Venerdì il G20 sulla Salute a Roma

“Diritto alla Cura. #Right2cure. Nessun profitto sulla pandemia”

Il direttore generale dell’Oms Tedros Ghebreyesus ha lanciato un appello disperato: prima di proteggere i giovani dei Paesi più sviluppato, gli Stati destinino con la massima urgenza i vaccini disponibili al programma Covax e in generale ai Paesi più poveri, in alcuni dei quali la catastrofe sta assumendo proporzioni bibliche.

Donare le dosi al sistema Covax che gestisce i vaccini per i Paesi meno sviluppati.

Capisco il motivo per cui alcuni paesi vogliano vaccinare i bambini e gli adolescenti ma ora io chiedo di riconsiderare la questione e di donare quei vaccini a Covax“.

La situazione è molto difficile Il Covid-19 ha già ucciso 3,3 milioni di persone e di questo passo il secondo anno della pandemia sarà più letale del primo. Salvare vite e i mezzi di sussistenza con una combinazione di misure di salute pubblica e vaccinazioni è l’unico modo per uscire dalla pandemia” ha detto nel corso di un briefing dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Ci sono nazioni ancora con zero forniture.

In base ai dati forniti dall’Unicef, braccio operativo del programma Covax, mentre le forniture di Paesi come Israele e gli Emirati Arabi superano il 100% della copertura dell’intera popolazione, nella maggior parte dei Paesi africani questa percentuale supera a malapena l’1%. Ci sono nazioni ancora con zero forniture.

Spero ci siano abbastanza dosi per tutti quelli che hanno bisogno del vaccino – dice Karabo Monaheng, optometrista sudafricana – Nei giorni scorsi si è presentata gente con la prenotazione e l’appuntamento confermato, ma poi dopo un’attesa durata tutto il giorno sono stati rimandati a casa senza fare l’iniezione. Quindi spero che le cose migliorino”.

Equo accesso ai vaccini, il grande assente al summit del G20 sulla Salute

Venerdì 21 maggio si terrà a Roma il vertice del G20 sulla salute. Contro il vertice del G20, con Oms, Fmi e Wto, che difficilmente produrrà iniziative incisive, scende in campo un’ampia coalizione per chiedere diritto alla cura, sospensione dei brevetti e una sanità più giusta per pazienti e operatori

Quando un anno fa -ha scritto il Manifesto il 19 maggiosi decise che il Summit Globale della Salute del G20 si sarebbe tenuto in Italia, in molti fecero a gara per ospitarlo. La Lombardia ancora convalescente dal coronavirus tentò persino di soffiare a Roma quella che sembrava una vetrina internazionale capace di attirare a sé gli occhi del mondo. Ora che ci siamo, la portata e le ambizioni del summit appaiono parecchio ridimensionate. I grandi della Terra, complici le norme anti-Covid, ci saranno solo in video-conferenza. La presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen e il premier italiano Mario Draghi, presidente di turno del G20, saranno i soli capi di stato riuniti in presenza.

Saranno loro due, a fine vertice, a dover spiegare al mondo il probabile fallimento del vertice sui dossier internazionali più caldi della pandemia, come l’equo accesso a vaccini, farmaci e test diagnostici. Il tema è all’ordine del giorno del vertice ma una bozza di accordo su cui lavorare non c’è.

Al massimo, nelle conclusioni del summit – pomposamente annunciate come «Dichiarazione di Roma» scrive Andrea Capocci sul Manifestosi farà riferimento a generici impegni per prevenire future pandemie e per allargare la produzione dei vaccini, ma senza cambiare le regole del gioco che tagliano fuori dalle campagne di vaccinazione i quattro quinti della popolazione mondiale”.

La Campagna: “Diritto alla Cura. Nessun profitto sulla pandemia”

Ma la mobilitazione per il No al profitto sulla pandemia va avanti. Diritto alla cura è una campagna europea lanciata lo scorso 30 novembre 2020 dal medico e professore universitario, Vittorio Agnoletto, portavoce della campagna europea “Diritto alla cura #No p r o f i t O n Pa n d e m i c” è stato tra i primi in Italia a sostenere la necessità di sospendere per un periodo i brevetti sui vaccini anti-Covid. In sostanza propone il superamento della proprietà intellettuale come via di uscita dalla penuria di farmaci.La carità va bene, -afferma Agnoletto- ma prima viene il rispetto del diritto alla cura. Per questo chiediamo la sospensione dei brevetti, perché così aumenterebbe la produzione e la disponibilità per tutti, e inoltre si abbasserebbero i prezzi”.

Il sì di Biden alla proposta di sospensione dei brevetti sui vaccini

Poi c’è stata la svolta di Biden accolta con entusiasmo dai vertici delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione mondiale della sanità, e ha smosso le trattative all’Organizzazione mondiale del commercio, che tornerà sulla questione nel consiglio direttivo dell’8 giugno. Biden sta segnando tutti i dossier principali in vista del viaggio in Europa del mese prossimo, quando parteciperà al G-7 in Cornovaglia (11-13 giugno) e al vertice della Nato a Bruxelles (14 giugno).

Appello da Firmare: DIRITTO ALLA CURA, NESSUN PROFITTO SULLA PANDEMIA!

Il governo italiano sostenga presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio la proposta di India e Sudafrica di esentare dal brevetto i prodotti utilizzati per combattere la pandemia da Covid-19 e in particolare i vaccini. Il commento di Vittorio Agnoletto.

Aderisce anche Gustoh24. Appello qui.