Etichette più trasparenti e stop ai “burger vegetali”
l Parlamento europeo ha approvato mercoledì (8 ottobre) la propria posizione negoziale su due dossier centrali per il futuro del settore agricolo europeo: la semplificazione della Politica agricola comune (Pac) e la revisione del regolamento sull’Organizzazione comune dei mercati agricoli (Ocm). Entrambi i testi definiscono il mandato con cui l’Aula negozierà con il Consiglio dell’Ue nei prossimi giorni, con l’obiettivo di raggiungere un accordo definitivo entro la plenaria di novembre
L’Unione europea punta a procedere rapidamente su entrambi i dossier. I negoziati con gli Stati membri sono già iniziati il 9 ottobre per la Pac, e il 14 ottobre per quanto riguarda l’Ocm, con l’obiettivo di approvare definitivamente i regolamenti durante la sessione plenaria di novembre 2025.
Il testo sulla semplificazione della Pac è stato approvato con 492 voti favorevoli, 111 contrari e 39 astensioni. A votare contro sono stati i gruppi dei Verdi, della Sinistra e una minoranza di deputati socialisti e liberali, contrari all’allentamento dei vincoli ambientali.
Il testo, che fungerà da base per i negoziati con il Consiglio include il discusso emendamento proposto dalla relatrice francese del PPE Céline Imart che prevede il divieto di utilizzare termini riconducibili alla carne per i prodotti di origine vegetale. Per l’entrata in vigore delle modifiche servirà ora un accordo con gli Stati membri.
Alcuni aspetti del provvedimento adottato dal Parlamento.
Definizione più rigorosa degli alimenti di “carne”
I deputati introducono una nuova definizione di carne, descritta come “parti commestibili di animali”, e stabiliscono che denominazioni quali “bistecca”, “scaloppina”, “salsiccia” o “hamburger” siano riservate esclusivamente ai prodotti che contengono carne, escludendo quelli coltivati in laboratorio.
Etichette con più chiarezza
Il Parlamento chiede maggiore chiarezza sull’uso dei termini “giusto”, “equo” o equivalenti per i prodotti agricoli e propone che i criteri per consentirne l’inserimento in etichetta includano il contributo dei prodotti allo sviluppo delle comunità rurali e alla promozione delle organizzazioni di agricoltori.
Si chiede inoltre che l’espressione “filiera corta” sulle etichette o nella pubblicità sia riservata ai prodotti realizzati nell’UE con un numero limitato di intermediari tra agricoltore e consumatore finale, scambiati su brevi distanze o in tempi ridotti.
Residui di antiparassitari negli alimenti importati
I deputati sostengono che gli alimenti e i mangimi di origine vegetale o animale possono essere importati da paesi terzi solo se i livelli di residui di antiparassitari sono inferiori ai limiti massimi consentiti per i prodotti dell’UE.
