Domenica 2 novembre a Parma un Presidio antifascista davanti al Monumento al Partigiano
Immediata la reazione del sindaco Michele Guerra, che parla di “squallida propaganda”
Un video, che sta facendo il giro del web, mostra un gruppo di giovani che intona cori fascisti e inni al Duce a Parma, nella sede di Fratelli d’Italia, utilizzata anche da Gioventù Nazionale. Le immagini, che stanno generando forti polemiche, risalirebbero alla sera del 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma. Intanto Parma antifascista si mobilita.

Domenica a Parma un Presidio antifascista davanti al Monumento al Partigiano.
Roberto Spocci, storico e Presidente Provinciale dell’ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani, annuncia che domenica mattina, 2 novembre, si terrà un Presidio antifascista davanti al Monumento al Partigiano.



I FATTI: Il filmato
Il video è stato registrato nei locali di Borgo del Parmigianino, nel centro della città emiliana. I presenti cantano il brano “Me ne frego”, con versi come “Se il sol dell’avvenire è rosso di colore, me ne frego di morire sventolando il tricolore! Ce ne freghiamo della galera, camicia nera trionferà. Se non trionfa sarà un macello col manganello e le bombe a man!“. Poi si sente: “Duce, Duce”.
Aperto fascicolo, nessuna persona iscritta nel registro degli indagati
La Procura di Parma ha aperto un fascicolo. “Si tratta di un modello 45, non c’è ancora un reato ipotizzato – spiega all’ANSA il procuratore capo Alfonso D’Avino – siamo ancora nella fase esplorativa sulla base delle notizie apprese dalla stampa”. Sulla vicenda indaga la Digos della questura di Parma. “Ora bisogna verificare se il fatto sia vero e accertare se possa trasformarsi in una notizia di reato”. In questa fase non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati.
Immediata la reazione del sindaco Michele Guerra, che parla di “squallida propaganda”
«Da stamattina Parma è su tutti i media nazionali per un gruppo di ragazzi che nella sede di Fdi cantavano canzoni con evidenti apologie di fascismo. Questo è inaccettabile, ed è qualcosa che ci dice che abbiamo un problema serio, perché se ci sono gruppi di persone che si sentono libere, soprattutto in sedi di partito, di dire certe cose vuol dire che non abbiamo affrontato nel modo giusto un grave problema: l’apologia di fascismo è reato». Lo ha detto il sindaco di Parma, Michele Guerra.
«Il fatto che dei giovani cantino queste cose significa che abbiamo un problema giovanile vero. Parma non è questa città – ha sottolineato il primo cittadino – Parma è una città che si riconosce in altri valori che stanno scritti nel suo statuto e che sono i valori dell’antifascismo, ed è su quei valori che Parma ha costruito la sua storia repubblicana ed è su quei valori che continuerà a costruire il suo futuro».
Gazzetta di Parma di sabato 1 novembre




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