto al 2024. E, nel quadro della crescita complessiva dell’industria turistica italiana, un contributo rilevante arriva dai piccoli Comuni, che lo scorso anno sono cresciuti del +6,85% nelle presenze e del +7,86% negli arrivi sul 2024, contribuendo a circa il 20% dei pernottamenti complessivi. Un risultato particolarmente rilevante nell’ottica della destagionalizzazione e della diversificazione dell’offerta, anche grazie alla strategia del Ministero del Turismo. Tanto che il Fondo da 34 milioni di euro dedicato ai piccoli Comuni ha generato un impatto economico stimato di oltre 98 milioni di euro, con un moltiplicatore pari a 3,07 per ogni euro pubblico investito”. In particolare, la crescita più intensa delle realtà minori si concentra nei mesi di spalla: ad esempio, aprile registra un aumento delle presenze superiore al +26%, segno che i piccoli Comuni dimostrano una maggiore capacità di intercettare domanda fuori stagione, diventando di fatto sia motore di sviluppo dei contesti regionali meno consolidati, sia uno degli strumenti più efficaci per sostenere la destagionalizzazione a livello nazionale, svolgendo una funzione di ridistribuzione e alleggerimento nei contesti già affermati. Per quanto concerne lo stanziamento del Dicastero, dei 34 milioni di euro totali, ad oggi ne sono stati impegnati 31,9 a favore di 27 progetti presentati da altrettanti Comuni capofila, ai quali si affiancano 69 Comuni aggregati (circa 9 per progetto).  

Da qui, la capacità dell’intervento di creare vere e proprie reti partenariali ampie e multisettoriali, agendo contemporaneamente su dimensioni fisiche (infrastrutture e spazi), sociali (accesso e inclusione), organizzative (reti e governance) ed economiche (servizi e filiere).   

Il Fondo si pone in linea con la strategia di contrasto all’undertourism portata avanti dal Dicastero, attraverso la triplice azione su redistribuzione spaziale dei flussi, destagionalizzazione e diversificazione territoriale e tematica. Il futuro del turismo in Italia, quindi, non dipende dall’aumento dei numeri in senso assoluto, ma dalla capacità di gestire intensità, tempi e spazi del fenomeno turistico, valorizzando i territori meno frequentati.

Tutto il programma 

La seconda giornata, sabato 24 gennaio a partire dalle ore 9.00, vedrà la partecipazione del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, nell’ambito della definizione di una strategia nazionale del turismo DOP, pensata per rafforzare il legame tra identità territoriale, produzioni di qualità e attrattività turistica.

PROGRAMMA – 24 gennaio ore 10.00

Panel Open to Gusto

VERSO UNA STRATEGIA NAZIONALE DEL TURISMO DOP

Eventi studiati e organizzati con l’obiettivo di creare nuove destinazioni della gastronomia.

  • Francesco Lollobrigida, Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste
  • Cesare Baldrighi, Presidente OriginItalia
  • Giancarlo Banchieri, Presidente nazionale FIEPET
  • Riccardo Deserti, Direttore generale del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano
  • Luca Giavi, Direttore Generale del Consorzio di Tutela della DOC Prosecco
  • Marco Lupo, Capo Dipartimento della sovranità alimentare e dell’ippica, MASAF
  • Mauro Rosati, Direttore Generale Fondazione Qualivita e OriginItalia
  • Lino Stoppani, Presidente FIPE
  • Sabrina Saccomandi, Direttore Generale di BF Research

Il programma QUI

Il Protocollo sul Turismo verrà firmato oggi sabato 24 gennaio

Il Forum si conclude sabato 24 gennaio con la firma di un protocollo sul Turismo sostenibile e sicuro. Il documento sarà siglato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dal ministro Santanchè e dai sindaci firmatari. Un passaggio che punta a rafforzare il coordinamento istituzionale e a rendere strutturale un modello di sviluppo turistico più equilibrato e diffuso.

Il videomessaggio della Presidente Meloni

Buongiorno a tutti, e grazie di cuore al Ministro Daniela Santanché per aver promosso questa terza edizione del Forum internazionale del Turismo.

È un evento al quale teniamo molto, perché è un’occasione preziosa per fare il punto sul lavoro fatto, valutare i risultati, ragionare insieme agli imprenditori e ai lavoratori del comparto – che ovviamente ringrazio e saluto per la partecipazione – sulle strategie più efficaci per valorizzare al meglio un settore strategico per la nostra economia, per il nostro prestigio.
Quando questo Governo si è insediato, il turismo stava affrontando una lenta ripresa dopo la pandemia e gli operatori chiedevano un deciso cambio di passo. Noi non abbiamo lasciato cadere nel vuoto questa richiesta e ci siamo messi subito al lavoro per investire sulle straordinarie potenzialità di questo settore, approvare riforme che erano attese da molto tempo, costruire una visione di sistema che potesse garantire benefici strutturali.
I numeri registrati in questi anni ci dicono che la direzione intrapresa è quella giusta. L’Italia continua a scalare la classifica dei Paesi più visitati al mondo ed è diventata la seconda Nazione europea per presenze turistiche. Abbiamo superato per la prima volta nella storia la Francia e ci avviciniamo ai livelli della Spagna. Il nostro sistema turistico ha rafforzato non solo la sua capacità di attrarre la domanda estera, ma anche quella di trattenerla per più giorni, come dimostra il primo posto in Europa nella permanenza media del soggiorno. È un quadro che si traduce in benefici concreti per il sistema economico nel suo complesso, grazie ad un attivo record nella bilancia dei pagamenti turistica e un aumento nel 2024 di quasi il 5% della spesa internazionale rispetto all’anno precedente.

Il turismo italiano è tornato, quindi, ad essere forte e competitivo. E ci è riuscito anche grazie ad un’altra scelta strategica, cioè quella di puntare su due direttrici: la destagionalizzazione e la delocalizzazione dei flussi, fattori decisivi per avere un turismo dinamico 365 giorni all’anno e diffuso su tutto il territorio. Perché la nostra Nazione vanta da sempre importanti flussi turistici nelle nostre stupende città d’arte o nelle mete stagionali più gettonate, ma esprime una ricchezza che è molto più vasta, molto più variegata, che è fatta di tanti tasselli diversi: natura, paesaggi, cultura, arte, storia, spiritualità, enogastronomia, benessere. È una ricchezza che custodisce un potenziale ancora in gran parte inespresso e che noi intendiamo liberare.

Ecco perché stiamo lavorando per valorizzare ogni singolo tassello di questo straordinario mosaico, riservando un’attenzione particolare ai nostri borghi, ai piccoli Comuni a vocazione turistica, alle aree interne. Perché questi sono i territori che custodiscono la nostra identità più profonda e che offrono servizi turistici, ricettivi e culturali di grande qualità. Non è un caso che quasi il 40% delle strutture aperte al pubblico tra musei, aree archeologiche, monumenti e complessi monumentali si trovi negli oltre mille Comuni che ricadono nelle aree interne. Sono dati sorprendenti, se pensiamo che la stragrande maggioranza di questi Comuni ha una popolazione inferiore ai cinquemila abitanti.

Investire in questi territori significa anche scommettere sul loro futuro, combattere il fenomeno dello spopolamento, creare occasioni di crescita e di imprenditorialità per chi è rimasto e riportare a casa chi è stato costretto ad andarsene. È una visione di sistema che unisce con un filo rosso i tanti provvedimenti messi in campo in questi anni, e che abbiamo scelto di confermare anche con l’ultima legge di bilancio, che introduce tra le altre cose il riconoscimento di “Destinazione turistica di qualità” per promuovere le aree meno note al grande pubblico, far crescere la qualità e l’accessibilità dei servizi offerti.

Valorizzare le realtà e i territori meno conosciuti non significa rinnegare o, peggio, snobbare le mete più blasonate che nel corso del tempo hanno esportato all’estero il “marchio Italia” e lo hanno reso così tanto amato. Significa l’esatto contrario, dire al mondo che quelle mete tanto apprezzate e desiderate non sono altro che la bellissima copertina di un libro altrettanto meraviglioso, che merita di essere aperto, di essere letto, di essere vissuto fino all’ultima pagina, senza tralasciare neanche una virgola o un’immagine.

Questo è il nostro obiettivo, e io sono certa che continueremo a perseguirlo insieme. Vi ringrazio e auguro a tutti un buon Forum!