Verso il Consiglio regionale lombardo la proposta di legge “Disposizioni regionali per la valorizzazione e la promozione della cucina tipica lombarda”. Il commento del noto critico enogastronomico Edoardo Raspelli
Dopo il riconoscimento della Cucina Italiana a Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO avvenuta il 10 dicembre 2025, arriverà ora anche la valorizzazione delle Cucine regionali con le loro specifiche tradizioni’?
La regione che sta già lavorando verso questo obiettivo è la Lombardia che ha già cominciato a discutere in Commissione, e poi il progetto andrà in Consiglio regionale, la proposta di legge che ha per titolo “Disposizioni regionali per la valorizzazione e la promozione della cucina tipica lombarda”. Il provvedimento si propone di dare un riconoscimento regionale ai piatti tipici della tradizione gastronomica lombarda, attraverso la nomina di una Consulta con i rappresentanti delle principali categorie del settore chiamata a codificare le ricette lombarde e a coadiuvare la Giunta regionale nel conferimento del riconoscimento, l’identificazione di un mese dedicato ai piatti e ai prodotti tipici regionali e la valorizzazione dei prodotti regionali Dop, Igp, Pat e De.Co.
Le prime audizioni si sono svolte nella IV Commissione Attività Produttive (presidente il consigliere regionale Marcello Ventura, vice presidente Silvia Scurati, segretario Onorio Rosati) e sono state sentite le associazioni dei cuochi, dei ristoratori, dei pasticceri, delle imprese agricole e vitivinicole. Nella foto di copertina: Corbetta, Ventura, Scurati, Edoardo Raspelli e Onorio Rosati.
Il primo giro di audizioni e la raccolta dei suggerimenti si è conclusa anche con un grande esperto del settore enogastronomico italiano in merito alla valorizzazione della qualità e dell’offerta territoriale. Fra gli ascoltati, infatti, c’era anche Edoardo Raspelli, giornalista, noto critico gastronomico, conduttore televisivo che ha espresso grande apprezzamento per l’impianto del progetto di legge, definendolo un’iniziativa innovativa e di grande valore, senza precedenti a livello regionale.
Nel merito, ha evidenziato la necessità di integrare il testo con un riferimento più esplicito al comparto vitivinicolo, includendo non solo le denominazioni ufficiali ma anche le produzioni meno strutturate, ritenute parte integrante dell’identità gastronomica lombarda. Ha inoltre sottolineato l’importanza delle denominazioni comunali e della valorizzazione delle specificità locali.
Edoardo Raspelli ha poi suggerito di rafforzare i meccanismi di controllo e certificazione, ipotizzando il coinvolgimento di figure esterne qualificate, come giornalisti ed esperti del settore, per garantire valutazioni credibili e indipendenti. In questa prospettiva, ha richiamato anche il potenziale ruolo della comunicazione e dei canali digitali, evidenziando come una narrazione professionale e autorevole possa rappresentare un ulteriore strumento di promozione del territorio e delle sue eccellenze enogastronomiche.
Il commento del presidente della Commissione IV, Marcello Ventura e di Edoardo Raspelli
“Credo che i pareri autorevoli di esperti del settore ci aiutino maggiormente nella ricerca di un dispositivo di legge che possa nel concreto far raggiungere gli obiettivi di valorizzazione e difesa della cucina tipica lombarda, a partire dalle materie prime sino alla loro trasformazione e lavorazione. Non si tratta solo della difesa del made in Italy, -ha detto Marcello Ventura– ma anche della salubrità e tipicità dei piatti delle nostre tradizioni che rappresentano la memoria storica delle comunità locali e del Paese”.


“Anche se da qualche anno ho lasciato la mia casa milanese ai miei figli e con mia moglie mi sono rifugiato in cima al Piemonte –dice Edoardo Raspelli– Io sono nato a Milano, all’ospedale Maggiore di Niguarda; fino a quando mi sono sposato, il 30 giugno del 1979, ho vissuto in via Amadeo, all’angolo con via Aselli, vicino all’ Idroscalo ed a quella via Lomellina cantati da Enzo Iannacci ed alle casette di viale Argonne immortalate nel film Miracolo a Milano; ho fatto le elementari alla Leonardo da Vinci, le medie alla Tiepolo, il liceo classico prima al Parini (per 5 anni) e poi i due conclusivi al Carducci; ho cominciato a scrivere a 20 anni sul Corriere dalla Sera e ho lavorato alla sua edizione del pomeriggio, il Corriere d’Informazione, fino a 32… La mia nonna e la mia mamma mi hanno nutrito a cassoeula e resumada… Sono felice che il consigliere Alessandro Corbetta, che conosco già per la sua valorizzazione dell’agroalimentare lombardo, abbia preparato con i colleghi questo progetto di legge. E’ un’ idea meravigliosa, concreta, rivoluzionaria… Mi auguro che abbia più adesioni possibili”.
Ricordiamo che una prima valutazione del progetto si era svolto lo scorso 24 aprile e nell’occasione il consigliere regionale della Lega Riccardo Vitari, aveva detto. “Oggi in Commissione Agricoltura a Palazzo Pirelli sono stato relatore di un progetto di legge per la valorizzazione e la promozione della cucina tipica lombarda, che è una nostra grande specificità. Questo lavoro nasce dalla volontà di riconoscere e tutelare un patrimonio culturale e identitario che affonda le sue radici nella storia e nelle tradizioni delle nostre comunità locali”. Così il consigliere regionale della Lega Riccardo Vitari, che spiega: “La cucina lombarda, con la sua varietà di piatti e prodotti, rappresenta non solo un elemento distintivo del territorio, ma anche uno strumento di aggregazione sociale, di sviluppo economico e di attrattività turistica. In questo contesto, Regione Lombardia intende promuovere la conoscenza e la diffusione della tradizione enogastronomica locale attraverso una serie di misure concrete”.
