L’insegnamento che ne possiamo trarre è: il vino è piacevole, ma bisogna stare attenti a non abusarne

Si riapre la polemica sull’utilità dei vini dealcolati.

“Personalmentedice a Gustoh24 Gianluigi Paganonon la trovo molto interessante perché basta ricordare la storia di Noè e si hanno tutti gli esempi di problematiche che il vino comporta, nonché le loro soluzioni”. Foto dell’affresco in copertina:  Aurelio Luini, Arca di Noè, 1556, affresco, Chiesa di San Maurizio, Milano

Una lunga storia

Permettete che ripercorra innanzi tutto la storia di Noè. Dunque, seguendo le indicazioni di Dio, Noé costruì l’arca, dove trovarono rifugio le coppie di tutti gli animali, oltre alla famiglia del patriarca (Genesi, 6,13-8,22).

Quando Noè scese dall’arca, dopo il rifluire delle acque del Diluvio, si mise a coltivare la terra e tra l’altro piantò una vigna:

Ora Noè, coltivatore della terra, cominciò a piantare una vigna. Avendo bevuto il vino, si ubriacò e giacque scoperto all’interno della sua tenda” (Genesi, 9, 20-21).

Cam, vide il padre scoperto e raccontò la cosa ai due fratelli che stavano fuori. Allora Sem e Iafet presero il mantello, se lo misero tutti e due sulle spalle e, camminando a ritroso, coprirono il padre scoperto; avendo rivolto la faccia indietro, non videro il padre scoperto”.

Tralascio la descrizione delle successive reazioni di Noé, per sottolineare invece come in questo racconto ci sia un esempio di tutte le caratteristiche del rapporto uomo – vino:

1° il vino è gradevole

2° esso però può portare a degli inconvenienti

3° tali inconvenienti sono molto sgraditi per chi vi assiste 

L’insegnamento che ne possiamo trarre è: il vino è piacevole, ma bisogna stare attenti a non abusarne (come del resto ci consiglia il semplice buon senso). Non servono artifici: basta il comune buon senso per goderne tutte le gioie, senza eccedere, subendone così tutti i danni dell’eccesso.

Oggi invece si tende a colpevolizzarne l’uso, nonostante i riconosciuti benefici di modiche dosi di vino, cf. paradosso francese: la riconosciuta diminuzione di dannosi polifenoli, (in particolare il resveratrolo, di cui il vino, in particolare di quello rosso, è ricco) in presenza di modico consumo di vino.

Da ciò nasce questo desiderio di colpevolizzare un alimento che ha sempre accompagnato la storia dell’uomo, dimenticando che l’alternativa, per chi vuole usarlo come droga, sono oggi ben altre sostanze e molto più pericolose!

Quindi il problema vero non è dealcolare il vino (una specie di castrazione!), quanto piuttosto insegnare a goderne con intelligenza e modicità.