Nonostante i dazi e l’evolversi della situazione geopolitica internazionale, per la prima volta le vendite all’estero (50,5%) superano quelle in Italia. Presentato anche il nuovo “Progetto Turismo”
Il Consorzio del Parmigiano Reggiano, guidato da Nicola Bertinelli, dopo l’Assemblea generale dei consorziati svoltasi a Parma, che ha approvato il Bilancio consuntivo 2025 (leggere il resoconto su Gustoh24), si è presentato a Milano per illustrare alla stampa, i dati economici 2025, le nuove strategie, i prossimi investimenti e una serie di nuovi progetti. Erano presenti a Palazzo Giureconsulti di Milano, oltre al Presidente del Consorzio, Nicola Bertinelli, il direttore generale Riccardo Deserti, il direttore marketing, Carmine Forbuso, e Cristiano Casa, destination manager. Ha coordinato l’incontro il giornalista Federico De Cesare Viola.

La situazione in dettaglio. A fronte di uno scenario segnato da crisi geopolitiche, incertezza sui mercati internazionali e tensioni sul commercio globale, il giro d’affari al consumo ha raggiunto i 3,96 miliardi di euro. Le dinamiche di mercato evidenziano un andamento divergente tra Italia ed estero. Da un lato, la domanda internazionale continua a crescere (+2,7%),arrivando a rappresentare oltre la metà del sell-in complessivo (50,5%); dall’altro, il mercato domestico registra una sensibile contrazione dei volumi.
I tre pilastri della nuova strategia del Consorzio del Parmigiano Reggiano illustrati dal Presidente Nicola Bertinelli

L’Italia, dove il 65 per cento delle famiglie è alle prese con difficoltà economiche, non è più il mercato dove possiamo crescere –ha precisato il Presidente Betinelli– per questo dobbiamo puntare con forza su una strategia che si poggia su tre pilastri.
1) Il primo è l’internazionalizzazione: da qui a dieci anni la quota export deve raggiunger il 65-705 del totale.
2) Il secondo pilastro è un piano di marketink strutturato, che punta molto sulla valorizzazione della distintività del prodotto e anche sulla promozione della Dop come destinazione in chiave turistica.
3) Il terzo asset riguarda la regolamentazione dell’offerta. Intendiamo arrivare a fine 2031 a 4, 7 milioni di forme, per cui è necessario che la produzione non cresca più del 2 per cento anno su anno per non inflazionare il mercato”.
Bertinelli: Parmigiano Reggiano come icona globale del Made in Italy

«Il 2025 conferma che il Parmigiano Reggiano è sempre più un prodotto internazionale, con una quota export che ha superato la metà del totale e un posizionamento premium riconosciuto nei principali mercati», ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio. «Stiamo facendo un grande lavoro per rafforzare il Parmigiano Reggiano come icona globale del Made in Italy, capace di generare valore e garantire una buona remunerazione per la filiera. Allo stesso tempo, dobbiamo affrontare alcune sfide importanti: da un lato la contrazione dei consumi in Italia; dall’altro una situazione internazionale complessa, che ci penalizza in particolare negli Stati Uniti, dove l’incertezza normativa sui dazi e le tensioni geopolitiche stanno rallentando gli scambi. In questo scenario, sarà fondamentale continuare a investire sulla crescita nei mercati internazionali e sulla valorizzazione della distintività del nostro prodotto».
Riccardo Deserti, direttore generale del Consorzio: “Ci stiamo posizionando su una dimensione economica coerente con il piano pluriennale al 2030″

“Uno dei risultati raggiunti nel 2025 è la crescita del valore, più che dei volumi. «I chili venduti non sono cambiati in modo significativo, ma il valore è cresciuto enormemente – ha spiegato il direttore generale, Riccardo Deserti –. Nel 2025 il valore alla produzione è arrivato a 2,15 miliardi euro contro 1,77 miliardi del 2024. Un risultato ottenuto anche grazie al rafforzamento del posizionamento premium e all’aumento dei prezzi all’origine: per il 12 mesi la media annuale si è attestata a 13,22 euro/kg (+20,6% vs 2024), mentre per il 24 mesi l’aumento è stato del +24,8%, passando da 12,50 €/kg a 15,59 euro/kg nel 2025. Il Consorzio si sta posizionando su una dimensione economica coerente con il piano pluriennale al 2030. Il calo dei volumi in Italia è stato perfettamente compensato dall’avanzata dei quantitativi esportati con un posizionamento di prezzo remunerativo che, associato all’aumento dei listini all’origine, ha generato un grande balzo nella creazione del valore globale”.
Carmine Forbuso, direttore marketing: “il budget salirà a circa 40 milioni di euro”

Il Consorzio ha sostenuto la crescita con un forte incremento degli investimenti in marketing e comunicazione, arrivati a 34,3 milioni di euro nel 2025 (contro i 24 milioni di euro del 2024).

«Abbiamo fatto un balzo importante negli investimenti per sostenere lo sviluppo internazionale – ha detto Carmine Forbuso, direttore marketing – e quest’anno il budget salirà a circa 40 milioni di euro focalizzato su Italia, Spagna, Francia, Regno Unito e Usa. L’obiettivo è supportare un prodotto destinato a diventare un brand globale. Un sostegno a questo obiettivo arriva con la nuova campagna globale “Più grande, insieme” che si propone di ringiovanire il target dei consumatori”. Il Parmigiano Reggiano rafforza il proprio ruolo di specialità premium e prosegue nel percorso di affermazione come brand iconico del Made in Italy. Centrale resta il lavoro sulla distintività della Dop, attraverso una maggiore informazione al consumatore su stagionatura, origine, processo produttivo e caratteristiche organolettiche.
In Italia il Parmigiano Reggiano viene acquistato meno spesso e in porzioni più contenute
In Italia l’aumento dei prezzi al consumo ha determinato una riduzione della frequenza di acquisto e delle quantità per singolo atto, pur mantenendo stabile la base dei consumatori e sostenendo il valore complessivo. Parmigiano Reggiano non perde acquirenti nelle famiglie italiane, ma viene acquistato meno spesso e in porzioni più contenute: il risultato è una flessione dei volumi pari a circa il 10%, a fronte di una sostanziale tenuta del giro d’affari.
Sul fronte dei prezzi, prosegue il rafforzamento delle quotazioni all’origine: per il 12 mesi la media annuale si è attestata a 13,22 €/kg (+20,6% vs 2024),mentre per il 24 mesi l’aumento è stato del +24,8%, passando da 12,50 €/kg a 15,59 €/kg nel 2025.
La produzione cresce rispetto all’anno precedente, attestandosi a 4,19 milioni di forme contro i 4,079 milioni del 2024 (+2,7%). Parma si conferma prima provincia per volumi produttivi (1,391 milioni di forme), seguita da Reggio Emilia (1,242 milioni di forme), Modena (0,918 milioni di forme), Mantova (0,524 milioni di forme) e Bologna (0,115 milioni di forme).
La quota Italia si attesta al 49,5% (osservatorio Sell-In Nielsen). A livello distributivo, la GDO si conferma primo canale (65,5%), seguita dall’industria (17,3%), sostenuta dalla crescente diffusione dei prodotti contenenti Parmigiano Reggiano come ingrediente. Il canale Horeca si conferma ancora marginale, attestandosi al 6,7% del totale, ma con ampi margini di crescita. Il restante 10,5% è distribuito negli altri canali di vendita.
Il 2025 segna un ulteriore passo nel percorso di internazionalizzazionedella Dop: la quota export supera la metà del totale, attestandosi al 50,5% (pari a 74.980 t.), con una crescita del +2,7%. Tra i principali mercati, performance positive si registrano nel Regno Unito (+7,8%, 8.400 t.), in Canada (+8,3%, 3.900 t.) e Svezia (+8,8%, 2.500 t.). Anche gli Stati Uniti hanno confermato un trend positivo (+2,3%, 16.800 t.), mentre sono rimasti stabili i volumi destinati a Francia (-0,3%, 14.800 t.), e Germania (+0,1%, 10.400 t.).
Proprio negli Stati Uniti (primo mercato estero per il Parmigiano Reggiano) il quadro resta complesso. La recente introduzione di dazi aggiuntivi, che si sommano alla tariffa storica del 15%, ha portato il livello complessivo al 25%, con la possibilità di ulteriori incrementi. A ciò si aggiunge una forte incertezza normativa e operativa, che sta rallentando le importazioni: molti operatori attendono maggiore chiarezza prima di procedere con nuovi ordini. Una situazione che, insieme alle tensioni geopolitiche, rappresenta un elemento di rischio per il 2026.
Il nuovo progetto Turismo del Parmigiano Reggiano

Nel corso della conferenza è stato inoltre presentato da Cristiano Casa, destination manager del Consorzio del Parmigiano Reggiano, il nuovo “Progetto Turismo”, che segna un’evoluzione strategica per il Consorzio: il Parmigiano Reggiano diventa una vera e propria destinazione.

Si tratta della prima iniziativa organica di sistema che valorizza il territorio come leva di costruzione di marca, integrando caseifici, aziende agricole, ospitalità ed esperienze gastronomiche. Il progetto punta a intercettare e sviluppare un flusso turistico dedicato all’interno di un territorio che registra già circa 4 milioni di visitatori l’anno, con l’obiettivo di passare da circa 85.000 a 300.000 visitatori entro il 2029.

Il piano prevede investimenti diretti del Consorzio, interamente privati e non supportati da fondi pubblici, con l’obiettivo di strutturare l’offerta di accoglienza e rafforzare il legame tra prodotto e territorio, trasformando il Parmigiano Reggiano in un’esperienza oltre che in un’eccellenza gastronomica.
«Il turismo è una leva fondamentale per rafforzare il valore percepito del prodotto – ha sottolineato Casa –.L’esperienza diretta nei caseifici, oltre a Caseifici Aperti, consentirà al consumatore di comprendere davvero cosa c’è dietro al prodotto». Anche la ristorazione rappresenta un canale strategico, oggi ancora marginale (6,7%), ma con ampi margini di crescita.
Tra le tante iniziative spicca una nuova installazione dedicata alla promozione del territorio di origine del Parmigiano Reggiano alla Stazione Centrale di Milano

Sul grande schermo scorrono infatti “partenze” speciali: destinazioni come i caseifici di Modena, Parma, Reggio Emilia, Bologna e Mantova, con indicazione dei tempi di viaggio, invitano il turista a scoprire il territorio di origine del Parmigiano Reggiano e la sua filiera produttiva.
Il messaggio finale “La tua prossima meta? I nostri caseifici” invita i viaggiatori a prenotare una visita attraverso un QR code.
I numeri del Parmigiano Reggiano (dati 2025)
2.103 allevatori/conferenti latte ai caseifici attivi a dicembre 2025
242.000 bovine di oltre 27 mesi di età per la produzione di latte
2,08 milioni di tonnellate di latte prodotto
15,5% della produzione nazionale di latte vaccino
287 caseifici produttori a dicembre 2025
4.189.945 forme prodotte (pari a circa 168.225 tonnellate)
50.000 persone coinvolte nella filiera produttiva
2,15 miliardi di euro giro d’affari alla produzione
3,96 miliardi di euro giro d’affari al consumo
74.980 tonnellate esportate vs 72.440 tonnellate nel 2024
50,5% quota export vs 48,7% nel 2024

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