Una tavola rotonda con Paolo De Castro, Nicola Bertinelli, Angelo Stroppa, Stefano Albasini, Maurizio Moscatelli

A coordinare i lavori Alessandro Fantini, direttore della rivista Ruminantia. Gli interventi del Presidente Progeo, Graziano Salsi e Roberto Sassoni, Direttore Generale Progeo

Reggio Emilia 13 marzo 2026. Nonostante i conflitti e le guerre commerciali i grandi formaggi DOP italiani continuano a crescere, trainando valore economico e competitività dell’agroalimentare nazionale. Su tutto emerge il dato dell’export, dell’ intero agroalimentare Made in Italy, che ha continuato a segnare nuovi record nel 2025 per un valore complessivo di 72,4 miliardi di euro il massimo di sempre, grazie ad un balzo del 5 per cento rispetto all’anno precedente. Ma a questo  buon stato di salute del settore agroalimentare italiano si aggiunge i numeri da record del lattiero-caseario.

Crescono i formaggi Dop: quasi 6 miliardi di valore

Nel 2025 la produzione di latte bovino in Italia ha raggiunto circa 13,3 milioni di tonnellate, con un incremento del +19,5% rispetto al 2015, mentre il valore della produzione dei formaggi DOP sfiora i 5,9 miliardi di euro, con Grana Padano (2,185 miliardi) e Parmigiano Reggiano (1,760 miliardi) ai vertici del sistema delle denominazioni di origine.  Una crescita che, sempre più punta, anno dopo anno, sui mercati internazionali: l’export italiano di formaggi ha superato i 5,3 miliardi di euro nel 2024, con un aumento del +139% in valore e del +82% in volume rispetto al 2015, e vede proprio nelle produzioni DOP la componente più rilevante, che rappresenta il 56% del valore complessivo delle esportazioni.

Questo il quadro emerso a Reggio Emilia presso il Centro Internazionale Loris Malaguzzi, nel corso del Forum “Prospettive future delle DOP del formaggio: quali ricadute per le filiere”, organizzato da PROGEO, il gruppo cooperativo che si presenta con un fatturato consolidato che sfiora i 400 milioni che opera nei settori delle sementi, dei mangimi e della zootecnia nutrendo alcune delle filiere Dop più rappresentative del made in Italy.

Alessandro Fantini

A coordinare i lavori con bravura è stato Alessandro Fantini, direttore della rivista Ruminantia, che ha dato subito la parola al Presidente Progeo Graziano Salsi davanti ad una sala gremita di rappresentanti del mondo accademico, dei consorzi di tutela, dell’industria e della produzione agricola.

Graziano Salsi

“Le Dop non sono soltanto un marchio di qualità, ma un modello economico che tiene insieme territorio, allevatori, trasformazione e mercato. In una fase – ha detto il presidente Graziano Salsi, – in cui le filiere sono chiamate a coniugare competitività, sostenibilità e stabilità dei redditi, è fondamentale creare momenti di confronto autorevoli e concreti. Come cooperativa che opera al servizio delle principali filiere Dop italiane, sentiamo la responsabilità di contribuire a una visione condivisa e di lungo periodo, partendo dalla stalla e arrivando al prodotto finito”.

Roberto Sassoni

Poi è intervenuto Roberto Sassoni, Direttore Generale Progeo, che si è soffermato sulle dinamiche di mercato e delle evoluzioni delle filiere ed ha illustrato il “Perchè le Dop sono strategiche per Progeo”. Ecco alcuni dati significativi: il piano strategico 2025 – 2027 prevede una crescita del 9% entro il 2027 nel comparto bovini da latte (+250.000 quintali rispetto al budget 2024). I bovini da latte Dop rappresentano il 585 delle vendite totali di mangimi Progeo -dato 2025-.

La dettagliata analisi a cura di Denis Pantini, responsabile agroalimentare Nomisma

E’ stato quindi Denis Pantini, responsabile agroalimentare Nomisma, a fare una dettagliata analisi della filiera lattiero-casearia italiana. Un settore che sta vivendo una fase di consolidamento strutturale. Negli ultimi anni infatti la produzione di latte è cresciuta mentre il numero degli allevamenti si è ridotto, con aziende mediamente più grandi, più specializzate e più efficienti. Gli allevamenti sono circa 23mila, con una dimensione media salita a 117 capi per azienda. 

La produzione resta fortemente concentrata nelle aree più vocate del Paese, in particolare Lombardia ed Emilia-Romagna, che rappresentano il cuore economico e produttivo delle grandi DOP italiane e dove si sviluppa gran parte della filiera lattiero-casearia nazionale. 

Le performance dei principali formaggi DOP confermano la solidità del sistema. Tra il 2021 e il 2025 la produzione di Parmigiano Reggiano è cresciuta del +2,4% nel numero di forme, mentre il Grana Padano ha registrato un incremento del +15,7%, accompagnato da un rafforzamento dei prezzi alla produzione, che hanno raggiunto circa 12,47 euro/kg per il Parmigiano Reggiano (12 mesi) e 10,67 euro/kg per il Grana Padano (9 mesi).

I principali mercati di destinazione dei formaggi italiani: Germania, Stati Uniti e Francia

Numeri che testimoniano una domanda solida e un posizionamento sempre più forte sui mercati, ma anche la capacità delle filiere DOP di garantire stabilità economica lungo tutta la catena produttiva. Non a caso i principali mercati di destinazione dei formaggi italiani restano Germania, Stati Uniti e Francia, che insieme assorbono una quota significativa dell’export, confermando il ruolo delle DOP come ambasciatrici  ambasciatrici del Made in Italy nel mondo.

“Le filiere DOP rappresentano uno degli elementi di maggiore stabilità del sistema lattiero-caseario italiano – ha spiegato Pantini – perché assicurano agli allevatori una maggiore continuità e prevedibilità dei redditi rispetto ad altri segmenti del mercato del latte. In un contesto caratterizzato da forte volatilità dei prezzi e da crescenti pressioni sui costi di produzione, la capacità di creare valore attraverso qualità, organizzazione della filiera e posizionamento di mercato diventa un fattore decisivo per la tenuta del sistema”.

Si è quindi svolta una  tavola rotonda di alto livello che ha visto il contributo di Paolo De Castro, già parlamentare europeo e professore ordinario di Economia e Politica Agraria all’Università di Bologna; Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano; Angelo Stroppa, coordinatore scientifico del Consorzio Grana Padano; Stefano Albasini, presidente Trentingrana Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini; e Maurizio Moscatelli, amministratore delegato Granterre.

Paolo De Castro, Nicola Bertinelli e Angelo Stroppa

Paolo De Castro: grazie al sistema delle IG Indicazioni Geografiche

“Oggi grazie anche al sistema delle DOP  abbiamo filiere produttive solide: i nostri allevatori e i nostri agricoltori sono tutelati. Il convegno di oggi –ha detto Paolo De Castro– ha dimostrato che questa è la strada per crescere: siamo diventati quasi autosufficienti nel latte, un risultato impensabile fino a dieci anni fa. Lo dobbiamo all’innovazione, alla genetica delle bovine, ma anche all’innovazione organizzativa portata dai consorzi. Penso al Parmigiano Reggiano che è riuscito addirittura ad avere delle remunerazioni del latte tali da consentire la nascita di nuove stalle nella montagna reggiana e parmense. Questo è un grande risultato, è fatemelo dire anche merito dell’Europa, che ha inventato il sistema delle denominazioni e che oggi lo sta sostenendo”. Paolo De Castro si augura che nel 2026 sia presentato il nuovo piano europeo sulle Indicazioni Geografiche (IG). 

Nicola Bertinelli: il Parmigiano Reggiano una marca iconica

Sollecitato dalle domande dal direttore di Ruminantia, Alessandro Fantini, il Presidente el Consorzio del Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli, si è soffermato su alcune scelte di indirizzo che fanno parte del piano strategico 2026 del Consorzio.

Nicola Bertinelli

Per Bertinelli il Parmigiano Reggiano deve diventare sempre più una marca iconica, deve essere un love brand, una marca amata. “Dobbiamo investire –ha precisato Bertinelli– ancora di più nei mercati internazionali e utilizzare la forte leva della destinazione turistica, puntando anche sull’aspetto emotivo. Tutto questo però ci impone sempre di restare ineccepibili sul piano della qualità e della sostenibilità. Noi del Consorzio siamo la cabina di regia di tutta la filiera”. 

Appuntamento il 26 marzo  a Milano del Consorzio del Parmigiano Reggiano

Per il Consorzio è importante “qualificare” il boom del turismo enogastronomico che l’Italia sta attraversando. E così, mentre si continua nel valorizzare i “Caseifici Aperti”  che ha registrato nel 2025 oltre 30.000 partecipanti, con un incremento del 36% rispetto all’anno precedente, lavoriamo fino a che anche il Parmigiano Reggiano diventi una Destinazione Turistica. Non a caso un piano specifico sulla destinazione turistica sarà presentato durante una conferenza stampa che si svolgerà a Palazzo Giureconsulti a Milano il prossimo 26 marzo.

A Roma il libro “La filosofia della Dop economy”

16 aprile 2026, ore 18.00

Durante il Forum è stato Alessandro Fantini, direttore della rivista Ruminantia, ad annunciare che il prossimo 16 aprile 2026, presso Nazionale Spazio Eventi a Roma, si terrà la presentazione del volume La filosofia della Dop economy di Mauro Rosati, edito da Treccani e realizzato in collaborazione con Fondazione Qualivita Origin Italia. L’incontro sarà un momento di riflessione sul valore culturale, economico e istituzionale delle Indicazioni Geografiche, con la partecipazione di autorevoli esponenti del mondo delle istituzioni, della cultura e dell’agroalimentare italiano.

I relatori al Forum di PROGEO a Reggio Emilia

Ecco i link dei video dell’eventohttps://www.youtube.com/watch?v=TPOouBAEa3w

https://www.youtube.com/watch?v=Udq5SI_C5zs

Le iniziative di Progeo

Tra le iniziative importanti c’è il progetto Image Life, sviluppato in collaborazione coi Dipartimenti di Agraria e Veterinaria dell’Università di Bologna e con il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano.L’iniziativa nasce da una considerazione precisa ha sottolineato il direttore generale Roberto Sassoniovvero che il mais resta sì il cereale fondamentale nel disciplinare della mangimistica del Consorzio del Parmigiano Reggiano, ma la sua disponibilità è sempre più ridotta, soprattutto per quanto riguarda quello con le caratteristiche più adatte. Per questo il progetto intende proporre come possibile soluzione innovativa la sostituzione del mais con il sorgo, capace di offrire interessanti caratteristiche, tra cui un fabbisogno idrico più basso rispetto al mais“.

Dairyformer: nutrizione evoluta per le filiere DOP

Nel corso dell’incontro PROGEO è stato presentato anche Dairyformer, la nuova linea di mangimi sviluppata specificamente per le bovine da latte delle filiere DOP. In un contesto in cui le DOP richiedono caratteristiche compositive precise e costanti, l’alimentazione diventa leva strategica per garantire performance, benessere animale e coerenza con i disciplinari di produzione. Dairyformer nasce da un percorso di ricerca e formulazione mirato a supportare stabilità produttiva, qualità del latte e sostenibilità della razione nelle aziende ad alta specializzazione.

L’altra iniziativa è la nascita di Progeo Academy, un progetto di formazione continua che si configura come uno strumento fondamentale per i giovani interessati a lavorare in questo settore.

Il mondo delle Dop nel mondo dei formaggi

L’Italia si conferma leader europeo per numero e valore delle Indicazioni Geografiche nel comparto formaggi: 57 IG su 257 riconosciute a livello UE (22% del totale). Il valore complessivo della produzione dei formaggi Dop italiani raggiunge 5,9 miliardi di euro, con Grana Padano (2,185 miliardi) e Parmigiano Reggiano (1,760 miliardi) ai vertici per valore generato.

Anche sul fronte produttivo i due grandi formaggi simbolo del Made in Italy mostrano dinamiche positive: tra il 2021 e il 2025 il Parmigiano Reggiano cresce del +2,4% nel numero di forme, mentre il Grana Padano registra un +15,7%, accompagnati da un rafforzamento dei prezzi alla produzione.

La filiera dei grandi formaggi Dop italiani sta vivendo una fase di consolidamento e trasformazione. Le consegne di latte bovino hanno raggiunto nel 2025 i 13,3 milioni di tonnellate, con una crescita del +19,5% rispetto al 2015 e un ulteriore +1,2% sull’ultimo anno. Un’evoluzione che conferma una sempre maggiore specializzazione produttiva nelle aree a più alta vocazione casearia, in particolare Lombardia (47% delle consegne nazionali) ed Emilia-Romagna (16%), territori che rappresentano il cuore economico e qualitativo del sistema Dop italiano.

PROGEO – Il Gruppo cooperativo agroalimentare che nutre le DOP

Con sede a Reggio Emilia e oltre 13.400 soci, PROGEO è una delle principali realtà italiane nel settore mangimistico e molitorio, con un fatturato che sfiora i 400 milioni di euro. Produce ogni anno 70.000 tonnellate di farine e oltre 500.000 tonnellate di mangimi e per le principali filiere agroalimentari italiane, tra cui Parmigiano Reggiano e Grana Padano. Opera nelle aree Mangimistica, Molitoria e Conferimenti garantendo qualità, tracciabilità e sostenibilità lungo tutta la filiera agroalimentare.