Dopo una edizione primaverile da +50% di visite rispetto al 2024
È tutto pronto sabato 4 e domenica 5 ottobre per Caseifici Aperti, l’appuntamento promosso dal Consorzio del Parmigiano Reggiano che due volte all’anno offre a tutti – dai foodies fino alle famiglie – la possibilità di partecipare e immergersi nella produzione della Dop. E lo fa dopo i grandi numeri ottenuti per l’edizione primaverile dello scorso 12-13 aprile, dove rispetto a quella del 2024 è stato raggiunto un +50% di visite durante i due giorni.
L’iniziativa coinvolge ben 45 caseifici in tutte le province della zona di origine, di cui 18 a Parma, 12 a Reggio Emilia, 9 a Modena, 5 a Mantova (alla destra del Po come da disciplinare) e uno a Bologna (alla sinistra del Reno). E sono tantissime le opportunità a disposizione dei curiosi: collegandosi al sito di Caseifici Aperti è possibile prenotarle, a partire dalla visita durante la produzione alla sempre ambita apertura della forma, passando dalle degustazioni ai pranzi fino ad attività per bambini.
Un evento, quello di Caseifici Aperti, in costante sviluppo. Se nel 2024 erano state totalizzate 22mila presenze complessive nelle due iniziative, il 2025 ha già registrato un +50% di visitatori per l’edizione primaverile. Ma oltre ai due appuntamenti, i caseifici del comprensorio sono visitabili tutto l’anno tramite prenotazione con un interesse crescente: gli accessi totali nel 2024 sono stati oltre 180.000, in aumento del 5,9% sul 2023. Iniziative che rispecchiano un turismo enogastronomico sempre più esteso (valore 40,1 miliardi di euro in Italia secondo il rapporto di AITE e Visit Emilia) dove gli stranieri hanno un ruolo importante anche per il Parmigiano Reggiano: nel 2024 le visite ai caseifici hanno coinvolto circa il 50% di curiosi dall’estero, soprattutto da USA, Germania, Francia e Regno Unito.

Più di una semplice visita
Non si tratta infatti di semplici visite guidate ai caseifici, alle stalle e ai magazzini di stagionatura, di spacci aperti, di eventi per bambini e degustazioni, ma di un autentico viaggio nel tempo alla scoperta del metodo di lavorazione artigianale della Dop, rimasto invariato da oltre nove secoli (si produce oggi con gli stessi ingredienti di mille anni fa – latte crudo, sale e caglio, con una produzione del tutto naturale, senza l’uso di additivi o conservanti): un tour nella zona d’origine ricca di storia, arte e cultura.

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