La Giornata Mondiale della Pizza è stata istituita nel 2018 dall’Associazione Verace Pizza Napoletana per celebrare il riconoscimento dell’arte del pizzaiuolo napoletano come Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco
Il mondo della pizza è mobilitata perchè oggi, sabato 17 gennaio, si svolge il Wordl Pizza Day e poi da venerdì, 16 gennaio, è iniziata a Rimini fiera, la manifestazione Sigep, che dedica alla Pizza, una serie di importanti eventi con l’importante Pizza (R)evolution che racconta una icone del Made in Italy. Leggere su GUSTOH24-
La giornata mondiale della pizza, ossia il “World Pizza Day” istituita nel 1984, celebra la regina delle tavolate, delle serate tra amici e persino dei pranzi di lavoro.
Lo scopo è quello di promuovere la pizza come simbolo della cultura e della cucina italiana in tutto il mondo. Apprezzata da grandi e piccoli, si può gustare con i più disparati condimenti e differenti tipologie d’impasto, spaziando dalla classica a quella al trancio, dalle preparazioni con la base sottile e croccante a quelle più alte e morbide, con il cornicione più grande o con il bordo più piccolo.
La Pizza Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco
Da ricordare inoltre che nel dicembre 2017, l’“Arte dei Pizzaiuoli napoletani” è stata inserita nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’Unesco, riconoscendo così il legame profondo tra tradizione e la cultura italiana.
Uno dei meriti della vittoria della campagna #pizzaUnesco é stato aver spinto i pizzaiuoli a rilanciare la festa di Sant Antuono e creare cosi un vero “pizza day” come esiste in varie aree del mondo come per esempio lo stato di San Paolo in Brasile ma non paradossalmente in Italia. E Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde, promotore della campagna #pizzaUnesco e già ministro dell’agricoltura in occasione di questa giornata rilancia il ruolo economico e culturale della pizza come simbolo e dei pizzaiuoli come depositari di questa secolare tradizione artigianale.

In Italia ci sono oltre 50.000 pizzerie con 300.000 addetti e oltre 8 milioni di pizze sfornate ogni giorno
L’Osservatorio ha anche dedicato una sezione specifica al ruolo della donna nel comparto pizza. Se la presenza femminile è forte nella proprietà (38,5%) e nella gestione della sala (50,5%), la professione di pizzaiola resta una eccezione (solo il 2%). I dati suggeriscono che la trasmissione del sapere artigianale, all’interno di un contesto ancora prevalentemente familiare (74,3% delle imprese) e maschile, rappresenta una barriera significativa su cui l’Osservatorio sta conducendo un’analisi approfondita.
A Napoli si svolgerà “TuttoPizza” (Salone Internazionale della Pizza) – dal 25 al 27 maggio 2026
I prezzi raccontano la trasversalità di questo prodotto: per Confesercenti si va dai 2-3 euro della pizza acquistata in panetterie e gastronomie, ai circa 5 euro della pizza al taglio o da asporto, fino ai 10-12 euro richiesti mediamente nelle pizzerie tradizionali e nei ristoranti. Un’offerta ampia che intercetta pubblici, occasioni di consumo e fasce di spesa molto diverse. Sul fronte dei consumi, ogni italiano mangia in media 7,6 chili di pizza all’anno. Un dato inferiore a quello degli Stati Uniti, dove il consumo pro capite sale a 13 chili, e del Canada con 7,5 chili, ma superiore a quello di Spagna, Francia e Germania, che si attestano poco sopra i 4 chili annui.
La Pizza è il simbolo dell’Italia a tavola
La passione degli italiani per la pizza è così radicata che in quattro famiglie su dieci (40%) si prepara in casa, magari ricorrendo all’uso di farine speciali o di ingredienti gourmet. Un simbolo dell’Italia a tavola conosciuto in tutto il mondo, per un fatturato globale in costante crescita, tanto da aver raggiunto nel 2024 un valore record attorno ai 160 miliardi di euro. Parola di un’indagine Coldiretti-Ixè, con dati Vpa Research,
Se si guarda al dato italiano, nel complesso la pizza genera un fatturato che ha oltrepassato i 15 miliardi di euro. L’occupazione nel settore riguarda più di 100.000 lavoratori a tempo pieno, cifra che sale a 200.000 durante i fine settimana. Ogni anno in Italia vengono prodotte 2,7 miliardi di pizze, il che implica un consumo annuo di 200 milioni di chili di farina, 225 milioni di chili di mozzarella, 30 milioni di chili di olio d’oliva e 260 milioni di chili di salsa di pomodoro. La passione per la pizza, nata a Napoli, è comunque ormai un fenomeno globale, con gli Stati Uniti che detengono il primato dei consumatori, con 13 chili pro capite all’anno, mentre in Europa sono gli italiani a guidare la classifica, con 7,8 chili annui. Seguono gli spagnoli con 4,3 chili, i francesi e i tedeschi con 4,2, i britannici con 4, i belgi con 3,8, i portoghesi con 3,6 e gli austriaci, che con 3,3 chili annui, chiudono la classifica.

L’Associazione Verace Pizza Napoletana partecipa al Sigep di Rimini fiera
I Sant’Antuono Awards

Rilevanti anche i Sant’Antuono Awards, conferiti ogni anno, in collaborazione con la Fondazione Univerde, a personalità di vari settori che si sono particolarmente distinte nella divulgazione, difesa e promozione della pizza. A riceverli, per il 2025, sono stati Rosanna Romano, direttore generale per le Politiche Culturali e il Turismo della Regione Campania, Flavia Sorrentino, vicepresidente del Consiglio Comunale di Napoli, Monica Piscitelli, giornalista enogastronomica, e Laura Accomazzo, direttore generale della Casa Editrice Nui Nui.
La Pizza ad “Arte & Gusto” della famiglia Francese

E nei giorni scorsi non poteva mancare a Parma, città creativa della gastronomia Unesco, un evento proprio sulla Pizza, Si è svolto nel locale Arte & Gusto, diretto da due campani Doc, Alfonso e Mario Francese.



La pizza preparata nel famoso locale di Parma, Arte & Gusto di via Emilia Est nella città Ducal/Unesco alla presenza di tantissimi giovani.

Le iniziative del pizzaiolo Ciro Di Maio
Un evento che sarà festeggiato anche in Lombardia. A Brescia c’è infatti la Pizzeria San Ciro, gestita dallo chef napoletano Ciro di Maio, noto per il suo impegno nel sociale: ha insegnato l’arte bianca nelle carceri di Brescia, aiuta il locale canile portando l’acqua avanzata al ristorante in una ottica anti-spreco e da sempre è in prima linea nell’aiutare gli svantaggiati che vogliono diventare pizzaioli per uscire dalla povertà. Venerdì chef Ciro accoglierà tutti i suoi clienti, omaggiandoli con assaggi della Pizza Margherita.

«Il World Pizza Day non è solo una ricorrenza simbolica, ma un momento per fermarsi e riflettere su cosa rappresenta davvero la pizza per la nostra cultura», spiega Chef Ciro di Maio. «Il 17 gennaio celebriamo Sant’Antonio Abate, il fuoco, il forno e il lavoro quotidiano dei pizzaioli: un mestiere fatto di gesti antichi, rispetto delle materie prime e responsabilità verso chi si siede a tavola”.
