Successo della 60ª Fiera del Parmigiano Reggiano di Casina – La 14ª edizione del Palio del Parmigiano Reggiano “Città di Casina”
Il Parmigiano Reggiano 24 mesi del caseificio Rastelli Fratelli di Rubbiano (frazione di Solignano, PR) e 40 mesi del Caseificio Bucamante di Serramazzoni (MO) vincono la 14ª edizione del Palio del Parmigiano Reggiano “Città di Casina”, dedicato ai caseifici di montagna.
Il concorso, svoltosi nel contesto della 60a Fiera del Parmigiano Reggiano di Casina, ha visto la partecipazione di ben 42 caseifici (più della metà di quelli presenti nel comprensorio di montagna della zona di origine) ed è il secondo avvenuto in provincia di Reggio Emilia dopo il Palio la Culla di Ghiardo di Bibbiano (che ha visto come vincitore il caseificio Colline di Canossa di Canossa).
I 13 caseifici vincitori dei Palii del Parmigiano Reggiano 2026 (di cui due con un Parmigiano Reggiano 40 mesi) verranno celebrati con una serata evento in cui gli verrà consegnato il premio Casello d’Oro. Dopo i fasti della prime tre edizioni, svoltesi a Parigi, Londra e Madrid, la sede della prossima è stata annunciata a Berlino a febbraio 2027. Dato che il caseificio Rastelli Fratelli ha già vinto la quarta edizione del Palio di Pellegrino Parmense, svoltasi a luglio, a partecipare al premio 2027 sarà il secondo classificato nella categoria 24 mesi: la Latteria Casale di Bismantova a Castelnovo ne’ Monti (RE).
L’eccezionale partecipazione registrata in questa sessantesima edizione rappresenta anche il miglior viatico per il progetto “Vivi Parmigiano Reggiano”, presentato proprio nei giorni della Fiera dal Consorzio del Parmigiano Reggiano. L’iniziativa punta a fare del Parmigiano Reggiano non solo un prodotto d’eccellenza, ma anche una leva di promozione turistica dei territori di produzione, invitando i visitatori a conoscere da vicino caseifici, allevamenti, paesaggi e comunità che ogni giorno danno vita alla Dop. Un obiettivo che la risposta del pubblico a Casina sembra già aver iniziato a sostenere concretamente.

La 60ª Fiera del Parmigiano Reggiano che ha reso omaggio al Parmigiano Reggiano DOP, vera eccellenza gastronomica
Mammi, assessore regionale all’agricoltura: “Un’eccellenza che porta il nostro territorio nel mondo“
La manifestazione è stata inaugurata venerdì alla presenza del sindaco Stefano Costi, del presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano Nicola Bertinelli, dell’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi e dei consiglieri regionali Anna Fornili e Alessandro Aragona.
“Questa fiera – ha sottolineato il primo cittadino – è sempre più il momento in cui Casina e tutto il territorio riscoprono e valorizzano la propria identità. Il Parmigiano Reggiano di Montagna non è soltanto una produzione d’eccellenza, ma rappresenta la nostra storia, il lavoro quotidiano di allevatori e casari e il legame profondo tra comunità e territorio. 60 anni di Fiera raccontano una tradizione che continua a rinnovarsi e che oggi è diventata un importante strumento di promozione dell’intero Appennino”.
Il Parmigiano Reggiano è la Dop più prodotta in montagna
Con oltre 921.000 forme prodotte nel 2025 (+4,2% sul 2024) in 82 caseifici dell’Appennino emiliano, il Consorzio si prepara a festeggiare la 60a Fiera di Casina che ospiterà il 14° Palio del Parmigiano Reggiano “Città di Casina”. I nuovi progetti del Consorzio Vivi Parmigiano Reggiano e la Destinazione Turistica
Nella sede del Consorzio del Parmigiano Reggiano alla presenza di Andrea Lori, amministratore delegato alla montagna del Consorzio, Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio, Stefano Costi, sindaco di Casina e Riccardo Deserti, direttore del Consorzio si è svolta una conferenza stampa di presentazione della 60a Fiera del Parmigiano Reggiano a Casina in programma da venerdì 31 luglio fino al 3 agosto 2026.

Nell’occasione, il presidente Nicola Bertinelli e il direttore Riccardo Deserti hanno illustrato anche i dati di produzione aggiornati sul Parmigiano Reggiano di montagna, sulla certificazione “Prodotto di Montagna” e sugli ultimi progetti del Consorzio, da Vivi Parmigiano Reggiano alla Destinazione Turistica della Dop vera icona del made in Italy nel mondo.
Parmigiano Reggiano si conferma il più importante formaggio Dop ottenuto in montagna, con oltre il 22% della produzione totale

Nel 2025 la produzione degli 82 caseifici di montagna della Dop (situati nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna a sinistra del fiume Reno) ha superato le 921.000 forme, con un aumento del +4,2% sul 2024 e del +20,4% sul 2016, anno in cui è stata inaugurata la politica del Consorzio di rilancio e valorizzazione. Inoltre, nei primi sei mesi del 2026 la produzione in montagna ha segnato un +5,9%sullo stesso periodo del 2025, superiore al +5,5% della media comprensoriale. Cresce in parallelo anche la produzione di latte, che tocca quota 436.000 tonnellate (+2,6% sul 2024 e +14,7% sul 2016), grazie al lavoro dei 785 allevatori oggi attivi sull’Appennino emiliano (pari al 36,8% degli allevatori totali che conferiscono il latte per la Dop).
Un impulso fondamentale è arrivato anche dal lancio nel 2016 della certificazione Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”,pensata per dare maggiore sostenibilità economica al territorio e offrire ai consumatori garanzie ancora più stringenti sull’origine e la qualità del formaggio. I numeri confermano il successo dell’iniziativa: si contano oltre 218.000 forme lavorate da 30 caseifici certificati, con una quota di quasi il 24% della produzione nelle zone di montagna. Questi dati testimoniano il successo delle politiche introdotte dal Consorzio, capaci di ribaltare una pericolosa tendenza negativa. Tra il 2000 e il 2010 l’Appennino aveva infatti perso 60 caseifici e il 10% della produzione di latte. Un deficit arrestato dal 2014 con il Piano Regolazione Offerta, che ha introdotto sconti specifici e un bacino quote latte dedicato espressamente alle zone montane.
Al via la 60a Fiera del Parmigiano Reggiano a Casina

È per valorizzare e promuovere la produzione di montagna che da venerdì 31 luglio a lunedì 3 agosto si terrà la 60a Fiera del Parmigiano Reggiano a Casina, insignita lo scorso anno del riconoscimento di Città del formaggio da parte di ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio) come località rappresentativa per la produzione della Dop. Oltre a concerti, dj set, aperitivi, mercatini, fuochi d’artificio e spettacoli per adulti e bambini, la quattro giorni prevederà la presenza di ben 42 caseifici di montagna, più della metà di quelli del comprensorio, per presentare i propri “gioielli” offrendo a tutti i visitatori degustazioni con la possibilità di acquisto. Sarà inoltre un’occasione per scoprire inusuali abbinamenti curati dall’Associazione Assaggiatori Parmigiano Reggiano (APR), che proporrà pairing con vini, mieli, aceti e cocktail.

Il clou della festa sarà il Palio del Parmigiano Reggiano “Città di Casina”
Lunedì 3 agosto alle 20:00 in piazza IV Novembre si terrà la 14ª edizione del Palio del Parmigiano Reggiano “Città di Casina”. I 42 caseifici si sfideranno con i Parmigiano Reggiano di montagna 24 mesi, e 10 di loro gareggeranno anche con il 40 mesi. I due caseifici che si classificheranno al primo posto verranno celebrati insieme ai vincitori degli altri 11 Palii del Parmigiano Reggiano 2026 in una serata di gala in cui sarà assegnato il prestigioso Casello d’Oro (la cui prossima edizione si terrà a Berlino a febbraio 2027).
Durante la fiera, si terrà anche la 9a gara di taglio della forma, in cui i mastri casari si sfideranno in precisione e velocità per porzionare a mano forme fino a raggiungere le classiche punte da chilo.
Le dichiarazioni durante la conferenza stampa


«È con grande entusiasmo che presentiamo la 60ª edizione di questa fiera storica», afferma Stefano Costi, sindaco di Casina. «Quest’anno i numeri sono da record, con oltre metà dei caseifici del comprensorio presenti in piazza. Per Casina, nominata l’anno scorso Città del formaggio ONAF proprio per la produzione della Dop, è un momento di grande orgoglio. Questa fiera non è solo una vetrina enogastronomica, ma la celebrazione di un prodotto che rappresenta l’anima sociale ed economica del territorio e una delle principali attrazioni per il turismo enogastronomico, dando un contributo fondamentale al mantenimento delle comunità in zone altrimenti a rischio abbandono».
Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, ha sottolineato che l’internazionalizzazione del prodotto deve continuare a crescere per garantire alla filiera e anche all’intero Paese una scelta strategica nei prossimi anni. “Nel 2025 il Parmigiano Reggiano ha portato all’estero oltre il 53% della sua produzione, con una domanda che chiede sempre più prodotto. Oggi il mondo vuole mangiare italiano e vuole visitare l’Italia: nel turismo, che vale circa il 12% del Pil, un turista straniero su due decide il suo itinerario non per il mare, la montagna o le città d’arte, ma in funzione dell’enogastronomia. Ecco perchè il territorio deve essere pronto ad accogliere sempre più turisti. Per Destinazione Turistica il Consorzio ha destinato una quota che aumenterà nei prossimi anni. Ci aspettiamo 400 mila persone in visita nei nostri territori nel prossimi 3 – 4 anni. Una destinazione turistica dove si potrà acquistare, consumare e alloggiare nel nostro territorio”.

«Il Consorzio ha profuso negli anni un impegno costante a sostegno della montagna, uno sforzo che oggi è chiamato a riprendere vigore», ha sottolineato Andrea Lori, amministratore delegato alla montagna del Consorzio. «La nostra priorità non si esaurisce nella sola tutela della produzione, ma punta a una forte accelerazione sugli strumenti e sulle politiche di valorizzazione del prodotto. A tal fine, tra i mesi di settembre e ottobre, avvieremo un ciclo di incontri sul territorio per un confronto diretto e operativo con tutti i caseifici montani. L’obiettivo è definire congiuntamente un nuovo pacchetto di interventi strategici, che costituirà l’asse portante delle proposte per il bilancio preventivo 2027 e per la programmazione futura».


