Nasce l’Accademia del Parmigiano Reggiano
La Dop è sempre più internazionale: la quota export rappresenta quasi la metà del totale (48,7) con gli Stati Uniti che sono primi per l’export
Si è svolto lo scorso 17 aprile, l’annuale conferenza stampa del Consorzio del Parmigiano Reggiano che ha presentato i dati economici del 2024. All’incontro svoltosi a Palazzo Giureconsulti a Milano hanno partecipato, Riccardo Deserti, direttore del Consorzio, Luigi Chiarello, capo servizio a Italia Oggi, moderatore dell’incontro, Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio di tutela e Carmine Forbuso, direttore marketing del Consorzio.

Dopo l’introduzione di Luigi Chiarello è stato Riccardo Deserti, direttore del Consorzio, ad illustrare i dati economici dell’anno 2024.

A fronte di uno scenario di crisi geopolitica, di incertezza sui mercati internazionali e dei timori che prendesse piede un contesto mondiale di misure restrittive al libero commercio, nel complesso, il giro d’affari al consumo ha toccato il massimo storico di 3,2 miliardi di euro contro i 3,05 miliardi del 2023, con un aumento del 4,9%. Risultati positivi per le vendite totali a volume (+9,2%), sostenute da un andamento positivo delle vendite in Italia (+5,2%) e, soprattutto, dell’export (+13,7%).
In aumento anche le quotazioni all’origine: per il 12 mesi la media annuale si è attestata a 11,0 €/kg, segnando un +9% rispetto ai 10,13 €/kg del 2023; per il 24 mesi, l’aumento è stato del +5%, passando dagli 11,90 €/kg dello scorso anno ai 12,5 €/kg del 2024.
La provincia di Parma prima per produzione con 1.362.226 forme
La produzione è risultata stabile rispetto al 2023: 4,079 milioni di forme vs 4,014 milioni nel 2023 (+1,62%). Tra le provincie della zona di origine, prima per produzione è Parma (1.362.226 forme vs 1.350.415, +0,87%), seguita da Reggio Emilia (1.217.128 forme vs 1.217.380, -0,02%), Modena (877.874 forme vs 860.971, +1,96), Mantova (507.631 forme vs 476.361, +6,56) e Bologna (114.389 forme vs 109.173, +4,77%).
La Grande distribuzione primo canale distributivo
La quota Italia si attesta al 51,3% (osservatorio Sell-In Nielsen). Per quanto riguarda i canali distributivi, la GDO rimane il primo (65%), seguita dall’industria (18%), che beneficia della crescente popolarità dei prodotti caratterizzati dalla presenza di Parmigiano Reggiano tra gli ingredienti. Il canale Horeca rimane fanalino di coda, e quindi con un enorme potenziale di sviluppo, attestandosi al 7% del totale. Il restante 10% è distribuito negli altri canali di vendita. Le vendite dirette dei caseifici (che si concentrano per oltre l’85% in Italia, pari a circa 9.000 tonnellate) rappresentano il 5,5% delle vendite totali e hanno registrato un forte aumento (+13,0%).
Il futuro del Parmigiano Reggiano è l’export
Per il Consorzio, se c’è una certezza che il 2024 ha consolidato è che il futuro del Parmigiano Reggiano è sui mercati internazionali: la quota export rappresenta oggi quasi la metà del totale, il 48,7% (pari a 72.440 t.), con una crescita del +13,7%.
Risultati particolarmente positivi sui cinque mercati principali: USA (+13,4%), Francia (+9,1%), Germania (+13,3%), Regno Unito (+17,8%) e Canada (+24,5%). Note positive anche per il Giappone (+6,1%), primo mercato in Asia, e Australia (+28,2%).
Il Parmigiano Reggiano brand iconico a livello mondiale
Con 28,4 milioni di euro investiti per azioni di marketing e comunicazione, Parmigiano Reggiano ha confermato il percorso avviato da alcuni anni per diventare un vero brand iconico globale, pronto ad affrontare gli ostacoli posti da mercati estremamente vasti, ricchi di prodotti d’imitazione e caratterizzati da una marcata confusione al momento dell’acquisto.

Sia il Presidente Nicola Bertinelli che Carmine Forbuso, direttore marketing del Consorzio hanno sottolineato l’importanza di questo aspetto di render iconico il brand. “Il Parmigiano Reggiano –hanno sottolineato– deve diventare un fenomeno culturale, non un semplice formaggio, ma un formaggio che viene scelto amato e celebrato sempre di più. Una scelta di stile di vita, un’icona del saper fare italiano”.
In questo quadro l’impegno del Consorzio è quello di fornire al consumatore più informazioni sulle sue caratteristiche: la stagionatura, la provenienza, il processo produttivo e il gusto, tutti particolari che offrono l’opportunità di differenziarsi dai concorrenti. Il prerequisito deve essere la QUALITA’ di un prodotto di eccellenza
Nasce l’ Accademia del Parmigiano Reggiano
Durante l’incontro stampa è stato annunciato la nascita dell’Accademia del Parmigiano Reggiano per divulgare il lato informativo e culturale del prodotto e del territorio di provenienza.
La strategia è basata su 3 punti: A) diversificare la domanda sia rinnovando il target (focus 30-45 anni) sia cercando nuove vie di consumo: piacere di scoprire cose nuove, dagli apericena ai momenti esperienzali. B) elevare la percezione di brand valorizzando il valore culturale del prodotto legato al territorio, alle iniziative turistiche come Caseifici Aperti per scoprire come nasce il Parmigiano Reggiano insieme a chi lo produce. C) comunicare in modo più moderno lanciando una nuova piattaforma di comunicazione di posizionamento e investendo di più sul digital e sul marketing.
La riflessione di Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio di tutela

«Il 2024 è stato un anno di grandi sfide per il Parmigiano Reggiano, ma si è concluso con risultati record: giro d’affari al consumo che ha toccato il massimo storico di 3,2 miliardi di euro, vendite totali a volume al +9,2%, vendite in Italia al +5,2% e, soprattutto, export al +13,7%», ha detto il presidente del Consorzio. «Nel prossimo futuro, dovremo sempre più investire sulla crescita nei mercati esteri, che rappresentano il futuro della nostra Dop, con una quota export che ha raggiunto quasi la metà del totale, il 48,7%. È obbligatorio creare nuovi spazi nei mercati internazionali e sarà necessario guidare le precondizioni affinché ciò si possa avverare.
I dazi non ci rallegrano
È evidente come in questo scenario, gli USA, ovvero il nostro primo mercato estero, svolgano un ruolo fondamentale. L’aumento dei dazi sul Parmigiano Reggiano è una notizia che di certo non ci ha rallegrato, ma il nostro è un prodotto premium e l’aumento del prezzo non porta automaticamente a una riduzione dei consumi. Lavoreremo per cercare con la via negoziale di fare capire per quale motivo non ha senso applicare dazi a un prodotto come il nostro che non è in reale concorrenza con i parmesan americani. Con gli USA occorre intavolare un ragionamento sul fatto che non si hanno vantaggi nell’intraprendere una guerra commerciale, né da un lato né dall’altro. Questo dialogo non va condotto bilateralmente dai singoli Paesi, ma dall’Unione Europea. Stiamo attraversando un momento di grande cambiamento, caratterizzato da uno scenario di incertezze legato ai conflitti in essere, da nuovi limiti imposti al libero commercio e da una nuova sensibilità del consumatore che cerca in ciò che mangia quei valori che il nostro prodotto incarna e che deve fare emergere per diventare sempre più una marca globale”.
I numeri del Parmigiano Reggiano (da1 2024)
2.103 allevatori / conferenti latte ai caseifici attivi
238.000 bovine di oltre 24 mesi di età per la produzione di latte
2,04 milioni di tonnellate di latte prodotto
15,7% della produzione nazionale di latte vaccino
291 caseifici produttori
4.079.248 forme prodotte (pari a circa 163.495 tonnellate) vs 4,014 milioni nel 2023 (+1,62%)
50.000 persone coinvolte nella filiera produttiva
1,77 miliardi di euro giro d’aGari alla produzione vs 1,67 miliardi di euro nel 2023 (+6%)
3,2 miliardi di euro giro d’aGari al consumo vs 3,05 miliardi di euro nel 2023 (+4,9%)
72.440 tonnellate esportate vs 63.770 tonnellate nel 2023 (+13,6%)
48,7% quota export vs 43% nel 2023

Parmigiano Reggiano: Nicola Bertinelli riconfermato per acclamazione Presidente del Consorzio di Tutela

L’imprenditore sarà alla guida dell’ente di tutela per i prossimi quattro anni. Lo affiancherà Daniele Sfulcini, vicepresidente. Leggere la notizia su Gustoh24.
