Costa Arènte fa parte delle Tenute del Leone Alato, guidate da Igor Boccardo, dove la sostenibilità viene affrontata in modo concreto
Ci sono luoghi in cui il vino sembra nascere da un equilibrio naturale tra luce, aria e terra. La Valpantena è uno di questi. Una valle stretta e ventilata, dove i pendii catturano la luce e la restituiscono ai vigneti, dando vita a vini verticali, eleganti, capaci di esprimere identità senza ricorrere alla potenza. È proprio qui che prende forma il progetto di Costa Arènte, una cantina che interpreta il territorio con misura, lasciando che siano la valle e i suoi suoli calcarei a guidare lo stile dei vini.
Ho avuto modo di partecipare a una degustazione–masterclass dedicata alle etichette della cantina, un percorso pensato per raccontare non solo i vini, ma anche la visione che li sostiene: quella di una Valpantena capace di esprimere una voce distinta all’interno della denominazione Valpolicella.

Il cuore della masterclass è stato dedicato all’Amarone della Valpolicella Valpantena, protagonista di una verticale celebrativa per i dieci anni di Costa Arènte, condotta dall’enologo Riccardo Cotarella, che ha guidato la degustazione raccontando le differenze tra le annate e l’evoluzione dello stile della cantina nel tempo.
La storia di Costa Arènte è profondamente legata al territorio. A circa 250 metri di altitudine, nel comune di Grezzana, un antico fruttaio custodisce la memoria agricola della valle. Durante i lavori di ristrutturazione negli anni Novanta venne alla luce una croce di pietra: un simbolo antico che oggi compare sulle etichette della cantina e richiama la parola dialettale “cruz”. Un segno semplice ma potente, che lega il presente alla storia rurale di queste colline.
Il progetto prende forma nel 2015, quando la cantina entra a far parte del gruppo Genagricola e del sistema delle Tenute del Leone Alato. L’obiettivo è chiaro: produrre Amarone di alta qualità mantenendo una forte identità territoriale.
Oggi la proprietà conta 42 ettari complessivi, di cui 18,5 vitati, per una produzione di circa 85.000 bottiglie l’anno. La vendemmia è manuale, le rese sono contenute e i vitigni sono quelli storici della denominazione: Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara.
In cantina la filosofia è ben riassunta da una frase dell’enologo Riccardo Cotarella: «La forza va bene finché non altera l’eleganza». Un principio che si ritrova chiaramente nel bicchiere.

La degustazione si è aperta con il Valpolicella Superiore Valpantena Costa Arènte 2023, un vino che introduce perfettamente lo stile della valle. Al naso emergono ciliegia croccante, ribes rosso, melograno e viole, con una leggera nota di pepe rosa. Il sorso è vibrante, sostenuto da una freschezza che rende la beva slanciata e dinamica. Il tannino è fine e la chiusura sapida invita al sorso successivo.
Il Valpolicella Ripasso Superiore Costa Arènte 2021 segna un primo passo verso maggiore struttura. Il profilo aromatico si arricchisce di frutta matura, spezie dolci e leggere sfumature balsamiche. Il sorso è più pieno ma rimane equilibrato, con una buona tensione che evita ogni sensazione di pesantezza.
Il cuore della masterclass è stato dedicato all’Amarone della Valpolicella Valpantena, presentato attraverso una piccola verticale di annate.
Il 2020, presentato in anteprima, appare ancora giovane ma già promettente: frutto scuro intenso, viole e spezie accompagnano una bocca compatta e ben strutturata.
Il 2019 mostra maggiore profondità e prospettiva evolutiva. Ciliegia nera, prugna, cacao amaro e grafite anticipano un sorso ampio, sostenuto da tannini fitti ma eleganti.
Con il 2018 emerge una lettura particolarmente territoriale. Marasca, arancia sanguinella, fiori appassiti ed erbe officinali disegnano un profilo aromatico raffinato, mentre il sorso appare dinamico e preciso.
Il 2017, annata più calda, esprime un carattere più opulento. Fico secco, dattero, cacao e spezie dolci introducono una bocca ampia e avvolgente, dove la potenza resta comunque ben controllata.
Il 2016 chiude la verticale con una classicità quasi esemplare: confettura di ciliegia, prugna secca, tabacco dolce e un accenno di cuoio accompagnano un sorso armonico, dai tannini setosi e dal finale lungo ed elegante.
A completare il percorso è arrivato l’Amarone della Valpolicella Riserva Costa Arènte 2019, presentato in anteprima. Il profilo aromatico si fa ancora più complesso: amarena sotto spirito, carruba, cuoio e tabacco si intrecciano a leggere sfumature balsamiche e minerali. Il sorso è profondo e vellutato, con una persistenza notevole.
La degustazione si è infine chiusa con il Recioto della Valpolicella Valpantena Costa Arènte 2023, vino dolce che conserva grande equilibrio. I profumi di ciliegia sotto spirito, cacao e spezie introducono una bocca in cui la dolcezza è sempre sostenuta da una vivace acidità. Il finale richiama il cioccolato fondente e la frutta rossa, lasciando una sensazione elegante e mai stucchevole.
Dietro questi vini si sviluppa anche un progetto agricolo più ampio. Costa Arènte fa parte delle Tenute del Leone Alato, guidate da Igor Boccardo, dove la sostenibilità viene affrontata in modo concreto: rigenerazione dei suoli, riduzione delle emissioni e tutela della biodiversità. In questo contesto nasce anche la certificazione RRR – Riduci, Risparmia, Rispetta, che traduce la filosofia ambientale in pratiche quotidiane in vigneto e in cantina.
Ciò che colpisce, al termine della degustazione, è la coerenza del progetto. In una denominazione spesso sedotta dalla concentrazione, Costa Arènte sceglie una strada diversa: equilibrio, precisione, verticalità. La Valpantena non cerca di imitare la zona classica della Valpolicella, ma ne diventa complemento naturale, offrendo una lettura più luminosa e dinamica del territorio.
Nel bicchiere questa scelta si percepisce con chiarezza: vini capaci di lasciare il segno senza alzare la voce, e proprio per questo destinati a restare nella memoria
