“U Ficcilatidd” inserito nell’elenco del Ministero. I Pat sono molto più di semplici prodotti: sono il racconto di una storia lunga oltre 25 anni

Il “Tarallo dell’Immacolata” di Matera è stato dichiarato prodotto agroalimentare tradizionale (Pat) ed è stato inserito nell’elenco nazionale tenuto dal Ministero dell’agricoltura. Da tradizione il “Tarallo dell’Immacolata” è detto “U Ficcilatidd”.

I Pat sono molto più di semplici prodotti: sono il racconto di una storia lunga oltre 25 anni. Il tarallo (o pane) dell’Immacolata, impastato con la farina di grano tenero (la “farina di fiore” bianca e pura, simbolo devozionale della Madonna Immacolata), è un rito che precede il Natale materano. La domanda è stata presentata per il tramite della Regione Basilicata, su proposta dell”Associazione Città del Pane e del Grano.

In quest’ultima revisione sono stati 15 i Pat lucani inseriti, così si arriva a un totale di 248. Nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali, oltre al prodotto materano, i nuovi sono: la bontà del convento di Laurenzana, Ràschatiellë di Sant’Arcangelo, Rascatielli pa sauza verd di Missanello, Ràskatìellë dè mèschiglië di Chiaromonte, Maccheroni a cannicella di Sant’Arcangelo, Pastatelle di castagna di Calvello, Biancomangiare (Avigliano), Raffiuolo o raffiuole o (g)raffiuolë (Avigliano), Mandorle atturrate o menelë atturratë o amenëlë atturratë (Avigliano), Paparotta o paparotta rè mustë (Avigliano), Tarallo dell’Immacolata (Avigliano), U Ficalidd di Matera, Pane dell’Immacolata, Baccalà con i peperoni cruschi e ricotta secca (Avigliano), Cialledda o cialedda (Avigliano), Lu filètt’ r’ Calvìedd’ (Calvello) e Castagna del Sagittario, Marrone-Castanea sativa di Chiaromonte.

Per quanto riguarda Matera, nell’elenco dei Pat sono due le specialità inserite: la crapiata e, da oggi, U Ficcilatidd.

Ricetta del tarallo natalizio di Matera

Ingredienti per due taralli

  • 500 g farina 00
  • 6 g di lievito di birra fresco (oppure 12 g per una lievitazione più veloce)
  • 250 g di acqua
  • 10 g di sale fino
  • 5 g di semi di finocchio selvatico
  • 25 g di olio extra vergine di oliva
  •  Acqua per la finitura

Come preparare il tarallo dell’Immacolata

Setacciate la farina e mettetela in un robot da cucina per impastare. Aggiungete il lievito sciolto in un po’ di acqua, la restante acqua ed impastate. Aggiungete un altro pochino di acqua solo se ne sarà necessario. Quando si sarà formato l’impasto aggiungete l’olio, il sale e i semi di finocchietto selvatico.

Continuate ad impastare fino ad ottenre un panetto liscio ed omogeneo, non sarà molto morbido. Fate riposare l’impasto per una ventina di minuti, copritelo per non farlo asciugare in superficie.

Trascorso il tempo dividetelo in due parti e stendete uno alla volta i due impasti aiutandovi con un mattarello.. Dovete ottenere da ciascuno dei rettangoli sottili così come potete vedere nel video.

Arrotolate l’impasto su se stesso ottenendo un cilindro, chiudete il cilidro  formando una ciambella. Spennellate la superficie con dell’acqua e fate lievitare le ciambelle coperte. I tempi di lievitazione possono variare dalla temperatura presente in casa, quindi appena le ciambelle di pane saranno lievitate, spostatele delicatamente nelle teglie rivestite con carta forno, incidetele con una lametta facendo dei piccoli tagli ed infornate per 10 minuti alla temperatura di 250° C e per 20/30 minuti a 180° C.

Per questa ricetta ringraziamo il blog Il cuore in gola