Creatività, sostenibilità e radici profonde: lo chef salentino che trasforma ogni ingrediente in racconto

Un percorso tra dolci, viaggi e sperimentazione quello dello chef salentino. Il viaggio culinario di Luca Sabetta comincia tra i profumi intensi del Salento, tra pentole, passione e tecnica. Dopo essersi formato presso l’Istituto Alberghiero Columella di Lecce, inizia subito a distinguersi per la sua attenzione al dettaglio: durante gli studi, lavora come stagista in una nota pasticceria locale con il maestro Frederic Bourse, dove sviluppa una sensibilità unica per le consistenze e le trasformazioni.

Il suo talento e la voglia di scoperta lo portano ben presto lontano: New York, Giappone e altri angoli del mondo diventano la sua palestra di idee. Qui conosce ingredienti per lui nuovi, tecniche lontane, filosofie differenti. E comincia a immaginare un modo nuovo di raccontare il Salento: contaminato, sorprendente, personale.

Chef dei grandi eventi e giudice internazionale

Nel 2024 e nel 2025, Sabetta è stato chef ufficiale del Festival di Sanremo, firmando piatti per artisti e ospiti internazionali. La sua esperienza lo ha portato anche nel mondo della pizza gourmet, come giudice del Campionato Mondiale Pizza DOC: un segno di quanto la sua visione venga ormai riconosciuta oltre i confini regionali.

Oggi è lo chef del ristorante Stella del Mare a Galatina, in provincia di Lecce, un progetto condiviso con Mino e Martina, titolari anche della pescheria omonima. Da qui parte ogni giorno la sua sfida creativa.

Zero sprechi, mille visioni

La filosofia di Luca è chiara: nessuno scarto, tutto ha un valore. Le verdure vengono utilizzate in ogni loro parte — bucce trasformate in chips o polveri, l’acqua vegetale utilizzata per coulis, gelée o perfino sferificazioni. Lo stesso vale per il pesce: squame come chips croccanti, lische essiccate e ridotte in polvere per arricchire impasti, fino alla creazione del suo celebre “foie gras di mare”, simbolo di una cucina circolare, rispettosa, ma incredibilmente gourmet.

Non solo Salento: il mondo nel piatto

Sebbene parta da prodotti locali, la cucina di Luca Sabetta è un ponte verso il mondo. Non rinnega le origini, ma le mette in dialogo con altre culture, altre spezie, altre tecniche. Il risultato? Piatti che sorprendono, emozionano, e fanno riflettere.

L’ intervista allo Chef Luca Sabetta

Domanda: Chef, quando ha capito che la cucina sarebbe stata il suo cammino?

Risposta: Quando ho visto la trasformazione della materia in pasticceria. Lì ho capito che c’era qualcosa di magico che volevo esplorare.

D: Quanto hanno influito i suoi viaggi?

R: Moltissimo. Ogni paese che ho visitato mi ha insegnato qualcosa che oggi vive nei miei piatti.

D: Zero sprechi: una moda o una necessità?

R: Una necessità etica. Il vero lusso è saper usare tutto, valorizzare anche ciò che altri scartano.

D: Un piatto che la rappresenta?

R: Il mio foie gras di mare. È Salento, è tecnica, è provocazione, ma con rispetto.

D: Il futuro della cucina?

R: Sarà sempre più consapevole. Chi cucina deve raccontare storie vere, senza sprechi e senza maschere.

Luca Sabetta è lo specchio di una cucina che cambia, che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici. Innovazione, tecnica, sostenibilità: nel suo piatto c’è tutto questo. Ma soprattutto, c’è il cuore di un cuoco che ha scelto di raccontare il suo Salento… con il linguaggio del mondo.