Il progetto elaborato dalla giornalista Laura Donadoni su modello Usa è stato presentato a Palazzo Madama. Ministra Bonetti, “primo passo di una cultura che sempre più potremo costruire insieme”. Presentate anche le Giornate delle Donne del Vino 2022, dedicate al futuro e alla pace

L’eliminazione del gender gap e il contrasto al sessismo sono tra i principali obiettivi di azione dell’Associazione nazionale Donne del Vino che, nella Sala Nassirya di Palazzo Madama, hanno presentato, alla presenza della ministra delle Pari Opportunità Elena Bonetti e del presidente della Commissione Politiche Ue Dario Stefàno, il primo corso per la prevenzione del sessismo messo a punto dalla giornalista ed esperta di vino Laura Donadoni, sulla scia del “Sexual Harassment Prevention Training” obbligatorio in California. Nella foto di copertina: Manuela Zennaro, delegata Donne del Vino Lazio, la giornalista ed esperta Laura Donadoni, la Presidente Nazionale Donne del Vino Donatella Cinelli Colombini, la Ministra delle Pari Opportunità Elena Bonetti, insieme al Presidente della Commissione Politiche UE Dario Stefàno.

E in attesa che “si realizzi questo sogno, che ora è solo un progetto ma potrebbe diventare una chiave forte, abbiamo tra l’altro avuto un femminicidio tra noi, nelle Donne del Vino, e non deve succedere più”, come ha osservato la presidente delle Donne del Vino, Donatella Cinelli Colombini, l’Associazione che conta quasi 950 associate e si pone come l’associazione femminile di enologia più grande del mondo, scende in campo con eventi concreti e on line legati alla celebrazione delle “Giornate delle Donne del Vino” (dal primo al 14 marzo), quest’anno dedicate al futuro e la pace e per la prima volta di scena contemporaneamente in 11 Paesi del mondo: Argentina, Australia, Austria, Cile, Croazia, Francia, Georgia, Germania, Nuova Zelanda, Perù e Usa.

Il corso anti-sessismo elaborato dalla giornalista Laura Donadoni e portato avanti convintamente dalle Donne del Vino, che con ogni probabilità se ne faranno pioniere nel loro settore, servirà, come ha spiegato la giornalista da anni residente in Usa che ha raccontato di aver vissuto sulla propria pelle problematiche sessiste, ad avere consapevolezza di quali comportamenti creano un ambiente di lavoro sessualizzato. Comportamenti che creano un clima ostile che limita la libertà delle persone e pone i rapporti su un piano diverso da quello professionale. Negli Usa, dopo il #MeToo, la sensibilità verso questa tematica è aumentata molto, ha sottolineato Donadoni, ed ad oggi 12 Stati federali hanno introdotto corsi di di formazione obbligatoria per i dipendenti. Non ci sono costi per le aziende ma sanzioni in caso di mancato adempimento. Come ha evidenziato Donadoni, anche in Francia “le cose stanno cambiando e, a partire da una direttiva del 31 marzo scorso, il datore di lavoro dovrà dare maggiore importanza alla lotta contro gli atti sessisti”. In conseguenza di questa direttiva, la maggior parte delle aziende francesi si sta attrezzando con corsi analoghi a quelli svolti negli stati Uniti.

BONETTI E STEFANO, POLITICA LAVORA PER CAMBIAMENTO CULTURA DEL LAVORO

Grazie per questa iniziativa a cui non solo voglio dare il mio pieno sostegno ma sono convinta potrà essere il primo passo di una cultura che sempre di più potremo costruire insiemeha detto la ministra Elena Bonetti rivolgendosi alla presidente Cinelli Colombini Introdurre la parità di genere nei luoghi di lavoro è uno degli assi strategici del governo per lo sviluppo dell’economia italiana. Lo dimostra l’adozione della prima Strategia Nazionale per la parità di genere nella nostra storia, adozione resa strutturale in legge di bilancio e che vede nella Strategia lo strumento trasversale di valutazione del raggiungimento degli obiettivi di parità nei progetti del Pnrr. E con la Certificazione per la parità di genere viene reso possibile un meccanismo di premiante verso le aziende virtuose, con sgravi e premialità. Auspico che il mondo del vino e in genere il settore agricolo diventino sempre più esempi di questo grande cambiamento nella cultura del lavoro. Un cambiamento vettore di sviluppo che vede protagoniste le donne e che farà risalire l’Italia dagli ultimi posti in Europa nel gender gap fra i Paesi europei”.

Come ha rilevato il senatore Dario Stefàno, l’attenzione politica su gender cap e antisessismo è cresciuta negli ultimi anni e oggi “l’’Unione Europea chiede il massimo impegno nel contrasto alla discriminazione di genere. Tale diseguaglianza è un freno al rilancio del Paese anche perché costa all’Italia 89 miliardi l’anno, il 6% del Pil. La valorizzazione delle donne è la risorsa inespressa da mettere in campo per accelerare la ripresa, soprattutto nel vino. Il settore agricolo riceve consistenti aiuti europei e nei bandi collegati al PNRR può trovare risorse aggiuntive per gli investimenti. La diffusa applicazione della norma sulla Certificazione di genere, può mettere le ali alle aziende dove la disparità tra uomini e donne è stata cancellata. I corsi di “Prevenzione al sessismo” proposti dalle Donne del Vino potrebbero essere un elemento importante per abbattere discriminazioni e diversità.

Facendo conoscere questi corsi, le Donne del Vino sperano che venga riconosciuta la loro utilità e siano resi obbligatori – ha spiegato la presidente dell’Associazione Donatella Cinelli Colombini Chi pensa che la violenza verso le donne appartenga al passato, si illude. Nello studio condotto nel 2021 per le Donne del Vino dall’Università di Siena dal professore Lorenzo Zanni e dalla ricercatrice Elena Casprini, è emerso che nel 6,9 delle aziende intervistate erano avvenuti dei casi di violenza, nel corso dei precedenti tre anni. Ma si tratta solo della punta dell’iceberg, perché come ben sappiamo, la stragrande maggioranza degli abusi rimane sommerso».

DONNE DEL VINO DI 11 PAESI METTONO IN BOTTIGLIA MESSAGGI DI PACE

Nel corso della conferenza a Palazzo Madama, sono state presentate anche le “Giornate delle Donne del Vino”, (1°-14 marzo), organizzate in occasione dell’8 Marzo, per trasmettere un messaggio di pace e di speranza per il futuro.

Le donne saranno unite da un messaggio e l’hashtag #coltiviamoilfuturo, perchè, ha spiegato Donatella Cinelli Colombini, “Le Donne del Vino coltivano il futuro e la pace, senza pace non c’è futuro” e metteranno in una bottiglia che ha una etichetta comune messaggi di pace e speranza diretti alle nuove generazioni”.

Sono proprio le foto delle Donne del Vino, il punto di forza dell’iniziativa per il loro effetto virale nella rete. Ogni foto ritrae una donna con in mano la bottiglia etichettata con il logo dell’evento. L’immagine mostra silhouette femminili giovani che guardano in direzioni diverse e appartengono a etnie diverse. Hanno i colori della terra, nelle sue diverse tonalità e sono sovrastate da onde che richiamano la comunicazione internet ma portano con loro foglie di vite e grappoli. Simboleggiano l’universo femminile del vino che guarda al futuro in direzioni diverse ma con uno stesso spirito solidale e fiducioso usando la tecnologia per fare network. Quest’anno infatti, per la prima volta, partecipano le donne del vino di 11 nazioni diverse. Nelle bottiglie vuote ci sono le speranze e gli auspici per le nuove generazioni scritte su cartigli. Ecco che la bottiglia di vino diventa un simbolo che unisce, una capsula del tempo che manda messaggi sul tema 2022 “Futuro e pace”.

Le “Giornate delle Donne del Vino” sono un tassello del network internazionale di cui l’associazione italiana è capofila e che avrà il suo momento clou in occasione di Simei, fiera delle macchine per l’enologia che si svolgerà dal 15 al 18 novembre a Milano e vedrà la presenza di due rappresentanti per ogni associazione femminile dell’enologia mondiale.

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