Stra, in provincia di Venezia, è una realtà affascinante affacciata sul Brenta che unisce storia, arte, ville venete, paesaggi unici ed un mix di sapori della tradizione che incantano il visitatore. E’ stata presentata la nuova iniziativa, in programma dal 17 maggio alla fine di luglio con il coinvolgimento di ben 15 attività ristorative del territorio, per celebrare l’identità gastronomica e raccontare uno dei piatti più iconici della cucina veneta: i risi e bisi
La Repubblica di Venezia in mille e passa anni di storia ha lasciato molte eredità. Fra queste, nella terraferma, quella più interessante è rappresentata dalla civiltà delle ville venete. Le splendide dimore delle famiglie patrizie veneziane, espressione dell’eleganza e della raffinatezza dell’aristocrazia lagunare, sapientemente conservata e mantenuta nei secoli.
Luoghi di delizie e veri e propri status symbol, con giardini storici e parchi monumentali, trasformati in luoghi di cultura e ospitalità, unici per armonia ed equilibrio, capaci di sedurre occhi ed anima del viaggiatore. Molti di questi gioielli architettonici si trovano lungo la riviera del fiume Brenta, una striscia di terra che corre da Padova a Venezia rinomata anche per un unicum di prodotti tipici e gastronomia di qualità.

Stra, una perla tra acqua, ville e saperi
Il Brenta è un fiume tranquillo percorso ogni anno da tantissimi battelli storici ricolmi di turisti che vogliono “toccare con mano” tali meraviglie. Una delle tappe più affascinanti di tali tour fluviali è Stra, un comune nel cuore della riviera del Brenta con un ricchissimo patrimonio culturale, architettonico e produttivo. Qui si trova anche Villa Pisani, detta anche “la Nazionale”, una delle più grandiose ville venete del Settecento. Con le sue 114 stanze affrescate, il celebre labirinto e il maestoso parco, è un autentico capolavoro di arte, architettura e paesaggio.

Altrettanto significativa è Villa Foscarini Rossi, oggi sede del Museo della Calzatura, che racconta la storia della calzatura di lusso prodotta in questo territorio e conosciuta in tutto il mondo. Stra, infatti, è anche un distretto calzaturiero d’eccellenza, con numerose aziende artigiane e manifatturiere che esportano stile italiano e qualità nei mercati internazionali.

SentorisiSentobisi: un progetto per raccontare un piatto iconico
A Stra uno dei piatti più iconici ed identitari del Veneto, i risi e bisi, è diventato un progetto per identificare e rilanciare turisticamente l’intero territorio straense. Nei giorni scorsi è stato presentato il marchio “SentorisiSentobisi”, con cui il Comune di Stra intende tutelare e valorizzare un patrimonio culinario secolare che trova in questo territorio la sua origine più autentica e la sua espressione più nobile.
Il nome del marchio recupera un’espressione dialettale popolare – SentorisiSentobisi, ovvero “cento risi e cento bisi” (i bisi in veneto sono i piselli) – usata per descrivere il perfetto equilibrio del piatto, dove nessuno dei due ingredienti prevale, ma entrambi si fondono in un mix di gusto e armonia.
Un piatto nato tra broli, risaie e ville venete
I risi e bisi, oggi piatto diffuso in tutta la regione, affondano le loro radici nella Serenissima Repubblica di Venezia, dove venivano serviti solennemente al Doge il 25 aprile, giorno di San Marco, simbolo di prosperità e fertilità. Tuttavia, la loro origine concreta va cercata proprio a Stra, lungo la celebre Riviera del Brenta, luogo prediletto dai patrizi veneziani per le loro ville di villeggiatura estiva.
Qui, nel mese di maggio, i nobili desideravano gustare sulle loro tavole i piselli freschi, coltivati nei “broli” delle ville, accompagnati dal riso, che veniva prodotto nei terreni allagati grazie alle esondazioni controllate del fiume Brenta.
“I risi e bisi – ha ricordato Leopoldo Simonato, storico dell’alimentazione – erano considerati un piatto regale nella Serenissima, servito ufficialmente al Doge il 25 aprile in occasione della festa di San Marco. Ma i risi e bisi sono parte della nostra memoria collettiva. Non sono solo un piatto, ma il risultato di un equilibrio ambientale, culturale e sociale che si è costruito lungo i secoli grazie all’intelligenza contadina, alla presenza delle ville venete, e alla fertilità del Brenta. Stra non è solo un luogo geografico, ma un punto di snodo fondamentale della storia gastronomica veneziana. E oggi può rivendicarlo con orgoglio”.
Il progetto: un marchio, un territorio, un’opportunità
Il marchio è di proprietà del Comune di Stra e nasce all’interno di un progetto di valorizzazione turistica e gastronomica sostenuto dal Distretto del Commercio “Stile e Qualità” di Stra e Noventa Padovana, con il coinvolgimento attivo di ben 15 attività ristorative del territorio – ristoranti, trattorie, pizzerie, bar, gelaterie e bistrot – che dal 17 maggio a tutto luglio 2025 presenteranno nel loro menu piatti, pizze o finger food ispirati al tema dei risi e piselli, secondo un preciso regolamento condiviso.

“Saluto con entusiasmo la nascita di questo nuovo marchio – ha detto il Sindaco di Stra, Andrea Salmaso – che rappresenta un passo importante per la valorizzazione della nostra identità territoriale. Auguro pieno successo a questo progetto, che unisce cultura, tradizione, enogastronomia e promozione turistica, e ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione. Il nostro obiettivo – ha concluso il primo cittadino straense – è quello di trasformare “SentorisiSentobisi” in un evento annuale, capace di attrarre turisti, curiosi e appassionati, creando nuove opportunità per il commercio locale e rafforzando l’identità di un territorio che ha molto da raccontare”.
