Il Forum organizzato da Tuttofood in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura ha riunito a fiera Milano i protagonisti del percorso della candidatura e chi lo ha sostenuta
L’11 maggio, nel giorno di inaugurazione di TuttoFood alla Fiera di Milano si è svolto il primo Forum internazionale della Cucina Italiana organizzato in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. Il forum, condotto dal giornalista Marco Bolasco e dal conduttore televisivo Federico Quaranta, ha affrontato il tema della cucina italiana, che dal 10 dicembre 2025 ha conquistato lo scettro di patrimonio immateriale dell’UNESCO, come strumento di diplomazia culturale e soft power del Paese.

Il Forum della Cucina Italiana, che si è svolto nell’Auditorium di fiera Milano, ha riunito i protagonisti del percorso della candidatura insieme ad attori strategici del settore enogastronomico italiano, a cominciare da Maddalena Fossati Dondero, direttrice de La Cucina Italiana e Presidente del Comitato promotore della candidatura Unesco.

A Milano la direttrice de La Cucina Italiana ha lanciato tre parole chiave: radiografare, immaginare, agire. «La parola agire sarà il nostro punto focale – ha spiegato -. Abbiamo ragionato molto insieme su cosa fare. Ora non ci resta che lavorare». Un mondo semplice m concreto di proseguire il lavoro che ha portato il nostro Food&Beverage protagonista internazionali.
Il forum ha delineato una serie di proposte e di contenuti per valorizzare tutti gli aspetti della Cucina Italiana. Il riconoscimento Unesco è stato certamente un grande traguardo per la nostra cucina, ma adesso serve andare avanti.

Dal presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli, è arrivata una prima proposta: «Non esiste cucina italiana senza materie prime. Cerchiamo di tracciare i locali che usano le nostre materie prime nel mondo. Anche perchè oggi la tecnologia lo permette. Poi c’è da fare un passaggio successivo, -ha sottolineato Bertinelli- dobbiamo portare le persone a vedere anche come e dove questi prodotti vengono realizzati. Il turismo gastronomico vale il 13% del Pil e 1 turista su 3 viene in Italia proprio per vedere direttamente i territori dove “nascono” i prodotti, in questo modo facciamo vivere loro una vera “esperienza” culturale. Il Parmigiano Reggiano è molto di più di un pezzo di formaggio, è una vera e propria icona italiana nel mondo. Quando noi assegniamo per esempio il premio “Casello d’Oro” al miglior caseificio scegliamo come location città come Londra l’anno scorso, Madrid quest’anno e il prossimo anno sceglieremo Berlino. Così portiamo in giro per il mondo la cultura del prodotto”.

Lo chef Alessandro Borghese, conduttore di “4 ristoranti”, ha sintetizzato con uno slogan la sua sua visione affermando che per i ristoratori «il riconoscimento Unesco è come vincere un Mondiale».
Sulla stessa linea anche lo chef tristellato Massimo Bottura.: «Con il riconoscimento Unesco siamo siamo passati da un aspetto folkloristico a un aspetto culturale. La cucina italiana è oggi uno dei linguaggi culturali più importanti che l’Italia può esportare nel mondo: è memoria e contemporaneità insieme. Per me la cucina italiana è emozione».
Sul tema riconoscimento Unesco e Turismo si è soffermato anche il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. «I primi dati che abbiamo raccolto ci dicono che il riconoscimento Unesco può impattare tra l’8 e il 10% in più sul turismo». La stima fatta dal governo è di 18milioni di turisti in più l’anno che vorranno visitare quei luoghi in cui si producono i prodotti, il di cui valore crescerà a sua volta di circa il 6/8%. Questo perché il turista enogastronomico è un turista che soggiorna mediamente più tempo nel luogo di visita ed è un altospendente e arriva spesso dove il turismo di massa non arriva, nei nostri tanti Borghi della nostra penisola”.
La cucina italiana è un importante volano per le esportazioni, ha aggiunto Tommaso Nastasi (Deloitte) e il presidente di Ice-Agenzia Matteo Zoppas ha detto che: «Se ci mettiamo tutti insieme per raccontare l’Italia nello stesso modo e con la stessa qualità possiamo far crescere i prodotti italiani». Passando ai numeri per Zoppas «La cucina italiana funziona da traino per tutta la filiera, dall’alta gamma ai piccoli produttori. Il riconoscimento Unesco le sta dando ulteriore valore».
Durante il Forum, l’AD Fiere di Parma Antonio Cellie ha presentato ufficialmente il Food Manifesto, Carta dei Valori del futuro del Cibo che si ispira proprio al complesso di valori che permeano il nostro Made in Italy Agroalimentare e che si traducono nella nostra cucina oggi celebrata a livello universale.
Il “Food Manifesto” di Tuttofood 2026

Ecco il Manifesto Food-ITA in pdf
Il forum è stato concluso dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida che ha ripercorso la storia della candidatura sottolineando il ruolo della cucina come potente strumento di diplomazia culturale e di sviluppo economico. Alla fine del forum, i ministri hanno premiato le protagoniste della candidatura: Maddalena Fossati, Silvia Sassone, Mariassunta Peci ed Elena Sinibaldi ed è quindi arrivato il grande annuncio per il 5 giugno a Verona.

La grande festa della cucina italiana
Il 5 giugno, all’Arena di Verona, sarà organizzato uno spettacolo fra lirica e canzone napoletana, organizzato dal Ministero della Cultura. La consacrazione di un grande lavoro, alla presenza di 100 delegati Unesco, che sarà trasmessa su Rai1 e in eurovisione, durante la quale sarà lanciato un altro grande progetto: la candidatura a patrimonio immateriale della canzone napoletana.
E all’esterno ci sarà una cena con mille persone.
TUTTOFOOD Milano 2026 si chiude con successo
Il commento di Antonio Cellie Ceo di Fiere di Parma. Tuttofood e Cibus: il nuovo calendario fieristico. Grande festa il 5 giugno a Verona. Leggere su GUSTOH24

