Un nuovo simbolo per la regione: nel Defr regionale la strategia che unisce promozione, qualità, paesaggio e sostegno alle imprese: dalla filiera enogastronomica al vino, la Regione punta su identità e competitività
Nasce ufficialmente il progetto del Marchio Umbria come nuovo segno distintivo pensato per valorizzare e promuovere l’intero patrimonio enogastronomico regionale. L’iniziativa, inserita nel Documento di economia e finanza regionale (Defr), rappresenta una delle operazioni più strategiche della Regione, con l’obiettivo di rafforzare identità e competitività del territorio, proposto dall’assessora Simona Meloni.
Il nuovo marchio non sostituirà le certificazioni già esistenti – Dop, Igp e Bio – ma le affiancherà, diventando uno strumento di riconoscibilità immediata sui mercati e facilitando la percezione del valore aggiunto delle produzioni umbre.
Un patrimonio agroalimentare che vale
Il Defr fotografa un comparto di grande ricchezza: l’Umbria conta 34 Indicazioni Geografiche tra cibo e vino, che la collocano al tredicesimo posto in Italia. Il valore economico è forte, trainato soprattutto dal settore vitivinicolo, con 21 tra Dop e Igp. Il resto proviene in larga parte da carni e prodotti a base di carne, con eccellenze come il Prosciutto di Norcia Igp e il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale Igp.
Nuove politiche per filiere, paesaggio e sostenibilità
Accanto al Marchio Umbria, il Defr introduce due nuove linee d’azione:
- Linee guida regionali per pascoli e alimentazione animale, per rafforzare la relazione tra qualità del prodotto e benessere degli animali.
- Incentivi alle aziende Dop e Igp per la tutela e la valorizzazione del paesaggio rurale: dalle pratiche di pascolo qualificato ai muretti a secco nei vigneti, dalla gestione degli oliveti alla salvaguardia dei pascoli montani.
L’obiettivo è sostenere l’intera filiera della qualità, accompagnando le imprese nei percorsi di innovazione, tracciabilità, sostenibilità e promozione.
Simona Meloni: “Indossiamo la maglia dell’Umbria”

“Abbiamo deciso di inserire il Marchio Umbria perché dobbiamo sempre più indossare la stessa maglia della nostra regione”, spiega l’assessora all’Agricoltura e al Turismo Simona Meloni. “La nostra è una terra con cibo, territorio e artigianato senza pari: il marchio diventa un simbolo di eccellenza e uno strumento decisivo per la promozione”.
Vino: più strumenti per l’estero e contro i dazi
Particolare attenzione è riservata anche al settore vitivinicolo, esposto al rischio dei dazi Usa. La Regione punta a utilizzare tutte le opportunità dell’Ocm Vino – Promozione Paesi Terzi, con l’eventuale ricorso a risorse aggiuntive per sostenere le cantine umbre all’estero.
Le azioni previste sono due:
1 investimenti per migliorare strutture aziendali e rete commerciale;
2 incentivi regionali per attività di enoturismo e storytelling, ormai fondamentali per costruire l’identità del vino umbro e rafforzarne la presenza sui mercati internazionali.
