Chiude con successo anche la seconda edizione svoltasi al Castello di Rocca Cilento. 75 aziende presenti da tutte le regioni italiane e area Med, con l’obiettivo di valorizzare le loro produzioni di eccellenza
“Puntare sulla qualità come via da seguire e da privilegiare in ogni scelta per proporre con successo i propri prodotti”. E’ questa, come ha spiegato l’olivicoltore Giorgio Franci nel corso di un convegno proposto dalla manifestazione “OlivitalyMed” ospitata al Castello di Rocca Cilento dal 26 al 28 aprile, la strategia di mercato seguita dalla sua azienda, Frantoio Franci a Montenero d’Orcia in Toscana. Ma la stessa strategia è quella seguita dalle 75 aziende – da quelle del territorio cilentano a regioni come Puglia, Basilicata, Calabria, Toscana e anche una rappresentanza dei Paesi dell’area Med – presenti alla kermesse sull’extravergine di qualità ideata dallo scomparso architetto e imprenditore, nonché proprietario dei Castelli di Rocca Cilento e di Limatola (BN), Stefano Sgueglia e oggi portata avanti dalla moglie Pina Martone Sgueglia e dai figli Piera e Tonio. La seconda edizione della manifestazione ha confermato il successo del debutto, con un qualificato parterre di buyer internazionali ad affollare la sala “Stefano Sgueglia” che ospitava gli stand dei produttori e tanti esperti del settore a condurre masterclass e dibattere sugli scenari dell’extravergine, peraltro ancora lontano – come hanno sottolineato Pina Martone Sgueglia e l’assessore all’agricoltura della Regione Campania Nicola Caputo, intervenuto nella giornata inaugurale della kermesse – da quella considerazione che dovrebbe avere, visti i comprovati pregi nutrizionali e salutistici del prodotto che il consumatore tuttavia non percepisce ancora adeguatamente. Perciò accade che per una bottiglia di vino si spendano anche cifre importanti, mentre per l’extravergine di qualità si esiti a pagare a 20-30 euro.
“Soldi che sarebbe invece importante spendere, considerato che la dose giornaliera di extravergine raccomandata di 20 grammi al giorno fa bene alla salute” – ha osservato Gino Catania, presidente Consorzio di tutela Nocellana dell’Etna, prendendo la parola nel convegno, moderato da Stefano Carboni, sulla carta degli oli e olive da tavola. Catania ha lanciato l’appello ai ristoratori di dare visibilità sulla tavola all’extravergine di oliva, con proposte selezionate che potrebbero anche avere un costo a parte, come si fa per altre voci del conto finale.
“Creare una carta degli oli non è impossibile”, ha osservato da parte sua Antonio Pace, presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, posto che “vanno innanzitutto selezionati due-tre tipi di extravergine che vadano bene con tutti i tipi di pizza”. L’associazione peraltro – ha ricordato Pace – indica nell’extravergine una delle componenti obbligatorie nel Disciplinare che devono seguire i pizzaioli aderenti.

“Quel che è certo è che, prima di vendere extravergine, va creata cultura sull’extravergine” – ha osservato, intervenendo al talk, Marco Oreggia, curatore della Guida “Flos Olei”, premiato durante la manifestazione con il Premio OlivitalyMed in memoria di Stefano Sgueglia.
Secondo Nicolangelo Marsicani, produttore cilentano e sommelier dell’olio nell’ambito dell’Associazione Oleum-Associazione Professionale Internazionale Assaggiatori Oli d’oliva, di cui è vicepresidente, “Guide come Flos Olei possono essere appunto un buon strumento di penetrazione presso il pubblico della cultura dell’olio”.
A parere di Marsicani, il problema della cultura dell’olio risiede nel fatto “che al riguardo è del tutto assente la comunicazione istituzionale e invece solo questa può raggiungere una fascia ampia di pubblico”. Comunque Marsicani vede prospettive positive per il settore, in quanto “ci sono sempre più interlocutori pronti a recepire il discorso della qualità e c’è dunque spazio per crescere per i produttori che fanno qualità”.

“Noi siamo qui proprio per dare dimostrazione pratica della qualità dei nostri prodotti, proponendo l’assaggio al pubblico presente che peraltro è un pubblico selezionato e la qualità la capisce” – ci ha detto Rosanna, che con il marito Massimo Iaia è alla guida di Agriolea-Azienda Agricola e Frantoio di Ostuni che produce oli extravergini di grande qualità insigniti di riconoscimenti dal Gambero Rosso e Bibenda. Tre le tipologie di oli che caratterizzano la linea produttiva di Agriolea. Da cultivar tipiche del territorio pugliese la proposta “Ardore”, monocultivar di Coratina e “N’Alia”, monocultivar di Ogliarola Salentina. C’è poi il blend “Olio” (Frantoio, Pechioline, Leccino). L’azienda punta inoltre sulla diversificazione, con la linea di creme salate e dolci e con i condimenti a base di olio di olive e limone, arancia, peperoncino e basilico. “Questi condimenti stanno avendo un buon successo di pubblico – ha osservato Rosanna – Soprattutto l’estero è interessato, con questi profumi arriva un po’ di Puglia nelle loro case!”.

“Manifestazioni come questa sono utili per noi piccoli produttori, c’è anche una bella presenza di imprenditrici femminili e mediamente l’età è giovane” – ci ha detto Maria Bello dell’Azienda Agricola Bello a Vietri di Potenza, con il “DueCuori” extravergine di punta della produzione. “Bisogna diffondere la cultura dell’olio tra i più giovani – ha aggiunto Bello – e noi, come azienda, ci impegniamo in questa direzione”.
Da parte sua Nicolangelo Marsicani, alla guida di Frantoio Marsicani nel cuore del Cilento, ha sottolineato come “manifestazioni come questa siano utili nel momento in cui le aziende riescono a cogliere le opportunità di incontro e confronto, e direi che sono state colte. Ho visto dinamismo in fiera”. Quanto alla realtà olivicola cilentana, per Marsicani è “parte dell’eccellenza italiana, ha diverse realtà di punta, quello è che occorre fare è che queste eccellenze diventino sempre più numerose”.
