Protagoniste cinque aziende vitivinicole della rete Wine for Life che sostiene i progetti della Comunità di Sant’Egidio 

Un calice di vino può raccontare un territorio, una storia di famiglia, una filosofia produttiva e allo stesso tempo può diventare uno strumento di solidarietà. È questo lo spirito dell’evento organizzato al Resort Hotel Six SensesRome da Wine for Life, la rete di aziende vitivinicole che sostiene i progetti di utilità sociale della Comunità di Sant’Egidio, destinando parte del valore generato dal proprio lavoro a iniziative rivolte alle persone più fragili, in Italia e nel mondo.  L’appuntamento ha inaugurato un ciclo di incontri dedicati al vino, ai territori e alla responsabilità sociale che Wine for Life e Six Senses Rome hanno scelto di sviluppare nel corso dell’anno.

Durante l’evento, le aziende della rete Wine for Life hanno accompagnato gli ospiti in un percorso di degustazione, raccontando i propri vini, i territori da cui nascono e la scelta di aderire a un progetto che mette al centro la sostenibilità sociale. L’appuntamento ha rappresentato un’occasione per incontrare i produttori, ascoltare le loro storie e scoprire come il mondo del vino possa diventare protagonista di un impegno concreto verso il bene comune.

Tra i protagonisti della serata hanno figurato Tenuta Casadei, Podere Forte, Planeta, Guerrini Wines e Rocche dei Manzoni. Dall’Alta Maremma alla Val d’Orcia, dalla Sicilia all’Umbria fino alle Langhe, le cinque aziende hanno raccontato approcci diversi alla viticoltura italiana, dall’agricoltura biodinamica alla valorizzazione dei vitigni e dei paesaggi locali. In degustazione, per Podere Forte, il Metodo Classico 36 mesi Amatha e il Villaggio 2023; per Planeta, il Cerasuolo di Vittoria e il Terebinto, Grillo Sicilia Menfi DOC; per Rocche di Manzoni, il Metodo Classico Brut “Valentino Zero” 2012; per Famiglia Casadei, l’Incanto Bianco Toscana IGT; e per Guerrini Wine, il Metodo Classico Rosé Millesimato 2021 e il Moscato 2025. 

In questi anni sono oltre 140 le aziende vitivinicole, provenienti da tutte le regioni d’Italia, che hanno scelto di aderire al progetto. Il loro impegno prende forma attraverso un bollino applicato sulle bottiglie: un segno distintivo che racconta ai consumatori una scelta di responsabilità sociale e testimonia il contributo concreto dell’azienda ai progetti della Comunità di Sant’Egidio.

Fondata a Roma nel 1968 e oggi presente in oltre 70 Paesi, la Comunità di Sant’Egidio promuove ogni giorno programmi di inclusione, assistenza e cooperazione internazionale. Grazie al sostegno di Wine for Life vengono finanziati cinque grandi ambiti di intervento: il programma Viva gli Anziani,che ogni anno offre ascolto, assistenza e compagnia a oltre 30.000 anziani fragili; W la Scuola, che sostiene 80.000 bambini in 52 Paesi contrastando la dispersione scolastica e la povertà educativa; i progetti dedicati alle persone più vulnerabili, che solo nell’ultimo anno hanno distribuito 320.000 pasti e 250.000 pacchi alimentari; i Corridoi Umanitari, che hanno permesso l’accoglienza e l’integrazione di oltre 25.000 persone in 31 Paesi; e le iniziative dedicate alle persone con disabilità, attraverso laboratori artistici, percorsi di autonomia e progetti di inserimento lavorativo come la Trattoria degli Amici di Roma. 

 “La collaborazione con Wine for Life ci consente di mettere a disposizione i nostri spazi per un’iniziativa che genera un beneficio concreto e misurabile per il territorio, a sostegno dei progetti della Comunità di Sant’Egidio con cui siamo già impegnati a Roma – ha affermato André Buldini, General Managerdi Six Senses Rome –Il ciclo di appuntamenti che ospitiamo insieme a Wine for Life nel corso dell’anno conferma la continuità di questo impegno, ben oltre la singola serata”.

 “Ogni brindisi celebra un momento felice – ha osservato Dario Laurenzi, CEO di Laurenzi Consulting, promotore di Wine for Life e organizzatore dell’evento. – e con Wine for Life vogliamo che il vino possa fare anche qualcosa di più, trasformarsi in speranza per chi vive una condizione di fragilità. È questa la forza più autentica di questa rete, unire le persone e generare valore” .