Bocche cucite a Parma sulla ipotesi di alleanza strategica del Cibo tra Cibus e Tuttofood.

Al termine della riunione della Commissione che si è riunita a porte chiuse (perchè Fiere di Parma è quotata in borsa, questa la motivazione ufficiale) dei soci che controllano Fiere di Parma sulla partnership tra le due fiere di Milano e Parma che ha l’obiettivo di creare una «comune piattaforma fieristica europea nel comparto agro-alimentare».

A spiegare ai soci di Fiere di Parma (Crédit Agricole Italia, che detiene il 34,42%, il Comune e la Provincia di Parma, ciascuno con il 19,58%, la Camera di commercio locale, con il 12%, l’Unione parmense degli industriali con l’8,44% e la Regione Emilia-Romagna con il 5,08%) il piano industriale con Milano sono stati il presidente del Cda di Fiere di Parma, Gino Gandolfi e Antonio Cellie, membro del Cda e già Amministratore delegato.

Secondo le prime indiscrezioni molti hanno espresso preoccupazione per questa “alleanza” tra Milano e Parma, di cui si parla da tempo (e che toccherebbe anche altri asset, oltre a quello del Cibo). Ma al di là delle preoccupazioni l’operazione sembra avviarsi ad essere concretizzata anche se è tutt’altro che semplice da realizzare.

Chi ha preso invece pubblicamente posizione è stata Forza Italia che ha parlato dell’ “ennesima tappa di colonizzazione del glorioso Ducato” dando la colpa alla prima Giunta guidata da Federico Pizzarotti quando nel 2017 decise di vendere le azioni detenute da Comune di Parma per oltre 5 milioni di euro.

Comunque ora tutti gli occhi sono puntati alla prossima assemblea del 27 gennaio per saperne di più.

La parola ai soci: la prima assemblea il 27 gennaio a Parma e poi spetta a Milano

Tuttofood ripartirà dall’8 all’11 maggio a Fieramilano

Milano e Parma fondono le due fiere dell’alimentare: TuttoFood e Cibus? Gustoh24 ne aveva scritto due anni fa ed ora l’operazione sembra essere arrivata alle battute finali.

L’operazione tra Fiera Milano e Fiere di Parma per la creazione di una piattaforma fieristica agroalimentare avrà un appuntamento importante a fine mese, quando venerdì 27 gennaio, è prevista l’assemblea dei soci di Fiere di Parma da cui è attesa la decisione in merito al progetto presentato dall’ente fieristico milanese.

Luca Palermo

Ad annunciare questa novità  è stato lo stesso amministratore delegato di Fiera Milano, Luca Palermo, che, a margine della presentazione della prossima edizione di Tuttofood. ha detto che Fiera Milano è impegnato a competere alla pari con giganti come Sial e Anuga, aggiungendo: “Il Cda di Fiere di Parma ha approvato il nostro progetto, ora gli azionisti si dovranno esprimere nell’assemblea del 27 gennaio. Subito dopo ci sarà il Cda di Fiera Milano che dovrà a sua volta decidere se andare avanti o meno. Il progetto industriale c’è ed è forte, ora dobbiamo rimetterci nelle mani degli azionisti”.

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Tuttofood 2023 all’insegna della Sostenibilità alimentare dall’8 all’11 maggio a Fieramilano

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Il progetto Tuttofood-Cibus, come annunciato dalle due società in ottobre quando furono firmati gli accordi non vincolanti, prevede -ha scritto l’agenzia di stampa Askanews-  la creazione di una nuova piattaforma fieristica multipolare costituita da “Cibus Parma”, evento iconico per il made in Italy alimentare e i suoi territori e da “Tuttofood powered by Cibus” a Milano dove potrà accogliere una platea espositiva internazionale e competere con le omologhe manifestazioni europee. Dal punto di vista societario l’operazione prevede l’ingresso di Fiera Milano nel capitale di Fiere di Parma attraverso la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato all’ente milanese. A sua volta quest’ultima si impegna a conferire a Parma la manifestazione Tuttofood e, al perfezionamento dell’operazione, Fiera Milano verrebbe a detenere una iniziale partecipazione di minoranza nel capitale di Fiere di Parma.

Indiscrezioni di stampa parlano di una quota del 20%, ma nel merito Palermo si limita a confermare solo quanto già comunicato ufficialmente: “Il progetto prevede che ci sia una quota di Fiere di Parma che diventerà di proprietà di Fiera Milano, è tutto definito ma essendo soggetto agli azionisti non posso sbilanciarmi. Il progetto però è quello che avete letto, non è soggetto all’approvazione degli azionisti”.

Attualmente Fiere di Parma è controllata da Crédit Agricole Italia, che detiene il 34,42%, il Comune e la Provincia di Parma, ciascuno con il 19,58%, la Camera di commercio locale, con il 12%, l’Unione parmense degli industriali con l’8,44% e la Regione Emilia-Romagna con il 5,08%. In questi mesi alcune voci parlavano di resistenze dal fronte parmense ma anche su questo l’ad di Fiera Milano glissa: “Io non posso parlare per gli azionisti di Parma. Siamo consapevoli di aver presentato loro un bel progetto industriale importante – ha detto l’Ad Palermo a quanto riporta AskanewsE’ un progetto che ha al centro il prodotto: costruire un campione dell’agroalimentare che ha in Tuttofood questo campione internazionale con l’ambizione di creare un hub su Milano il più possibile competitivo con giganti come Sial (in Francia) e Anuga (a Colonia) e un Cibus che rappresenti il meglio del made in Italy”.

Qualche indicazione in più sull’orientamento degli azionisti di Fiere di Parma potrebbe arrivare già la settimana prossima, il 17, quando il Comune di Parma in commissione dovrebbe decidere sul dossier in vista dell’assemblea del 27.

Milano e Parma fondono le due fiere dell’alimentare: TuttoFood e Cibus

Dalle indiscrezioni alle prime dichiarazioni ufficiali. Ci riferiamo al (probabile) accordo tra le fiere di Milano e di Parma nel settore del food. (leggere su Gustoh24).

Ampliare i poteri dell’Efsa alla Sostenibilità e alla Qualità del cibo

Sulla proposta  di estendere le competenze dell’ EFSA Authority sulla Sicurezza Alimentare alla Sostenibilità e alla Qualità del Cibo  in questi mesi abbiamo raccolto consensi ampi, da esponenti di schieramenti diversi e anche dalla commissaria europea competente.

Ora non c’è certo bisogno di sottolineare quanto in questo momento storico sia fondamentale “fare presto” per non solo garantire la salubrità dei nostri alimenti ma  garantirne anche i nuovi aspetti di sostenibilità e qualità.

Per questo, nei prossimi giorni, INVITEREMO IL NUOVO GOVERNO A PRENDERE UNA POSIZIONE UFFICIALE SU QUESTO TEMA VERSO LA COMMISSIONE EUROPEA. (leggere su Gustoh24).

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