Lo Chef abruzzese, sbarcato negli Usa nel lontano 1972, ha creato una Scuola di cucina e ben 12 ristoranti negli Usa. Oggi gestisce un’agenzia specializza nel travel & cooking e annuncia per il 2025 un viaggio in Emilia Romagna

Oggi parliamo di turismo gastronomico con lo Chef Walter Potenza. A Walter, vero ambasciatore della cucina Italiana nel mondo e promotore del Made in Italy e dell’Italian Style,  chiediamo: come riesci a legare il turismo all’enogastronomia?

Risposta: ogni anno dagli Stati Uniti organizzo quattro tour gastronomici, offrendo ai partecipanti l’opportunità di esplorare alcune delle regioni più affascinanti e ricche di tradizioni culinarie d’Italia. Quest’anno abbiamo visitato la Sicilia, Toscana, Abruzzo e Puglia.

Walter Potenza insieme agli ospiti americani nel viaggio in Puglia. Nella foto: “Il Trullo del Contadino” è un’azienda agricola che si trova nel cuore della valle d’Itria, nella provincia di Ostuni

Domanda: cosa attrae maggiormente il turista americano in viaggio attraverso la nostra Italia?

Risposta: il dato principale che emerge è la centralità del ruolo dell’enogastronomia all’interno del viaggio. Le persone in viaggio vuole vivere esperienze enogastronomiche che siano da ricordare e vogliono vivere esperienze memorabili. Il turismo gastronomico, che io chiamo “turismo culinario”, è una forma di turismo che si concentra sull’esperienza culinaria e sulla scoperta delle tradizioni gastronomiche di una determinata regione o paese.

Domanda: cosa cerca in particolare il turista che ama il food?

Risposta: ecco alcuni esempi, in un territorio come il Piemonte, metto al primo posto i tartufi e il Barolo; in Campania, è la patria della pizza e della mozzarella di bufala; nel Veneto, non possono mancare i risotti e il Prosecco.

Domanda: come vengono studiati le tappe e i suoi itinerari gastronomici?.

Risposta: ogni tour è studiato per immergere i viaggiatori nelle peculiarità culinarie e culturali di ciascuna regione, scoprendo le varie mete con una profonda filosofia sostenibile, garantendo un’esperienza unica e indimenticabile. Il “mio” turismo gastronomico non solo permette ai partecipanti di scoprire le meraviglie culinarie italiane, ma ha anche un impatto significativo sulle economie locali. Questi tour promuovono il consumo di prodotti locali, supportano le aziende agricole e i ristoranti del territorio e contribuiscono a mantenere vive le tradizioni culinarie regionali.

Domanda: che rapporto esiste, negli ultimi tempi, tra il cittadino americano e la gastronomia italiana?.

Risposta: l’incremento del turismo gastronomico dagli Stati Uniti è cresciuto enormemente in questi ultimi anni ed ha contribuito ad un maggiore apprezzamento della cultura italiana. I partecipanti ai tour spesso tornano a casa con un rinnovato amore per l’Italia, diventando ambasciatori delle tradizioni culinarie e culturali italiane nei loro paesi d’origine. Questo scambio culturale rafforza i legami tra i due paesi e contribuisce a una maggiore comprensione e apprezzamento delle ricchezze che l’Italia ha da offrire.

Domanda: ci puoi anticipare un appuntamenti-viaggio gastronomico del prossimo anno?

Risposta: Stiamo lavorando per coinvolgere l’Emilia Romagna e in particolare le zone di Parma, Reggio Emilia e Modena. Una regione dove spiccano le eccellenze dal Parmigiano Reggiano al Prosciutto di Parma, dal Balsamico di Modena ai tanti buoni vini.

Domanda: che ricordi hai del viaggio a Parma alcuni anni fa?

Risposta: ho visitato alcuni Musei del Cibo in provincia di Parma, davvero belli ed  unici in tutto il mondo. Sono stato inoltre nel 2013  all’Academia Barilla dove ha partecipato alle gare per il “PASTA WORLD CHAMPIONSHIP”. Sono stati bei ricordi visitando alcuni ristoranti in città.

Domanda: puoi ricordarci con quali ricette hai scelto di partecipare allEbook di Parma Capitale italiana della Cultura 1920 + 21 promosso da GustoH24?

Risposta: Le mie ricette, quasi sempre basate sulla semplicità e sulla tradizione e che possono essere facilmente eseguite a casa, allora ho rispolverato una ricetta frugale antica tramandata dai miei nonni, agricoltori dell’entroterra teramana: Zuppa di pane e verdure. Un piatto umile, ma ricco di sapienza contadina, cotto nel coccio di terracotta e “aggiornato” con qualche tocchetto del buon prosciutto di Parma e di Parmigiano e profumato con qualche foglia di mentuccia. Inoltre ho presentato il Fagottino al Prosciutto di Parma “sposato” perfettamente con ricotta e Parmigiano al profumo di maggiorana e di noce moscata, su crema di broccoletti.

Arrivederci Walter, e a presto per l’iniziativa delle “Radici” e della Settimana della Cucina italiana nel mondo del 17 e 18 novembre 2024.

www.flavorsandknowledgetours.com

Amarcord

Walter Potenza a Boston

La cucina parmigiana celebrata a Boston con gli chef Walter Potenza e Mario Marini

Parma Città Creativa UNESCO per la Gastronomia e la cucina parmigiana celebrate nella Capitale della Creatività italiana nel mondo 2024. Leggere su Gustoh24

La parola a Walter Potenza, Chef abruzzese nel mondo

Walter non è solo uno Chef affermato ma anche un promotore culturale che da più di 40 anni insegna la filosofia del buon cibo e del vivere sano, divulga il valore della buona tavola, fa conoscere nel mondo i prodotti eccellenti del Made in Italy.  Leggere l’intervista di Alba Simigliani su Gustoh24 QUI

Le due ricette di Walter per l’Ebook di Parma Capitale italiana della Cultura 1920 + 21

Un piatto in onore dei prodotti di Parma: Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma

Walter Potenza

Lo chef Walter Potenza è nato a Mosciano Sant’Angelo in provincia di Teramo. Emigrato negli Usa nel 1972 ha gestito 12 ristoranti di sua proprietà. Nel 2009 ha ricevuto le 5 Stelle dell’American Academy of Hospitality Sciences di New York.

Lo chef Potenza ha creato una scuola di cucina con annesso il ristorante omonimo Potenza, da infaticabile promotore ed ambasciatore della “La cucina italiana”  nel mondo ha un’agenzia di brokerage e consulenza, un azienda che manifattura sughi per quasi mille supermercati, oltre ad un agenzia specializzata nel travel & cooking nelle regioni Italiane.