Per Sasà la via Gessi, al numero 12 di Milano, è il primo passo di un percorso che porterà il nome del “ragazzo di Caserta” in giro per il mondo
Cuore, passione, amore queste sono le parole che Sasà Martucci usa più spesso per raccontare il suo percorso professionale. Si definisce “un ragazzo di Caserta” ed è anche un imprenditore che ha da sempre il desiderio di sperimentare, di andare oltre i sogni, il primo dei quali è Milano.
È infatti nel capoluogo lombardo che Sasà Martucci lancia il suo nuovo format, un locale che prende il suo nome e che lo definisce come singolo. Via Gessi a Milano è probabilmente il primo passo di un percorso che porterà il nome del “ragazzo di Caserta” in giro per il mondo. Il progetto milanese segna anche l’inizio di una nuova sinergia tra Sasà Martucci e Marcelo Brozović, calciatore di punta dell’Al Nassr ed ex capitano dell’Inter. Un incontro reso possibile anche dal ruolo centrale della famiglia d’Agostino, da sempre vicina al campione croato, dando vita a un sodalizio destinato a consolidarsi nel tempo attraverso nuove aperture. Al timone di questa joint venture esplosiva proprio Guido d’Agostino scelto come manager da entrambe le parti per la gestione operativa del locale milanese. In occasione dell’opening il personale Milanese è stato coadiuvato dal personale di Caserta, nelle figure dei direttori di sala Sergio Macchiarella e Giovanni Cuscinà con tutti i loro collaboratori.
LA PIZZA COME CENTRO DEL RACCONTO, LA CUCINA COME ESTENSIONE NATURALE
A Milano, la pizza è il cuore pulsante del progetto di Sasà Martucci. Disponibile con la stessa carta a pranzo e a cena, racconta un percorso che unisce tecnica, identità e visione contemporanea. Accanto ai grandi classici che hanno reso riconoscibile il suo stile – dalla Margherita Casertana alla Cinque formaggi ai Quattro latti, passando per la Carabiniera e il Calzone fritto ricotta e salame – trovano spazio le pizze in tre cotture, come la Provola e Pepe Esplosiva, che hanno segnato un capitolo fondamentale nella storia recente della pizza italiana.
Non manca il lato più progettuale e narrativo, rappresentato dalla Mangiafoglia Rainbow, simbolo di un impegno concreto verso la sostenibilità ambientale: un progetto che ha portato alla piantumazione di oltre tremila alberi nel mondo e alla compensazione delle emissioni di CO₂ attraverso interventi internazionali. A questo si affiancano le pizze dedicate a Milano, sette esercizi di stile pensati esclusivamente per la sede milanese, tra cui spicca la Milano Why Not, con base Fior di latte, Brasato di Ossobuco, Crema di Riso allo Zafferano e una rivisitazione della Cremolada meneghina a base di Aglio, Prezzemolo e Limone. Tra le proposte più contemporanee anche la Quadro Vegetale, con creme vegetali, Tofu marinato agli Agrumi e Chips di verdure, che interpreta in chiave vegetale il linguaggio di Martucci.
Accanto alla pizza, il pranzo si arricchisce di un menu d’autore con lo chef Mimmo Di Raffaele, che ha lavorato per tanti anni all’Hotel Belmond Caruso di Ravello, pensato come naturale estensione della visione gastronomica del locale. Una proposta più raccolta e raffinata, che valorizza i prodotti campani in piatti come i tagliolini con le vongole e tartufo, il polpo al vapore e arrosto con pancetta cotta a bassa temperatura e patate all’Aglianico, o il crudo di ricciola con tarallo, datterini, pesto alle erbe e stracciata di bufala. Completano il menu alcune proposte vegetariane, tra cui L’orto in tavola e gli spaghetti di Gragnano al salto in versione veg, pensate per offrire un’alternativa coerente e contemporanea.
LA CANTINA
La cantina completa l’esperienza con una proposta di alto profilo, una carta dei vini ideata dalla Sommelier Giovanna Orciuoli. È articolata in oltre cento etichette pensate per valorizzare ogni abbinamento con pizze e piatti. Ampio spazio è riservato ai vini campani — bianchi, rosati e rossi — affiancati da una selezione accurata delle principali regioni italiane e da interessanti incursioni internazionali, tra cui spiccano Francia, Slovenia e Nuova Zelanda. Importante anche la presenza delle bollicine, con Spumanti e Champagne, oltre a una Falanghina dei Campi Flegrei, espressione autentica di terreni vulcanici affacciati sul mare a nord-ovest di Napoli.
IL DESIGN
Il ristorante, con una capienza di circa 90 coperti, è concepito come una pizzeria elegante in cui lo stile nasce dalla forza dei materiali e dal loro equilibrio, senza ricorrere a decorazioni superflue. La visione di Sasà Martucci si riflette anche in una sensibilità concreta verso la sostenibilità, espressa nella scelta di finiture, materiali e cromie naturali, con una palette che privilegia marroni, verdi e tonalità ispirate alla terra e al paesaggio mediterraneo.
L’identità dello spazio è costruita attraverso il dialogo tra legno, maioliche, metalli e superfici lucide e opache, in un gioco misurato di texture e riflessi. Cuore del locale è il bancone pizzeria, rivestito in maioliche verdi e bianche che richiamano la tradizione mediterranea in chiave contemporanea, e affacciato sui forni: due a legna per le pizze classiche, uno elettrico dedicato al senza glutine e uno a nastro per le pizze in tre cotture.
L’ebano, scelto per arredi e boiserie, diventa la cifra materica dominante, mentre i pavimenti in ceramica lucida scura amplificano la luce e rafforzano il senso di continuità ed eleganza. Pareti e soffitti, trattati con vernici metalliche in gradazione, avvolgono l’ambiente in un’atmosfera sofisticata, arricchita da inserti in tessuto retroilluminato che diffondono una luce morbida e sensoriale.
La sala è articolata per accogliere diverse modalità di esperienza, includendo una zona privé raccolta e riservata, delimitata da una vetrata e definita da boiserie lignee. L’intero progetto affida la propria espressività alla qualità dei materiali, al lavoro artigianale e a una coerenza estetica rigorosa, trasformando l’architettura in parte integrante del racconto della pizzeria di Sasà Martucci.
Sasà Martucci, il fuoriclasse della Pizza arriva a Milano
“Quando quasi 30 anni fa ho iniziato ad ammaccare le pizze il nostro era un lavoro quasi un po’ declassato… che fai? Faccio il pizzaiolo… ah il pizzaiolo! Ma era la passione a legarci a quel banco..“. Leggere su GUSTOH24
Il pizzaiolo Sasà Martucci è il nuovo Brand Ambassador del Caseificio ABC
Sua maestà la mozzarella di bufala campana del caseificio casertano “ABC” agli onori della cronaca.
ll Caseificio Bufala ABC, produttore di Bufala Campana Dop, prosegue nel suo cammino di coniugare con i suoi prodotti, alta qualità, semplicità, innovazione e sostenibilità. Su Gustoh24 del 2021

The Best Pizza Awards 2025: il miglior pizzaiolo del mondo è Francesco Martucci

Al vertice della classifica, dopo Francesco Martucci – I Masanielli, Caserta, 2) Franco Pepe – Pepe in Grani, Caiazzo, e 3) Gabriele Bonci – Pizzarium, Roma, Italia. La terza edizione del premio più prestigioso al mondo celebra l’evoluzione globale di questa arte. Leggere su Gustoh24

