Una serata dove tra aperitivo e cena sono stati serviti agli ospiti presenti, tra cui il ‘Cittadino globale dell’anno’ Javier Bardem, tutti i prodotti d’eccellenza delle 6 filiere

È quanto è accaduto venerdì sera a New York, dove Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy – attraverso Alessandra Foppiano, portavoce di Fondazione ed executive manager di Parma Alimentare – ha partecipato alla 29esima edizione degli UNCA Awards, l’evento di punta organizzato dalla United Nations Correspondents Association (UNCA) – l’associazione che racchiude circa 250 corrispondenti delle Nazioni Unite con presidente la giornalista italiana Valeria Robecco – per celebrare l’eccellenza nella stampa internazionale.

E per gli 80 anni dell’ONU, l’evento è stato ospitato proprio nello storico palazzo di vetro di New York; un teatro di eccellenza dove ospiti di prestigio da tutto il mondo hanno potuto degustare i prodotti delle 6 filiere di Parma Food Valley serviti durante la serata (dall’aperitivo alla cena): Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano, alici (Delicius, Rizzoli Emanuelli, Zarotti), latte (Parmalat), pasta (Barilla) e pomodoro (Mutti e Rodolfi Mansueto).

Tra loro non mancava anche il celebre attore Javier Bardem, premiato ‘Cittadino globale dell’anno’ all’interno di un riconoscimento che l’UNCA assegna ogni anno a personalità di alto profilo che si sono battute per diverse cause mondiali (Bardem è ambasciatore di Greenpeace). Un nome che si affianca a quelli degli anni precedenti come Stevie Wonder, Leonardo DiCaprio, SharoneStone, Andrea Bocelli e Angelina Jolie.

Durante la serata di gala, in cui è stato ospite anche lo chef tristellato Massimo Bottura, Fondazione – attraverso la regia di Parma Alimentare – ha così perseguito nel il proprio obiettivo, ovvero promuovere la cultura legata al patrimonio enogastronomico della Parma Food Valley. 

IL SOSTEGNO ALLA CANDIDATURA DELLA CUCINA ITALIANA A PATRIMONIO UNESCO

L’evento all’ONU ha rappresentato una grande occasione per celebrare anche la recente nomina della Cucina Italiana a patrimonio culturale immateriale UNESCO, in una candidatura che Fondazione ha sempre sostenuto. L’ente infatti è nato proprio nel 2017, a promuovere il riconoscimento UNESCO del 2015 che aveva nominato Parma come prima città creativa in Italia per la gastronomia.

Un percorso che ha inevitabilmente abbracciato il progetto portato avanti da La Cucina Italiana lavorando assieme già dal 2020. E che ha trovato il suo culmine nella tavola rotonda organizzata in occasione della Cena dei Mille di Parma dal titolo ‘La Cucina Italiana siamo noi. Quando l’Italia fa sistema’ in cui partecipò anche Pier Luigi Petrillo, autore del dossier risultato poi vincente nella premiazione a Nuova Delhi di mercoledì, e Maddalena Fossati, presidente del comitato promotore.

Una candidatura dove il territorio di Parma ha avuto un ruolo fondamentale, ben testimoniato dai numeri: il fatturato delle 6 filiere nel 2024 è stato di 11,5 miliardi di euro, di cui 5,1 derivanti dall’export. E più in generale secondo i dati UPI/ISTAT l’alimentare parmense rappresenta il 5% dell’intero valore italiano (superando gli 11 miliardi di euro sui quasi 200 complessivi), oltre a portare Parma nel 2024 a ottenere il 3° posto sulle 110 province italiane per fatturato derivante dall’export alimentare. Senza dimenticare che le aziende alimentari del territorio occupano 15.000 addetti, ovvero il 23% del settore in Emilia Romagna. 

Alessandra Foppiano, portavoce di Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy ed executive manager di Parma Alimentare: «Rappresentare la Parma Food Valley all’ONU è stato un grandissimo onore. Abbiamo accolto con grande piacere l’invito della giornalista e amica Valeria Robecco, in un evento che rappresenta perfettamente il focus di Fondazione: promuovere un territorio, la Parma Food Valley, anche e soprattutto a livello internazionale, all’interno di un anno che ci ha visto protagonisti sia con il grande successo della sesta edizione della Cena dei Mille che in altre attività di importante rilievo. E naturalmente non posso che gioire per la nomina della Cucina Italiana a patrimonio UNESCO: abbiamo sempre sostenuto la candidatura fin dal 2020, perché la cucina è l’anima viva di una cultura che unisce territori, saperi e persone e in questo scenario di eccellenze, le filiere agroalimentari di Parma sono un pilastro fondamentale, esempio concreto di come la tradizione, l’innovazione e la passione possano fondersi in un linguaggio universale di gusto e identità. L’auspicio ora è che questo progetto diventi occasione di confronto, di crescita e di sinergia, rafforzando la consapevolezza che la cucina è cultura, territorio, comunità».

La Cucina Italiana è Patrimonio Unesco

Da oggi, 10 dicembre 2025, viene premiato un modello alimentare sano, equilibrato e sostenibile. E su questi temi dobbiamo continuare a lavorare. Questo è un punto di partenza non un traguardo. Leggere tutto su GUSTOH24