Trasmesso a Parigi il dossier preliminare per la candidatura a Patrimonio Mondiale dell’Umanità
La Via Francigena italiana compie un passo decisivo verso l’ingresso nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Il 31 luglio 2025 è stato infatti trasmesso a Parigi il Preliminary Assessment, primo documento ufficiale che apre la strada alla candidatura dell’antico cammino di pellegrinaggio europeo.

L’invio è stato curato dalla Regione Toscana, capofila del progetto, alla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’UNESCO, con il supporto tecnico e scientifico dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana, le regioni coinvolte (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria e Lazio) e il Comitato Scientifico.
“Esprimiamo grande soddisfazione per questo importante traguardo, frutto di un lungo e intenso lavoro di squadra. Grazie al contributo di AEVF, della Regione Toscana capofila, della Fondazione, di tutte le Regioni, del Comitato Scientifico e del Ministero, è stato raggiunto un risultato fondamentale. Siamo consapevoli dell’importante impegno che ci aspetta nei prossimi an
ni per conseguire l’obiettivo finale”, ha dichiarato il Presidente dell’AEVF Francesco Ferrari, a nome di tutti i soci.
Un percorso istituzionale lungo dieci anni
Il cammino verso l’UNESCO è iniziato ufficialmente nel 2015, quando oltre 50 amministratori locali si riunirono a Fidenza per avviare il progetto di candidatura. A seguire, nel 2017 è stata completata l’analisi preliminare del tratto italiano, nel 2018 lo studio tematico europeo, e nel 2019 la Via Francigena è stata inserita nella Tentative List. Il confronto con i Ministeri dei quattro Paesi coinvolti e con la Santa Sede si è svolto nel 2020, mentre nel 2022 è stato firmato a Firenze il protocollo d’intesa tra le sette regioni italiane e il Ministero, poi rinnovato il 19 maggio 2025 a Venezia alla presenza del Ministro Alessandro Giuli.
Un cammino culturale europeo verso il riconoscimento UNESCO
La candidatura punta a valorizzare il ricco patrimonio culturale e paesaggistico lungo il tracciato della Via Francigena, che attraversa aree rurali, borghi storici, pievi e testimonianze millenarie di fede, arte e civiltà. Riconosciuta dal Consiglio d’Europa come Itinerario Culturale dal 1994 (con estensione fino ai porti di Puglia dal 2018), la Via Francigena rappresenta un simbolo di dialogo interculturale e coesione europea.
La candidatura in corso include, oltre al tratto italiano, anche le sezioni svizzera, francese e inglese del cammino, in una prospettiva transnazionale che valorizza il progetto in chiave europea.
L’ICOMOS, organismo consultivo dell’UNESCO, inizierà la valutazione del dossier a partire dal prossimo autunno, aprendo una fase cruciale per il riconoscimento definitivo.
