Autenticità, cultura, tradizioni e qualità

Siamo in Piemonte, a Formazza, nel comune più settentrionale della regione, in una vallata ricca di cultura e tradizioni, semplici ed evidenti eredità dei Walser.

Nella struttura delle case, nella cucina, in alcune usanze di vita quotidiana, scorrono impronte indelebili di un’antica comunità incuneata lungo l’impetuoso percorso della cascata del fiume Toce, il più coraggioso salto idrico d’Europa.

Qui la montagna la senti amica generosa di paesaggi empatici: d’inverno ci si può far prendere dal senso romantico della neve che cade dietro i vetri o sopra i cappucci, con le ciaspole o gli sci da fondo ai piedi, scivolando sui percorsi che nella bella stagione diventeranno sentieri di passeggiate ed escursioni più impegnative.

Gianluca Barp

Alla fine di questa valle, lassù a Riale, a 1700 metri di altitudine dove sembra finire il tutto, i campioni di sci di fondo si allenano su una pista di 12 chilometri gestita nelle vicinanze del suo albergo Aalts Dorf dall’intraprendente Gianluca Barp, che per primo ha sperimentato in Val Fomazza la tecnica innovativa dello snowfarming, una sorta di riciclo e conservazione della neve della stagione precedente che permette di aprire la pista in tempi d’anticipo. 

Gianluca ha ben chiaro il profilo del turista che saprà apprezzare in ogni stagione le bellezze e le bontà di Formazza e di tutti i paesi della Valle. I suoi progetti di promozione turistica del territorio specchiano le più recenti tendenze di un viaggiatore che ha nuovi bisogni e che di un territorio desidera assorbire bellezze integre, cultura e tradizioni.

L’esploratore più esigente non si dimentica della qualità e delle virtuose pratiche sostenibili, richiede profonde immersioni nel tessuto della comunità con la quale vuole condividere il senso di appartenenza vivendola nel quotidiano, a tavola, nel tempo libero, nelle attività produttive rimaste legate al buon vivere delle tradizioni.  I prodotti tipici, il lavoro del casaro, del vignaiolo, del contadino, si trasformano in poli di attrazione disseminati in un contenitore paesaggistico che anticipa atmosfere green e sorprendenti scoperte.

Lo Chef Matteo Sormani al lavoro. Ph Marco Benedetto Cerini

A Riale come non farsi stuzzicare dal desiderio di conoscere, quando a tavola i piatti profumano d’insolito? E poi chiedere per sapere e conoscere i piccoli produttori a filiera cortissima che si ritrovano nei menu proposti nella sua locanda Walser Schuba, da chef Matteo Sormani, stella dei lievitati, protagonista dei primati con il suo panettone “più alto d’Italia” e ambasciatore dei piccoli produttori locali. Potrebbe apparire ovvio iniziare dal Bettelmatt: in effetti questo esclusivo formaggio d’alpeggio, non teme rivali nella classifica delle bontà della val d’Ossola. E tanto valore consistente, persisterà fin quando casari come il giovane Gabriele Scilligo continueranno nella stagione estiva a portare le mucche in uno dei nei nove alpeggi sopra i 2000 metri, tra la Valle Antigorio e la Val Formazza.

Ogni viaggiatore appassionato durante la visita al suo caseificio e alla cantina di stagionatura, potrà godere di profumi e sapori indimenticabili di questo formaggio da intenditori: pasta giallo paglierino semicotta e pressata in forme marchiate a fuoco e acquistabili con una stagionatura minima di 60 giorni.  

Un turista attento e alla ricerca delle buone iniziative dei territori, si farà affascinare sicuramente dal progetto “Pomatt! Pratiche di resilienza per la valorizzazione dell’agro-biodiversità e la promozione dell’economia locale in Val Formazza” che fa capo al Comune di Formazza e all’Istituto Oikos Onlus. Protagoniste del manifesto d’intenti per la promozione turistica gastronomica in Val Formazza, le tre antiche varietà di patate formazzine recuperate da Dario Piumarta che ha ridato vita e fatto risanare i tradizionali tuberi della coltivazione walser: la Formazza – Pommater häpfla farinosa e adatta per gnocchi e purè, la Walser per insalate e cotture al forno, la Occhi rossi – Roti öigjé, curiosa patata gialla con occhi infossati di colore rosso, che si presta per ogni uso.

Il progetto Pomatt! si pone come mission in azioni precise al fine di contrastare l’abbandono delle aree montane e di favorire una crescita socioeconomica sostenibile in una visione lucida del territorio a cui si riferisce. Per mantenere il patrimonio culturale, economico e sociale tuttora in un equilibrio fragile, il progetto ha creato una rete di piccoli agricoltori locali impegnati nella reintroduzione e conservazione delle cultivar di patate autoctone, nel promuovere i prodotti locali (patate, formaggio e erbe officinali) e nel creare iniziative di turismo gastronomico. 

Anche in questa piccola Valle non più dunque solo paesaggi, aria buona e sci ai piedi. Qui, a Formazza, il turista di tendenza potrà soddisfare le sue aspettative di scoperte straordinarie da gustare e raccontare, esperienze di qualità, che si distingueranno dal solito dejavu perché tradizionalmente autentiche.