Naufragi, matrimoni reali e rivoluzioni: settanta menù raccontano la grande storia curata da Garum, Biblioteca e Museo della Cucina insieme a Menu Associati
Al via Mercanteinfiera a Parma da oggi 3 ottobre fino all’11 ottobre


Un libretto rilegato con un nastro rosso e bianco, la fotografia della coppia in copertina. È il menù del pranzo offerto a Carlo e Diana alla Guildhall di Londra il 5 novembre 1981, tre mesi dopo il “matrimonio del secolo”: lo stesso giorno in cui, appena due ore prima, viene annunciata al mondo la prima gravidanza della principessa del Galles. Dentro un cartoncino stampato per un solo pranzo, la cronaca di una giornata che la famiglia reale britannica non avrebbe dimenticato. Un semplice foglio di carta che racconta la storia: è l’idea alla base di “Un mondo di menù”, in arrivo a Mercanteinfiera a Fiere di Parma dal 3 all’11 ottobre, tra i principali appuntamenti internazionali dedicati all’antiquariato, modernariato, design storico e collezionismo.
La mostra è curata da Maurizio Campiverdi, Franco Chiarini, Giulio Fano, Matteo Ghirighini e Roberto Liberi per Garum, Biblioteca e Museo della Cucina & Menu Associati, la più grande associazione mondiale di collezionisti di menù e la più attiva nello studio, nella promozione e nella valorizzazione di questo documento storico. Riunisce circa settanta pezzi scelti tra i quattrocento originali della collezione, appartenenti alle principali collezioni private e pubbliche, dal più antico menù a stampa conosciuto, datato 1803, fino a testimonianze contemporanee come il pranzo offerto da Casa Artusi al presidente Napolitano il 7 gennaio 2011 o quello legato al viaggio di Papa Francesco a Cuba per l’incontro con il patriarca Kirill. Ad accompagnare la mostra il catalogo “Un mondo di menù. Storia, grafica e gastronomia nei menù d’epoca” con prefazione del professor Alberto Capatti, vincitore dei Gourmand World Cookbook Awards 2025.

Barilla espone una collezione storica


Tra i protagonisti anche Barilla, con Academia Barilla e la sua collezione storica di menu, patrimonio che testimonia l’evoluzione della cultura gastronomica e della società attraverso le diverse epoche. La mostra “Un mondo di menù” offre la possibilità ai visitatori di ammirare una selezione di alcuni tra gli esemplari più rari della raccolta, in un primo percorso nella storia della tavola attraverso documenti e oggetti di particolare valore storico.
“Un menù è un documento storico a tutti gli effetti. Nasce per accompagnare un pranzo, ma può raccontare molto più del cibo: restituisce il contesto sociale, politico e culturale di un’epoca. Un foglio destinato a durare poche ore può attraversare i secoli e diventare una fonte preziosa per leggere la storia. Il progetto nasce per dare al menù una dignità storica, oltre che di testimone della gastronomia: un documento politico, sociale, linguistico, diplomatico, a volte persino geopolitico. A volte il modo migliore per comprendere un’epoca non è osservare il campo di battaglia o la sala del potere, ma leggere ciò che veniva servito a tavola mentre il mondo stava cambiando”, spiega Matteo Ghirighini.
Ad accompagnare i settanta pezzi, una sezione didattica dedicata alle prime edizioni di testi antichi legati alla nascita del menù come oggetto. Vi figura il più antico menù privato conosciuto: il pranzo offerto da Sir H. Williamson nella propria abitazione londinese di Dover Street, il 16 marzo 1803. Al suo fianco, uno dei documenti legati alle celebrazioni dello Statuto Albertino: il pranzo alla russa da cinquanta coperti offerto dal corpo decurionale della città di Torino il 1° marzo 1848.
Ci sono poi i menù che fissano l’attimo appena prima che la storia prenda una direzione diversa. Come uno degli ultimi menu del Titanic, servito poche ore prima del naufragio, il 14 aprile 1912, che restituisce il livello raggiunto dalla ristorazione di bordo: nella cucina principale lavoravano circa cento persone tra cuochi e addetti, capaci di preparare fino a seimila piatti al giorno tra passeggeri ed equipaggio. Lo chef di bordo, Charles Proctor, era il dipendente più pagato della nave dopo il comandante Edward Smith. Quel cartoncino non racconta il naufragio: racconta l’ultimo momento di normalità di una nave che si credeva inaffondabile.
Un altro documento fissa lo stesso tipo di momento: il monumentale menù dell’ incoronazione di Nicola II, celebrata a Mosca il 26 maggio 1896. Lungo quasi un metro, disegnato dal pittore Viktor Vasnecov e posto in tavola per ciascuno dei settemila commensali, mette in scena con calligrafia e simboli antichi la continuità millenaria dell’Impero russo. Un impero che, mentre celebra sé stesso come eterno, sta per attraversare la Rivoluzione che lo cancellerà.
Non tutti i menù in mostra registrano la quiete prima della tempesta: alcuni la tempesta la attraversano. Il menù allestito a Parigi nei primi giorni del 1871, mentre la città è ancora sotto l’assedio delle truppe prussiane, riporta in cornice i prezzi delle derrate del momento: cani e topi compresi. Con i rifornimenti interrotti e il razionamento a pieno regime, i parigini sono ridotti a cento grammi di carne al giorno, intendendo per carne soprattutto cavallo e pesce salato; quando anche queste risorse scarseggiano, alcuni dei pochi ristoranti ancora aperti si rivolgono agli animali dello zoo cittadino, cucinati secondo le regole dell’alta cucina francese.
Il menù del banchetto organizzato a Londra il 21 aprile 1864 in onore di Giuseppe Garibaldi racconta il momento in cui l’eroe dei Due Mondi diventa simbolo internazionale. Ad attenderlo nella capitale britannica sono circa mezzo milione di persone; il sindaco di Londra gli conferisce la cittadinanza onoraria, mentre persino il futuro Edoardo VII si reca in segreto a salutarlo. Alla regina Vittoria, che faticava a comprendere un entusiasmo tanto travolgente, Benjamin Disraeli rispose: “Quello, Maestà, è oggi l’individuo più potente del mondo perché si riconosce in lui l’assoluta purezza. Egli è ciò che dice e dice ciò che fa senza contraddizioni e debolezze”.
Politico e letterario insieme è il foglio manoscritto con la dedica autografa di Gabriele D’Annunzio all’VIII Battaglione Bersaglieri ciclisti, datato Fiume, 18 ottobre 1919: la firma del Vate trasforma un semplice supporto d’uso in testimonianza dell’impresa fiumana. Dai menu realizzati nel campo di prigionia di Therezin per l’1 maggio 1918, alle tavole imbandite per il Giro d’Italia e il Tour de France nei primi anni del Novecento, fino ai due menu manoscritti della spedizione della ‘Stella Polare’ guidata dal Duca degli Abruzzi verso il Polo Nord nel 1900.

Domenica 4 ottobre il “Dialogo sulla fotografia anonima” col giornalista de la Repubblica Michele Smargiassi

Domenica 4 ottobre 2026 alle ore 11:00, presso la Sala Barilla (Padiglione 1) delle Fiere di Parma, il giornalista e critico di la Repubblica Michele Smargiassi modererà l’incontro intitolato “Dialogo sulla fotografia anonima”
la Repubblica del 30 settembre 2026



Mercanteinfiera dal 3 all’11 ottobre presso le Fiere di Parma
Più di mille operatori espongono le loro opere provenienti da viaggi di ricerca, offrendo una vasta selezione di pezzi preziosi, curiosi o testimonianze del nostro recente passato. Leggere su GUSTOH24

