La cerimonia alla presenza della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida
Tra i premiati il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano Nicola Bertinelli per l’arte casearia e lo chef stellato Chicco Cerea, per la Gastronomia
Si è svolta questa mattina, nella Sala Verde di Palazzo Chigi, la cerimonia di consegna del Premio “Maestro dell’Arte della Cucina Italiana”. Il riconoscimento è stato conferito, per il secondo anno, dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla presenza del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
Istituito con la legge n. 59 del 19 aprile 2024, il Premio è dedicato alla valorizzazione dei Maestri dell’enogastronomia italiana e delle professionalità che custodiscono, tramandano e innovano il patrimonio dei saperi e delle tradizioni gastronomiche nazionali.
I nomi dei Maestri scelti per l’edizione 2026 rappresentano l’intera filiera agroalimentare.

Per la gastronomia e la cucina il riconoscimento è stato assegnato rispettivamente a Francesco Panella ed Enrico Cerea, mentre Simone Padoan è stato premiato per l’arte della pizza. Il legame con la terra e i suoi frutti è rappresentato dai riconoscimenti conferiti a Piero Antinori per il settore vitivinicolo e ad Antonella Titone per quello olivicolo. Margherita Angela Mastromauro e Pierluigi Roscioli sono i primi insigniti delle nuove categorie dedicate rispettivamente all’arte della pasta e alla panificazione. Il quadro dei riconoscimenti si completa con il mondo della pasticceria, della gelateria e dell’arte casearia: Federica Russo riceve il premio per la pasticceria, Eugenio Morrone per la gelateria e Nicola Bertinelli per l’arte casearia.

Il commento di Nicola Bertinelli: “Un grande privilegio. Io provengo da una famiglia molto modesta, di agricoltori dal 1895“
«È un grande privilegio, perché quando il tuo Paese ti riconosce il lavoro e il percorso che hai fatto, penso sia il grande sogno che tutti i cittadini italiani vorrebbero poter vivere – ha dichiarato Bertinelli -. Io provengo da una famiglia molto modesta, di agricoltori dal 1895. Ricordo bene quando mio papà, d’inverno, andava a lavorare in un macello, perché il latte non pagava abbastanza per sostenere la famiglia. Tutto il mio percorso di vita è stato quindi improntato alla convinzione che non potesse essere che un prodotto così straordinario non riuscisse a coprire i costi di produzione. Da qui sono nati il mio percorso di studi, la decisione di prendere in mano l’azienda di famiglia e, dieci anni fa, la presidenza del Consorzio del Parmigiano Reggiano».
«In questi dieci anni tanto – ha concluso Bertinelli – è stato fatto. Oggi il Parmigiano Reggiano esporta il 55% della sua produzione ed è il luogo nel mondo dove il latte viene valorizzato maggiormente. Pensate che l’età media del conduttore di un’azienda agricola in Italia è di 58 anni, nell’area del Parmigiano Reggiano è di 42. Questo significa che stiamo riuscendo a trattenere i giovani in questo settore. Ovviamente questo risultato non è solo merito mio, ma del Consorzio e di tutti i governi che il Consorzio ha avuto».


I dieci Maestri hanno ricevuto una medaglia di bronzo, una spilla e un fregio, realizzati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Rispetto al 2025, il panorama dei premiati si amplia. Il decreto ministeriale del 31 ottobre scorso ha, infatti, introdotto nuove categorie: ai settori originariamente previsti dalla normativa si aggiungono l’arte della pasta e quella della panificazione. L’obiettivo resta quello di valorizzare le eccellenze professionali e l’intero patrimonio delle tradizioni gastronomiche italiane.

Simpatico duetto tra Enrico Cerea, executive chef del ristorante Da Vittorio, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni
“Quest’uomo – ha raccontato la premier rivolgendosi a Chicco Cerea– è cosi visionario che è riuscito a mettere un bavaglione per mangiare la pasta al sugo al primo ministro indiano Narendra Modi”. “Ci eravamo detti che era una cosa tra noi – ha sorriso Cerea – ma lo abbiamo svelato“.

“Siamo fieri di avere istituito per legge questo Premio per celebrare il nostro patrimonio e la maestria di chi ogni giorno lo rende amato e apprezzato a livello globale. I Maestri dell’Arte della Cucina Italiana sono tra i protagonisti del prestigio nazionale e la loro opera ci rende orgogliosi, perché promuovono nel mondo la nostra identità e la nostra cultura. Il Governo continuerà a lavorare, come ha fatto finora, con stanziamenti record e una strategia di sistema, per promuovere l’agroalimentare italiano e renderlo sempre più forte e dinamico”, dichiara il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“La cucina italiana è la prima al mondo, non solo nei numeri, ma perché rappresenta universalmente il paradigma di benessere, dello stare insieme, della cura per l’altro. I maestri hanno quindi una missione, avere cura di tramandare le loro arti alle future generazioni. Con questo riconoscimento lo Stato riconosce la loro dedizione, la passione con la quale sono diventati esempio per gli altri”, aggiunge il Ministro Francesco Lollobrigida.
Le motivazioni dei magnifici dieci
1. Enrico Cerea – Maestro dell’arte della cucina italiana
Enrico Cerea è cresciuto nelle cucine di Da Vittorio, il ristorante icona di Brusaporto (Brescia), fondato dai genitori Vittorio e Bruna nel 1966. Durante la cerimonia Giorgia Meloni ha scherzato con lo chef: “Voglio dire solo una cosa. Sappiate che quest’uomo è così visionario che è riuscito a mettere un bavaglione per mangiare la pasta al sugo al primo ministro indiano Narendra Modi”.
2. Francesco Panella – Maestro dell’arte della gastronomia italiana
Panella è il principe dell’Antica Pesa, la storica trattoria aperta dalla sua famiglia a Trastevere nel 1922. Nel ricevere il premio ha detto: “È un premio a cui tengo molto. Lo scorso anno era stato assegnato a Carlo Petrini e questo mi dà un senso di responsabilità ancora più grande. Credo che il tempo sia oggi il valore più grande che noi abbiamo”.
3. Simone Padoan – Maestro dell’arte della pizza italiana
Tra i pionieri del concetto di pizza degustazione, servita a spicchi e trasformata in un piatto di alta cucina, è considerato uno dei protagonisti dell’evoluzione contemporanea della pizza italiana.
4. Piero Antinori – Maestro dell’arte vitivinicola italiana
Tra le figure più autorevoli dell’enologia italiana contemporanea, dagli anni Sessanta ha firmato etichette iconiche che hanno ridefinito l’immagine del vino italiano nel mondo, coniugando rispetto delle radici e costante sperimentazione in vigna e in cantina, facendo della tradizione un motore di competitività internazionale. Nel ricevere il premio ha dichiarato: “È il migliore incoraggiamento e stimolo a continuare a portare con i nostri prodotti un contributo al prestigio e alla reputazione dell’Italia. Compio 88 anni e questo rappresenta il miglior regalo”. Lollobrigida ha scherzato: “E poi dicono che il vino fa male…”. Anche Meloni ha ricordato il compleanno del produttore: “Facciamo un applauso particolare al maestro Antinori che oggi è anche il giorno del suo compleanno. Io so tutto, sono il presidente del Consiglio, sono una ragazza che si informa!”.
5. Antonella Titone – Maestro dell’arte olivicola italiana
Nel suo intervento ha ricordato il padre e il percorso dell’azienda di famiglia: “Dare valore a quello che mio padre ha fatto anni fa. Lui ha rivoluzionato l’azienda, da agricoltura tradizionale a quella naturale, intuendo che la salute dell’uomo passa dall’ambiente”.
6. Margherita Angela Mastromauro – Maestro dell’arte della pasta italiana
Premiata per il contributo dato all’arte della pasta italiana. La sua azienda è riuscita a mettere al centro il lavoro delle persone, promuovendo un prodotto che rappresenta uno dei simboli dell’Italia nel mondo. Nel ricevere il riconoscimento ha dichiarato: «È un onore ricevere questo premio, del tutto inatteso. Abbiamo attraversato momenti complessi per la filiera e ringrazio il ministro, sempre attento e presente. Spero sia stata apprezzata la coerenza con cui svolgo il mio ruolo di presidente dei pastai e quello nella mia azienda. Dedico questo premio a mio padre, scomparso quest’anno, che mi ha trasmesso amore e passione. Sono la quarta generazione e lo dedico a tutta la filiera, dal grano alla tavola, che rappresenta un’eccellenza nel mondo».
7. Pierluigi Roscioli – Maestro dell’arte della panificazione italiana
Figura di riferimento della gastronomia romana, era molto emozionato e ha parlato al suo posto il ministro Lollobrigida: «È il primo anno che c’è il premio per l’arte del pane. Grande impegno del papà, che ha lavorato a Roma in un forno iconico ma anche nel resto del mondo, da New York e altri luoghi».
8. Federica Russo – Maestro dell’arte della pasticceria italiana
Il riconoscimento entra nei laboratori, tra impasti, burro, farine, fermentazioni e gesti ripetuti ogni giorno. Incinta, nel suo intervento ha lanciato un messaggio alle donne: «Una donna che vuole diventare mamma non deve rinunciare alla propria carriera». Le sue parole sono state accolte dall’applauso e dall’abbraccio della presidente del Consiglio, che le ha detto: «Brava, bravissima».
9. Eugenio Morrone – Maestro dell’arte della gelateria italiana
Premiato per un percorso ispirato alla naturalità. Il suo “Cannolo siciliano” a Roma è un punto di riferimento per gli appassionati del gelato.
10. Nicola Bertinelli – Maestro dell’arte casearia italiana
Presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano e titolare dell’omonima azienda, è stato premiato per il legame diretto tra terra e produzione, una tradizione agraria unita a una strategia che considera la cultura della produzione un patrimonio da difendere.
