Quando la cucina racconta persone prima dei piatti

Il rumore delle padelle accompagna le prime ore del mattino. All’Istituto Alberghiero Angelo Celletti di Formia l’aria è già carica di concentrazione, profumi e attesa. Da giurato, so che non sarà una giornata come le altre: lo si intuisce dagli sguardi dei concorrenti, dai movimenti misurati, da quel silenzio sospeso che precede ogni gara importante. Nella foto di copertina: la Preside e i protagonisti della giornata.

La manifestazione, promossa dall’Associazione Provinciale Cuochi Latina, guidata dal presidente Luigi Lombardi, in collaborazione con l’Unione Regionale Cuochi Lazio, presieduta dallo chef Alessandro Circiello, ha trasformato per un giorno la scuola in un vero laboratorio di confronto gastronomico, umano e culturale.

La giuria con in piedi il presidente APCL Luigi Lombardi

Nel corso della giornata si sono svolte la XXVI edizione del Piatto Tipico Pontino, la XVI competizione di Cucina Regionale rivisitata in chiave moderna e il III Concorso Regionale per i Ragazzi Speciali: tre percorsi diversi, uniti da una visione comune della cucina come strumento di identità, crescita e inclusione.

Il format del pacco sorpresa mette tutti sullo stesso piano. Gli ingredienti vengono svelati pochi istanti prima della prova, cancellando certezze e schemi. In quei minuti ogni cuoco è chiamato a reagire, a scegliere, a raccontarsi. È lì che la cucina smette di essere esercizio tecnico e diventa linguaggio personale.

Dal tavolo della giuria non si valuta soltanto il risultato finale. Si osservano l’ordine del banco, la gestione del tempo, la pulizia dei gesti. Prima ancora dell’assaggio, è il comportamento a parlare. Poi arrivano i profumi, quelli capaci di anticipare il gusto e spesso anche l’anima del piatto.

Il vincitore, Francesco Capirchio

Nella competizione dedicata alla Cucina Regionale rivisitata in chiave moderna, a distinguersi con chiarezza è stato Francesco Capirchio, autore di una prova solida, consapevole e contemporanea, che gli è valsa il primo posto. Alle sue spalle Rosario Errico, con un’elaborazione equilibrata e coerente.

Capirchio ha poi confermato la propria sensibilità gastronomica anche nella gara del Piatto Tipico Pontino, conquistando nuovamente il gradino più alto del podio grazie a una lettura rispettosa del territorio ma capace di dialogare con il presente. Seconda posizione per Pietro Pecchia, protagonista di un piatto profondamente legato alla memoria e alle radici locali.

Il momento più intenso della giornata è arrivato con il Concorso Regionale per i Ragazzi Speciali. In quei minuti la competizione cambia ritmo. Il giudizio si fa ascolto, la tecnica lascia spazio all’emozione. Qui la cucina non è confronto, ma possibilità. Una scelta condivisa ha portato a un risultato simbolicamente potente: tutti primi a pari merito, perché ogni piatto rappresentava già una conquista.

Fondamentale, in questo percorso, anche la presenza e il supporto di Roberto Rosati, primo presidente del Dipartimento Solidarietà ed Emergenze della Federazione Italiana Cuochi, il cui contributo ha rafforzato il valore umano e inclusivo dell’iniziativa, testimoniando come la cucina possa essere strumento concreto di vicinanza e responsabilità sociale.

Grande attenzione anche per il Concorso Allievi, dove entusiasmo e voglia di futuro hanno trovato espressione concreta. A emergere con particolare maturità è stato Matteo Spinazzola, primo classificato sia nella cucina regionale sia nel piatto tipico pontino, dimostrando lucidità, organizzazione e visione. Secondo posto per Cristian Amodeo nella cucina regionale e per Mario Orabona nel piatto tipico pontino, entrambi autori di prove sincere e promettenti.

A garantire equilibrio, coerenza e sensibilità nel lavoro della giuria è stato il presidente di giuria, chef Fabio Mancuso, capace di coniugare rigore tecnico e attenzione umana, elemento fondamentale in un contesto così articolato.

Fondamentale l’ospitalità dell’Istituto Alberghiero Angelo Celletti e della dirigente scolastica prof.ssa Monica Piantadosi, che ha accolto l’evento con grande disponibilità, confermando il ruolo centrale della scuola nella formazione delle nuove generazioni della ristorazione.

La giornalista Tiziana Briguglio il presidente i giuria Fabio Mancuso il presidente APCL Luigi Lombardi

La giornata è stata arricchita dal convegno dedicato alla cucina italiana come patrimonio immateriale UNESCO, moderato da Tiziana Briguglio, autorevole divulgatrice dell’agroalimentare e della gastronomia, capace di guidare una riflessione profonda sul valore culturale del cibo e sulla responsabilità del cuoco contemporaneo.

Quando le cucine si spengono e i tavoli tornano silenziosi, resta quella sensazione rara che solo certi eventi sanno lasciare. Non la stanchezza, ma la gratitudine.

Da giurato –commenta Antonio Di Trento- e porto con me il privilegio di aver assistito a una cucina vera, fatta di tecnica, emozione e persone. Perché i piatti finiscono, le competizioni passano, ma ciò che resta — sempre — è il valore umano che la cucina è capace di generare.