I vini delle comunità albanesi in Italia ancora sotto i riflettori nella 21esima edizione del “Concorso dei vini Arbereshe” svoltasi a Vaccarizzo Albanese (Cs) alla presenza dell’assessore all’agricoltura della Regione Calabria Gianluca Gallo, insignito dal Consiglio Comunale del riconoscimento di cittadino onorario
Una giornata dedicata al vino e all’identità culturale degli Arbereshe, gli Albanesi d’Italia, la più grande minoranza etnico-linguistica d’Italia, storicamente stanziata in Calabria. Questo il significato del “Concorso dei Vini Arbereshe”, che ha riunito un centinaio di produttori a Vaccarizzo Albanese (Cs), borgo arberesh tra mar Ionio e montagne della Sila e del Pollino che promuove attivamente la cultura enologica locale.
“Sono vini artigianali di qualità che negli anni ci siamo impegnati a promuovere e per i quali abbiamo l’ambizione di arrivare a un marchio unico”, ha osservato il sindaco di Vaccarizzo Albanese, Antonio Pomillo. Oltre ai produttori vitivinicoli di Vaccarizzo Albanese, si sono radunati nella centrale piazza Skanderbeg, offrendo in assaggio i loro vini artigianali custodi di una tradizione produttiva millenaria, anche i produttori di altre comunità albanesi in Italia, nonché produttori provenienti dal Kosovo e Albania.
“I vini Arbereshe hanno avuto una evoluzione importante, così come tutto il comparto vitivinicolo calabrese, su cui ci siamo impegnati per una forte valorizzazione. Un percorso di crescita che negli ultimi anni ha avuto l’ambizione della qualità”, ha commentato l’assessore all’Agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo, a cui, in occasione di una riunione straordinaria del Consiglio Comunale di Vaccarizzo Albanese che ha preceduto l’apertura del Concorso enologico, è stata conferita la cittadinanza onoraria. Il riconoscimento è giunto a motivazione dell’impegno dell’assessore Gallo sui temi delle aree interne, dell’agricoltura e della valorizzazione delle minoranze linguistiche, con particolare riferimento alla comunità arbereshe.

Alla cerimonia hanno partecipato amministratori locali, rappresentanti regionali, esponenti del mondo produttivo e delegazioni delle comunità arbereshe. Di rigore il brindisi finale a base di vini arbereshe a cui si è unito anche Papas Elia Hagi, parroco della chiesa locale che è tra i principali fautori e motori del Concorso enologico.
Tra gli intervenuti, anche Fulvia Michela Caligiuri, direttore generale di Arsac-Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese, che si è soffermata sulla crescita dell’immagine e del richiamo del comparto vitivinicolo in Calabria, regione dove anche Vititaly and The City fa tappa dal 2024 e che quest’anno ospiterà una doppia trasferta dell’appuntamento clou di Veronafiere, una prima tappa al Parco Archeologico nazionale di Sibari, dal 17 al 19 luglio, e una seconda tappa sul Lungomare “Falcomatà” di Reggio Calabria nel weekend 8-9 agosto.

Parlando dei vini arbereshe, Caligiuri ha sottolineato come “Questi vini piacciono perché sono identitari, esprimono un territorio e sono da traino per il turismo enogastronomico che sta diventando sempre più importante per la nostra Regione”. “Da parte loro – ha concluso Caligiuri – le aziende vitivinicole si stanno sempre più attrezzando per offrire una hospitality all’altezza degli enoappassionati che arrivano nella nostra regione”.
C. L.
