Ricopiata La Pergola di Trevenzuolo, Verona per 19 anni2026: La Guida Michelin (letta online) VA SEMPRE PEGGIOE’ una gastrofollia non dare la stella numero  3 a  Moreno Cedroni

Una delle prime regole fondamentali dell’editoria è quella di non annunciare in pompa magna un libro finchè non  è  presente nelle librerie e nelle edicole. La Guida Michelin (chissà quante copie ne tira?!) non l’ha rispettata e tutto il mondo a metà novembre ne ha parlato e scritto (e per fortuna che, a differenza dell’anno scorso, in Lombardia nessun assessore regionale  si è precipitato a complimentarsi per il numero dei ristoranti insigniti delle famose (famigerate ?!) Stelle.

La Guida Michelin 2025 di carta  (648 pagine a 23,90 euro) era arrivata, sotto Natale, per merito di Amazon più che grazie ad edicolanti e giornalai.
Questa volta Edoardo Raspelli non ha aspettato Babbo Natale, non ha comperato il cartaceo ma è andato sul sito www.guidemichelin.com , si è iscritto (gratis, non costa niente, ve la regalano !!!!!) e  l’ha esaminata con la consueta attenzione.

1957 – La prima Guida Michelin

Il “cronista della gastronomia” che nel 1975, su ordine di Cesare Lanza, direttore del Corriere d’Informazione, edizione del pomeriggio del Corriere della Sera, aveva inventato la vera critica gastronomica (anche con i voti negativi) non ha dato il suo giudizio sulle Stelle (cosa che non gli interessa più di tanto) ma si è divertito  ad aggiornare il lungo, parziale, elenco dei ristoranti le cui recensioni si ripetono per anni, come per la Trattoria la Pergola di Trevenzuolo,Verona, che ha avuto il record della stessa scheda ripetuta per 19 anni.

Insomma, una Guida Rossa (ma di gastro-vergogna ?!).

Ma perché la Pirelli, invece di farsi pubblicità con il calendario di belle ragazze discinte, non cerca di fare pubblicità alle sue gomme contrastando i francesi?! Magari con una bella Guida Verde Pirelli ?!

E’ una gastrofollia non dare la terza stella a  Moreno Cedroni

E’ una gastrofollia non dare la stella numero  3 a  Moreno Cedroni alla  Madonnina del Pescatore di Senigallia (Ancona), meravigliosa anche quando lo chef non è presente, un genio assoluto, il più bravo di tutti in Italia (ed anche il più schivo).
E’ una follia non andare oltre la semplice citazione per Il Sole (di Ranco, Varese) od il Pinocchio (di Borgomanero, Novara) che di stelle ne meriterebbero 2.
Troppo poco 1 Stella per il Centro di Priocca od il sommo Carlo Cracco a Milano.

Una gastro vergogna poi la sola citazione anche della Lanterna (di Fano, in provincia di Pesaro e Urbino) od aver totalmente dimenticato a Monza Il Moro, l’eccellente cucina di Faruk Neziri al Gelso Nero (ex Tre Re, di Castellucchio, Mantova), il Lusso della Semplicità di Alessandro Borghese (a Milano)”– dice il giornalista Raspelli.

Per non parlare di alcune incredibili premiazioni cui, del resto, la Michelin è da tempo abituata: “Pazzesco che a Cremona si metta sempre un solo locale (oltre tutto di cucina giapponese), che nella “mia” Crodo (Verbano Cusio Ossola) non citi Marconi (ma almeno ha riscoperto Edelweiss..), che ci siano solo 2 ristoranti a Reggio Calabria e solo 3 a Reggio Emilia”- sostiene il conduttore de L’ITALIA CHE MI PIACE…IN VIAGGIO CON RASPELLI.