Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, il film rivela i dettagli dei sistemi alla base dell’uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza programmata da Israele. Un articolo di Massimo Giannini

Oggi ripubblichiamo un editoriale scritto da Massimo Giannini su la Repubblica del 3 ottobre 2026. Un articolo che parte “dal terribile pogrom del 7 ottobre 2023” per poi affrontare il film “Zaga”, un documentario straordinario ed estremamente potente uscito a settembre 2026 sulla devastazione e sulla guerra a Gaza e in Palestina.

La pellicola ha scosso profondamente l’opinione pubblica globale e il mondo del cinema per la sua portata giornalistica e la durezza delle sue rivelazioni.

Il significato del titolo: la parola “NAZA” deriva dall’acronimo militare israeliano Nezek Agavi (danno collaterale), il termine tecnico utilizzato dall’esercito e dall’intelligence per quantificare a priori il numero stimato di vittime civili ritenuto “accettabile” prima di lanciare un bombardamento. Una prospettiva inedita: Diretto dai registi e giornalisti israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor (già co-autori del pluripremiato No Other Land), il film è stato girato interamente di notte sui tetti di Tel Aviv. Raccoglie le agghiaccianti e inedite testimonianze di 24 insider mascherati tra soldati, analisti e membri dell’intelligence israeliana.

Dichiarazione dei registi:

Abbiamo realizzato questo film spinti dal dovere di usare la nostra posizione di israeliani per analizzare i sistemi dietro all’uccisione di massa di civili palestinesi di cui il nostro Paese è responsabile. Durante le riprese negli ultimi tre anni, ci siamo trovati a porci le stesse domande della generazione dei nostri nonni e di tutto il Novecento: come può un gruppo di persone permettere la totale disumanizzazione di un altro? Come funziona dall’interno un sistema del genere?
Molte delle rivelazioni contenute nel film sono state pubblicate quasi subito dopo che ne siamo venuti a conoscenza, nei mesi successivi agli attacchi del 7 ottobre, da The Guardian (tra i produttori di NAZA), in collaborazione con i partner d’inchiesta +972 Magazine e Local Call. Il film ci permette di esplorare qualcosa di più profondo rispetto al solo giornalismo d’inchiesta: non solo le parole pronunciate, ma anche quelle non dette, il silenzio. Spetta a tutti noi rompere quel silenzio.

Ecco l’articolo di Massimo Giannini

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