Parliamo di Ermanno Verì, un professionista abruzzese con una esperienza più che qualificata nel settore delle materie prime per la gelateria. Agente Generale per la Fabbri 1905, di quell’Azienda alimentare italiana leader nazionale nel settore dolciario e celebre in tutto il mondo per la sua iconica Amarena Fabbri
C’è un punto lungo la Via Verde dei Trabocchi in cui l’orizzonte sembra piegarsi al ritmo del mare. Siamo in Abruzzo, a Vallevò, una frazione di Rocca San Giovanni in Provincia di Chieti, dove la terra ferma si protende verso l’Adriatico non con la prepotenza della roccia, ma con un litorale pietroso e una scogliera appena accennata e scogli solidi quel tanto che basta per sorreggere le palafitte di quella struttura ostinata che dà il nome alla costa. Sono le singolari macchine da pesca chiamate Trabocchi.
Qui, incastonata tra Punta Tufano e Valle Grotte, due storici trabocchi che controllano la costa e sfidano da anni e anni le mareggiate, sorge la Gelateria Le Verì.

Il nome del locale custodisce una firma identitaria profonda, perchè i Verì sono venuti da lontano e sono stati loro i primi “architetti” di queste macchine da pesca. Ebrei provenienti dalla Francia probabilmente.
Sono stati loro a riempire il vuoto tra la terra e il mare. Pescatori senza barca hanno sperimentato un modo nuovo di abitare la scogliera.
Compresero prima di altri che per “sfamare” la terraferma non serviva necessariamente navigare e sfidare il mare aperto, si poteva imparare a “camminarci sopra”. Con fili di ferro, travi di recupero, abilità e intuizione ingegneristica quasi ancestrale i Verì hanno lanciato corde resistenti, teso assi, gettato reti sospese, inventando la pesca senza andare in mare. Qui questo nome storico è declinato al plurale femminile.
Chi sono Le Verì?
Sono un quartetto di accoglienza, grazia e gentilezza a cominciare da mamma Melissa Veri che, per una bizzarria anagrafica, ha perso l’accento riprendendola poi sposando Ermanno Verì.
Le tre splendide figlie, Vittoria, Costanza e Ludovica: la titolare .
Veri e Verì non sono una famiglia qualunque, dunque, e quel legame intimo e artigianale con il luogo e la materia si riflette oggi anche nell’arte fredda e cremosa della gelateria.
Una sapienza che richiede la stessa precisione e fantasia che serviva per legare un nodo di gomena prima della tempesta.
Ma chi è il bravo artigiano che prepara il gelato? Chi dosa, mischia, inventa e sperimenta combinazioni?
L‘uomo di casa!

Le Verì donano al luogo il tocco di gusto e grazia proprio delle donne, sono la cura nell’accoglienza e nel servizio, ma è Ermanno Verì, seppure in minoranza, la figura centrale.
E’ un professionista abruzzese con una esperienza più che qualificata nel settore delle materie prime per la gelateria. Agente Generale per la Fabbri 1905 S.p.a., divisione I.G.P., cioè, di quell’Azienda alimentare italiana leader nazionale nel settore dolciario e celebre in tutto il mondo per la sua iconica Amarena Fabbri. E questo non è un dettaglio da poco!.
Un artigiano e un consulente tecnico capace di portare sulla pista ciclabile di Vallevò un gelato strutturalmente perfetto. Ermanno è fulcro tecnico e garante della qualità. I gelati firmati Verì trasformano una semplice sosta al mare in una esperienza sensoriale unica.
La filosofia dei Verì si fonda su un principio semplice e autentico. Materie prime fresche, accuratamente selezionate, scelte cromatiche, innovazione continua e rispettosa del luogo e delle tradizioni si traducono in una giusta consistenza eccezionalmente cremosa e vellutata nei più svariati gusti che sono un ristoro anche per gli occhi.
E’ questa sapienza d’alta scuola, unita alla scelta di valorizzazione delle materie prime del luogo, come i profumatissimi agrumi locali o i fichi caramellati e noci, a garantire quella consistenza setosa e quel sapore pulito che spingono il palato al desiderio di tornare e ritornare.
Il successo non nasce dal caso, ma dall’incontro tra una secolare radice familiare e l’alta competenza professionale unite all’amore per il luogo.

Con orario continuato dalle 9 alle 23, dal mattino fino a tarda sera, L’Ice Cream Exsperience Le Verì non limita la sua proposta al solo bancone dei gelati, ma,dalla sua posizione privilegiata fronte mare, accompagna i viaggiatori ed i clienti in ogni momento della giornata.
Il locale piccolo, ma attrezzato con cura, offre una gamma di alternative pensate sia per una sosta energizzante che per un momento di relax assoluto, bello e gustoso.
Pe i mattinieri la struttura accoglie con il profumo invitante del caffè espresso e dei cornetti caldi, ma le brioche con granite e gelato dal sapore siciliano sono una colazione davvero sorprendente e speciale. Un rituale perfetto per rimettersi in sella e cominciare la giornata col pieno di bontà insieme alla sferzata che dà l’aria del mare.
Se si vuole, più tardi, basta fermarsi per uno yogurt fresco da personalizzare a piacimento con frutta di stagione, granelle croccanti o salse golose, oppure ci si può dissetare in modo naturale e senza lattosio con le variopinte granite.
Quando il sole comincia a scendere dietro i trabocchi e tutt’intorno la luce dorata brilla sul “tremolar della marina”, tra le novità più originali spicca l’aperitivo locale: lo Spritz – Ratafià.
Una reinterpretazione del classico spritz con l’aggiunta del celebre liquore abruzzese a base di amarena e vino Montepulciano, impreziosito dal tocco di classe dell’Amarena Fabbri che richiama direttamente il background professionale di Ermanno.
Anche se non si è in bici, anche se non si cammina sulla Via Verde, si può raggiungere “Le Verì” a piedi o in auto e scendere i comodi scalini fino a godere pienamente della vista di uno dei punti più attraenti della costa dei Trabocchi.
Perchè in fondo fermarsi qui è facile, significa concedersi il lusso di una vacanza a portata di mano e avere il privilegio di assaporare con un gelato in mano il tempo lento dell’estate di fronte alla poesia millenaria del mare.
Se potesse tornare da queste parti Gabriele D’Annunzio cercherebbe e troverebbe anche qui l’archetipo della sua “terra primitiva” e fra la vista del mare e la «solitudine benigna» dei Trabocchi avrebbe anche lui, in questa “oasi di stirpe sospesa” ristoro nelle fresche delizie capaci di contrastare i “meriggi torridi ” e i pensieri tristi.
Tornerebbe magari in bici per celebrare la novella Via Verde e questa felice oasi di accoglienza legata alla stirpe dei Verì aperta dalla primavera all’autunno, dal mattino fino a sera tardi.
Il sapore di questa sosta lo accompagnerebbe a lungo nel ricordo da imprimere nei suoi scritti più lirici e troverebbe ispirazione per celebrarlo con la sua geniale inventiva linguistica.
Egli amava i piaceri raffinati e «glaciali» e in questo gelato artigianale avrebbe visto un « niveo refrigerio» o desiderato un «Sorbetto del Trabocco» per placare la calura dopo la pedalata.
Nel silenzio di un meriggio estivo D’Annunzio ritroverebbe intatta la luce abbacinante che tanto amava e condividerebbe, ne sono certa, anche le preoccupazioni e le profonde, acute riflessioni del signor Ermanno, profondo conoscitore della storia e delle vicende passate e presenti di questo territorio e, come lui, si farebbe sentinella fisica e verbale.
Perchè non c’è una «visione chiara e condivisa», un progetto lungimirante concordato e una idea di futuro tra i vari Comuni della bella Via Verde della Costa dei Trabocchi spiega il sig. Ermanno. Ogni Amministrazione interviene col proprio Piano Regolatore. Non esistono normative certe ed una relativa gestione manageriale uniforme, omogenea, coerente e rispettosa della natura e delle persone del posto che su questo luogo investono. L’intero percorso ciclopedonale necessita, dal suo punto di vista,,di più servizi e di un decoro urbano all’altezza, oltre che di risorse pubbliche e private per attività commerciali e ricettive. Egli sottolinea, inoltre, che la struttura de «Le Verì» e le opere attigue devono essere tutte rimosse per ripristinare lo stato dei luoghi a fine stagione. Per cui il servizio stagionale comprende sia le opere di installazione che di rimozione.
Il Vate prende appunti, scuote la testa e sul taccuino annota e, infine, scrive nuovi, inediti versi sospesi tra il mito del passato e il futuro che sa aspettare:
Oh stirpe dei Verì
che sul periglio
del mare tese i fragili
suoi legni
Oggi al viandante offrite
dolce asilo
Cremoso refrigerio
ai caldi regni
dove l’arancia
sposa il salmastro filo e
il tempo si fa eterno
nei vostri ingegni.
