Il “caso” sollevato sul quotidiano il Fatto Quotidiano dalla giornalista Selvaggia Lucarelli

Forbes Italia è stata sanzionata dall’AGCM con una multa da 150 mila euro per pubblicità occulta legata alla guida chiamata  “100 ristoranti & co. Innovativi 2025 redatta in collaborazione con la rivista di enogastronomia Il Forchettiere.

La questione era stata sollevata nel mese di novembre del 2024 da un articolo sul Fatto Quotidiano della giornalista Selvaggia Lucarelli.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) ha giudicato la pratica ingannevole e idonea a falsare la concorrenza, sottolineando la particolare insidiosità della pubblicità occulta camuffata da redazione.

La parola a Valerio Massimo Visintin, il critico mascherato

Valerio Massimo Visintin, scrittore, giornalista e critico gastronomico del Corriere della sera, che gira per i ristoranti della penisola senza essere riconosciuto, ha così commentato sui social l’affaire Forbes Italia.

Valerio Massimo Visintin

Notizie buone e notizie cattive da un singolo fatto di cronaca. Quella buona è che, in data 25 agosto, l’Agcom (Autorità garante della concorrenza e del mercato) ha ufficializzato una significativa sanzione pecuniaria (150mila euro) a carico di BFC Media S.p.A. “editore del supplemento al n. 84 di ottobre 2024 di Forbes Italia dal titolo ‘100 Ristoranti & co. Innovativi 2025’, consistente in una fattispecie di pubblicità occulta”. 

Ricordate cosa accadde? Un dietro le quinte svelato da Selvaggia Lucarelli il 13 novembre scorso, con articolo a piena pagina sul Fatto Quotidiano. 

In sostanza, il curatore dell’inserto, il giornalista Marco Gemelli, aveva chiesto quattrini a un certo numero di ristoranti, mettendo in vendita il privilegio d’essere inclusi tra i 100 della selezione.

Il Gemelli contattava chef e imprenditori via email, scrivendo testualmente: “abbiamo dato un’occhiata al ristorante e propongo l’inserimento di una scheda di una pagina più tutti i benefit che legge in allegato a 2500 euro + iva”.

Il problema è che la contrattazione restava nell’ombra, lasciando al lettore un’impressione fuorviante. 

L’Autorità condanna Forbes: “non risulta avere adottato alcuna dicitura per palesare e rendere così esplicita la natura pubblicitaria dell’inserto. […] Il supplemento appare vieppiù confezionato in modo tale da indurre i lettori a ritenere che si tratti di una guida redatta a valle di una qualche selezione genuina”.

Se è vero che l’impunità è il massimo incentivo alle cattive azioni, c’è motivo di trarre un filo di speranza da questo epilogo.

Quali sarebbero, allora, le cattive notizie? È scoraggiante il silenzio con il quale è stata accolta la sentenza nel simpatico pianeta del food, persino tra le maglie dei social, con la sola eccezione della testata Dissapore. L’omertà, per gli inquilini di questo demi-monde, è un’abitudine dettata dalla paura o da una supposta convenienza. Quando non si tratti di un vero stile di vita, corroborato dall’idea che le regole rappresentino un pensiero antico e limitante, una tradizione senza innovazione.

E l’Ordine dei giornalisti? Non mi sembra vi siano procedimenti disciplinari in corso. Spero d’essere smentito.

#VMV