Fino al 9 giugno l’edizione più inclusiva del congresso

Identità Future: la libertà di pensare.”Libertà di pensare” non è uno slogan, ma l’idea di una cucina che vuole respirare, liberandosi da schemi che appaiono armature troppo strette. 

Ecco il programma delle tre Giornate, clicca QUI

Identità Golose Milano il programma di Lunedì 8 giugno

Lunedì 8 giugno si sviluppa il tema “Identità Future – La libertà di pensare” sul main stage, con alcuni pezzi da novanta della cucina e della pasticceria mondiale.

Sul palco si alterneranno grandi chef italiani e internazionali, tra cui Alain Ducasse, Antonio Bachour (World Best Pastry Chef 2018/2019/2022 e Pastry Innovator 2024), Cesare Murzilli (Executive Pastry Chef Portrait Milano, Milano), Franco Pepe (Pepe in grani, Caiazzo – Caserta), Josean Alija (Nerua Guggenheim, Bilbao – Spagna), Niko Romito (Reale, Castel di Sangro – L’Aquila), Antonia Klugmann (L’Argine a Vencò, Dolegna del Collio – Gorizia), Davide Di Fabio (Dalla Gioconda, Gabicce Monte – Pesaro e Urbino), Richard Abou Zaki (Retroscena, Porto San Giorgio – Fermo), Carlo Cracco (Cracco, Milano), Virgilio Martinez (Central, Lima – Perù), Moreno Cedroni (La Madonnina del Pescatore, Senigallia – Ancona), Caterina Ceraudo (Dattilo, Strongoli – Crotone) e Andrea Aprea e Jessica Rocchi (Andrea Aprea, Milano).

Nicola Bertinelli nella giornata inaugurale dialoga con Francesca Barberini

Presso il main stage, oggi lunedì 8 alle 11,10 Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, assegnerà il premio “Miglior selezione di formaggi” al ristorante che si è distinto per il carrello dei formaggi.

In contemporanea, il congresso si sviluppa nelle altre sale: a Identità di Territorio (in collaborazione con Berlucchi), 6 lezioni dalla mattina alla sera tra grandi maestri e giovani talenti: si parte con Riccardo Forapani e Virginia Cattaneo, si termina con Andrea Aprea e Jessica Rocchi. Nell’appuntamento con Identità di Pizza 8 relatori per 7 masterclass, da Diego Vitagliano alla coppia formata da Gianluca Colucci e Davide Guidara.

Lo Spazio Arena è invece la sede dello speciale Panel Hospitality, ossia il racconto di “Identità Milano” nel settore dell’hôtellerie internazionale, con 6 talk e relatori di gran prestigio. A partire da “Radici profonde, sguardi inediti: la nuova generazione dell’hôtellerie italiana”, con  Biagio Spagnuolo (General Manager del Sant’Angelo, Matera e Sant’Angelo, Ostuni e ceo del Gruppo Bema), Francesco Monti, (Co-owner Hotel Mediterraneo, Sorrento), Gianvito Mangano (Owner Canne Bianche Lifestyle Hotel), Giovanni Torre Avallone (Maître de Maison e Chief Experience Officer del Grand Hotel Parker’s di Napoli).

Per il talk “Wellness & Longevità: gli assi vincenti dell’Ospitalità – Ecosistemi della Longevità: territorio, ospitalità e architettura del benessere” ci saranno Anna Ramazzotti (Owner Borgo La Chiaracia Resort e Spa – Umbria), Graziella Arba (General Manager Castel Monastero – Toscana), Gregor Wenter (Manager & Owner Bad Schöergau – Alto Adige), Tiziano Vudafieri (Architect Principal Vudafieri Saverino Partners). Per “Wellness & Longevità: gli assi vincenti dell’Ospitalità – Longevità naturale contro longevità clinica nel nuovo lusso dell’Ospitalità in Benessere” gli ospiti sono Angela Stoppato (ceo Terme Preistoriche Resort Spa), Guglielmo Giudice (Executive Chef Terme Preistoriche Resort Spa), Nicola Angelo Fortunati (Coordinatore scientifico Gruppo Terme&SPA), Elisabetta Grassi (Co-owner e Responsabile Medical Spa Grand Hotel Des Iles Borromées), Massimo Dorino (General Manager Fonteverde Lifestyle & Thermal Retreat).

Si prosegue con “Nuove aperture, nuove leadership: i GM raccontano le nuove geografie del lusso tra Venezia e Cortina”, con Bartolomeo Fusco (General Manager Orient Express, Venezia), Christian Zandonella (General Manager Danieli, A Four Seasons Hotel, Venezia), Claudio Ceccherelli (Director of Operations Le Graal) Étienne Petitpez (General Manager Airelles, Palladio – Venezia). Nel talk “L’ospitalità come macchina narrativa: progettare spazi e immaginare racconti” i relatori sono Chiara Caberlon (Founder Studio Chiara Caberlon Architetti), David Morini (ceo Pelizzari Studio), Lorenzo Antonelli (socio partner Rizoma Architetture), Igor Rebosio (Co-Founder & Design Director De.Tales), Stefano Cerutti (Vice presidente Italy Family Hotels). Per “Turismo Enogastronomico: Strategie, Territori e Valorizzazione” parleranno Alessandra Montana (Co-Founder Be.Come e Founder Allumeuse), Alex Obermair (General Manager NN Group), Gabriele Gorelli (Master of Wine e Founder Be.Come), Mario Cardone (ceo e Co-founder di Autentico Hospitality), Luigi De Santis (Founder & Managing Director True Event). Nel talk “Cucina d’autore e ospitalità di alta gamma: costruire esperienze memorabili” la parola a Andrea Ribaldone (imprenditore della ristorazione), Denis Lovatel (imprenditore della ristorazione), Vito Spalluto (Managing Director 7 Pines Resort Sardinia), Paolo Rovelli (Direttore Commerciale Julius Meinl Italia S.p.A). Gli ospiti di “La Ristorazione come volano del business alberghiero” sono invece Davide Bertilaccio (ceo Villa d’Este), Gennaro Esposito (La Torre del Saracino, Vico Equense – Napoli), Marco Amato (F&B Manager Hotel Hassler, Roma), Riccardo Vannetti (cmo Gruppo Egnazia Ospitalità Italiana). Infine, il focus sul “Wine Tourism” vede protagonisti Alessandra Boscaini (direttore commerciale Masi Vini), Roberta Ceretto (presidente e responsabile Comunicazione Ceretto), Federica Fina (Marketing & Communication Manager Cantine Fina e presidente Movimento Turismo del Vino Sicilia) e Roberto Protezione (general manager Castelfalfi).

L’inizio di Identità Milano

I lavori dell’edizione numero 21 di Identità Milano partiranno subito forte in Main Stage. Dopo il saluto dei suoi fondatori Paolo Marchi Claudio Ceroni, alle ore 10,15, arriva l’ormai classica introduzione di Davide Rampello sul tema della kermesse, Identità Future – La libertà di pensare, e il doveroso omaggio al grande Aimo Moroni, inizieranno ad alternarsi relatori italiani e internazionali. Subito di forte richiamo la lezione a due voci che vedrà come protagonisti Davide Oldani e il saggista Massimo Recalcati. Si affronterà in seguito la questione del cambiamento climatico e il suo impatto sull’ecosistema e, di conseguenza, anche sulla gastronomia, con Corrado AssenzaChiara Pavan e lo scrittore Stefano Liberti.

Claudio Ceroni, Francesca Barberini e Paolo Marchi

10.40 La cucina italiana è Patrimonio Unesco: dialogo con Maddalena Fossati (presidente comitato promotore del riconoscimento Unesco e direttore La Cucina Italiana) e Antonino Cannavacciuolo (Villa Crespi, Orta San Giulio – Novara)
11.00 Cura la cucina: Davide Oldani (D’O, Cornaredo – Milano) e Massimo Recalcati (psicoanalista e saggista)
11.30 Luiz Filipe Souza (Evvai, San Paolo – Brasile)
12.05 “Ponte Mediterraneo”: il viaggio del grano e delle persone: Corrado Assenza (Caffé Sicilia, Noto – Siracusa)
12.40 Chiara Pavan (Venissa, Mazzorbo – Venezia) e Stefano Liberti (giornalista e scrittore)
13.05 Tommaso Foglia (pastry chef)

Il pomeriggio sarà spumeggiante, con la presentazione della guida Bollicine del mondo 2026 preceduta da Cinque secondi, Il vino nel cinema, dialogo con Augusta Bargilli e il contributo video di Paolo Virzì; dal talk Low-alcol e no alcol: solo una tendenza o il futuro?. Nelle altre sale in programma Identità di Pasta (sala Emerald 1, in collaborazione con Pastificio Felicetti) nove relatori per sette imperdibili lezioni; Identità di Formaggio (sala Emerald 2, in collaborazione col Consorzio del Parmigiano Reggiano), con speaker d’eccezione e originali momenti di degustazione; Golosi di Identità (Spazio Arena, in collaborazione con Fondazione Cotarella); e la Bar Experience, che poi proseguirà per le giornate seguenti.

Relazioni – Gioco al cioccolato di Massimiliano Alajmo è il piatto simbolo di questa edizione

“Identità Milano” 2026: il programma delle tre giornate in dettaglio

Domenica 7 giugno, dopo il saluto dei fondatori Paolo Marchi e Claudio Ceroni, l’ormai classica introduzione di Davide Rampello sul tema della kermesse e il doveroso omaggio al grande Aimo Moroni, inizieranno ad alternarsi relatori italiani e internazionali. Maddalena Fossati (presidente comitato promotore del riconoscimento Unesco e direttore La Cucina Italiana) si confronterà con Antonino Cannavacciuolo (Villa Crespi, Orta San Giulio – Novara) sulla cucina italiana Patrimonio Unesco.

Lo chef Davide Oldani (D’O, Cornaredo – Milano) sarà in dialogo con Massimo Recalcati (psicoanalista e saggista). Il ruolo del vino nel cinema sarà protagonista del dialogo con Augusta Bargilli (azienda Agricola Augusta Bargilli) e il contributo video di Paolo Virzì, mentre il tema del low e no alcol sarà affrontato in un incontro con Eleonora Spadotto (Lea Winery), Federico Veronesi (Signorvino), Francesca e Luca Argentero, Giovanni Rastrelli (fondatori del brand Sodamore), Marzia Varvaglione (Presidente Comité Européen des Entreprises Vins) e Stefano Ricagno (presidente Consorzio Asti).

C’è attesa per l’edizione n. 5 della “Guida alle Bollicine del mondo”, a cura di Cinzia Benzi, che censisce oltre 1.000 cantine blasonate di tutto il pianeta. Si affronterà poi la questione del cambiamento climatico e il suo impatto sull’ecosistema e, di conseguenza, anche sulla gastronomia, con Corrado Assenza, Chiara Pavan e lo scrittore Stefano Liberti.

Nelle altre sale in programma Identità di Pasta, con 9 relatori per 7 imperdibili lezioni; a Identità di Formaggio il Consorzio del Parmigiano Reggiano, tra le eccellenze made in Italy più amate nel nostro Paese e nel mondo, porterà sul palco di “Identità Milano” le “lectio magistralis” di alcuni autorevoli nomi della ristorazione italiana e internazionale, come Isa Mazzocchi (Ristorante La Palta a Borgonovo Val Tidone, Piacenza, una stella Michelin), Stefano Secchi (Ristorante Rezdora a New York, una stella Michelin), Luca Pezzetta (Pizzeria Futura a Milano) e Fabrizio Fiorani (pastry chef del Ristorante Duomo a Ragusa, due stelle Michelin).

Ma il Parmigiano sarà anche protagonista, insieme al riso, nel talk “Chicchi d’autore”, arricchito dalla presenza di rinomati chef chiamati a interpretare in modo creativo l’utilizzo della Dop nella preparazione di un risotto, in abbinamento a Franciacorta Bellavista. “La nostra presenza a “Identità Milano” rappresenta un momento fondamentale per consolidare l’alleanza tra il Parmigiano Reggiano e l’alta ristorazione”, afferma Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano.

Nello spazio Golosi di Identità l’incontro “Agricoltura, sostenibilità e libertà produttiva”, by Fondazione Cotarella in collaborazione con Coldiretti e Fondazione Campagna Amica, vedrà confrontarsi imprenditori agricoli, rappresentanti del mondo agroalimentare, chef e professionisti. Al centro del dialogo, l’idea che un’agricoltura realmente sostenibile non possa nascere da contrapposizioni o logiche proibitive, ma da scelte responsabili, innovazione e integrazione di filiera. I relatori sono Anna Maria Roscio (Executive Director Sales & Marketing Imprese, Divisione Banca dei Territori, Intesa Sanpaolo), Eleonora Masseretti (Presidente Terranostra Lombardia), Gianfranco Comincioli (Presidente Coldiretti Lombardia), Giuseppe Sproviero (studente Università Bocconi e Manager Area Eventi Starting Finance Club Bocconi), Grazia Boccacci (volontaria Fondazione Cotarella), Luca Brambilla (Direttore Accademia di Comunicazione Strategica), Matias Perdomo (Chef e Co-Owner Contraste, Milano), Sara Paraluppi (Direttore Fondazione Campagna Amica) Valeria Ruggeri (Imprenditrice agricola, allevatrice e divulgatrice del settore zootecnico).

É invece incentrato sull’approccio contemporaneo alla nutrizione il panel “Libertà, restrizione e salute: il rapporto con il cibo tra scienza e cultura”, con Camilla Boggiali (studentessa Università Bocconi e Vicepresidente Starting Finance Club Bocconi), Carlotta Perilli (Maître & Restaurant Manager Bu:r Ristorante, Milano), Cinzia Arancio (Psichiatra, Specialista endocrinologia sperimentale Ospedale San Raffaele), David Scatolla (Responsabile e Coordinatore Fondazione Cotarella), Elisabetta Righi (Biologa Nutrizionista Fondazione Cotarella), Eugenio Boer (Chef & Owner Bu:r Ristorante, Milano), Francesca Caproni (Dottore Commercialista, Revisore dei Conti e Direttore del Gal Trasimeno-Orvietano), Paolo Vizzari (Narratore Gastronomico), Simone Pampanelli (Direttore servizio nutrizionale, Azienda Ospedaliera Perugia – Responsabile Nutrizionale Centro DAI, Città della Pieve), Veronica Torricelli (Psicologa, Psicoterapeuta Founder Centro NuMeCo – Psicologa Fondazione Cotarella).

Martedì 9 giugno, la giornata conclusiva dell’edizione numero 21 di “Identità Milano”, vede l’alternarsi di grandi ospiti stranieri e maestri italiani. Gli interventi saranno affidati, tra gli altri, a Massimiliano Alajmo (Le Calandre, Sarmeola di Rubano – Padova), che dialoga con Massimiliano Zampini (Professore di Scienze Cognitive al CIMeC – Università di Trento), Darren Teoh (Dewakan, Kuala Lumpur – Malesia), Mitsuharu Tsumura (Maido, Miraflores – Perù), uno dei più famosi chef giapponesi contemporanei, Charles Spence (psicologo sperimentale e Professore all’Oxford University) con Federico Rottigni (Sensorium, Milano) e il messicano Santiago Lastra da Londra. Attesa chiusura con Gennaro Esposito, tra talk e cooking show, in un ideale passaggio di testimone con l’imminente Festa a Vico. Interessanti gli approfondimenti su “Neuroscienza, cervello e ristorazione: i segreti del successo” con Vincenzo Russo (Professore di psicologia dei consumi e neuromarketing all’università Iulm). “L’ingrediente invisibile: nutrire la longevità attraverso il gusto” vede protagonista Anna Zhang (chef e vincitrice Masterchef Italia), Davide Guidara (I Tenerumi del Therasia Resort, Vulcanello – Messina), Diego Narcisi (Fondatore La Clarice), Matteo Berti (Direttore didattico Alma), Matteo Pincella (Biologo nutrizionista responsabile di area Fc Internazionale e Figc). Nel talk “Dal servizio alla relazione: rifondare il ruolo dell’accoglienza nella ristorazione contemporanea” i protagonisti sono Artur Vaso (Wine Educator & Sommelier Consulting), Claudio Amadori (Owner & Managing Director Resort Villa del Mare – Alto Rooftop, Cervia – Ravenna), Davide Merlini (vice presidente Noi di Sala) e Simone Dell’Isola (Docente di sala Accademia Intrecci). Nel focus “Non è un gioco da ragazzi. Voce agli studenti per un rapporto sostenibile tra ristorazione, scuola e famiglia” ci sono Aya Yamamoto (ad Gastronomia Yamamoto, Milano e Ambasciatore del gusto), Fabio Compagnoni (ceo & Founder Caffè Napoli), Guido Mangiaracina (Preside Scuola Immaginazione e Lavoro Milano e coordinatore attività formative Fondazione Piazza dei Mestieri), Pasquale Caliri (Ambasciatore del gusto), Abraham Nocum (Studente apprendista Immaginazione e Lavoro). Il talk “Il futuro dell’ospitalità è accessibile. Unbarrier to move everyone”, il progetto per abbattere le barriere nei luoghi della socialità, la parola a Arianna Talamona (DE&I Specialist YAM112003), Lorenzo Sirabella (Dry Milano), Martina Federici (Specialista Comunicazione Levoni). Nel talk “Il talento non basta, il futuro si costruisce” ci sono Federico Lorefice (Founder Congusto Institute e Direttore Grande Cucina), Roberto Di Pinto (Sine By Di Pinto, Milano), Marco Pedron (Responsabile didattico pasticceria Congusto Institute), Vincenzo Tiri (Tiri 1957, Acerenza – Potenza); “Il passaggio generazionale nelle imprese agroalimentari italiane” vede al centro Claudio Stefani (ceo & owner Acetaia Giusti), Cristina Cavalchini Guidobono (Founder Riso Buono e Presidente Coldiretti Piemonte) e Marella Levoni (Direttrice Relazioni Esterne e Comunicazione Levoni). Per “Cucina e personal branding” ci sarannoDesirée Nardone (Director & Co-founder Food Genius Academy), Cristiana Pagnotelli (Responsabile Marketing e Comunicazione Gruppo Plena Education – Cast Alimenti), Andrea Giuseppucci (Chef e consulente e creativo); infine, il talk “I nuovi turni di apertura dei ristoranti di Milano: una questione sociale, economica, antropologica” vede la partecipazione di Cesare Battisti (Ratanà, Milano), Diego Rossi e Pietro Caroli (Trippa, Milano). Tanti gli appuntamenti nelle altre sale: protagonista l’Umbria, regione ospite dell’anno, l’Umbria, in collaborazione con la Regione Umbria; al mattino in programma quattro lezioni di Identità di Lievitati (in collaborazione con Acqua Panna – S.Pellegrino), con altrettanti grandi pizzaioli; nel pomeriggio il poker di masterclass di Identità di Bufala.

Non mancheranno, infine, gli eventi “Fuori Congresso”, tra DJ set, mixology d’autore e serate speciali: come “La Cena delle Meraviglie” (domenica 7 giugno) con Antonio Bachour, Moreno Cedroni, Luiz Felipe Souza e  Jacopo Ticchi, e la “Cena Identità Umbria” (martedì 9 giugno, su invito), firmata da  con Ronald Bukri (Coro, Orvieto – Terni), Giulio Gigli (Une, Foligno – Perugia), Andrea Impero (Elementi Fine Dining, Brufa di Torgiano – Perugia), Emanuele Mazzella (Ristorante Cedri, Monte Petriolo – Perugia), Vittorio Ottavi (Ottavi mare, Bevagna – Perugia), Serena Sebastiani (Tenuta Borgo Santa Cecilia, Gubbio – Perugia), Anna Rita Simoncini (I Sette Consoli, Orvieto – Terni).

Canne Bianche Lifestyle Hotel di Torre Canne di Fasano

Il Canne Bianche Lifestyle Hotel a Identità Milano 2026. Il boutique hotel 5 stelle lusso sulla costa dorata di Torre Canne di Fasano, nel cuore della Puglia più autentica. Qui il tempo scorre con dolcezza, tra piccole attenzioni e gesti semplici che raccontano una lunga tradizione di accoglienza

Parmigiano Reggiano a “Identità Milano 2026”

La Dop protagonista dal 7 al 9 giugno tra lezioni di Identità di Formaggio, masterclass di degustazione, pranzi a quattro mani e abbinamenti con i vincitori del Casello d’Oro

La Dop porterà sul palco alcuni dei più autorevoli protagonisti della ristorazione italiana e internazionale, tra cui Isa Mazzocchi, Stefano Secchi, Luca Pezzetta, Fabrizio Fiorani, Cristina Bowerman e Caterina Ceraudo. Il commento del Presidente del Consorzio Nicola Bertinelli, leggere  QUI

Ventuno anni di cucina d’autore

Ventuno anni di cucina d’autore, di grandi chef internazionali, di appassionati che si ritrovano attorno alle tavole per celebrare il cibo come linguaggio universale. Ventuno anni in cui non siamo mai stati avulsi dal porci le domande scomode, quelle che non vorremmo affrontare ma che inevitabilmente e inesorabilmente arrivano verso di noi.

E oggi, pensando al futuro, alle Identità Future, dobbiamo affrontare la domanda più radicale: cosa significa essere liberi quando il mondo che conosciamo sta cambiando sotto i nostri piedi?

La libertà. Tutti la invocano, pochi la comprendono davvero. Molti la confondono con l’assenza di ostacoli, con il poter fare ciò che si vuole, ma questa è una lettura riduttiva, spesso superficiale, una libertà che resta apparente e fragile. La libertà più sostanziale nasce invece dalla capacità di scegliere consapevolmente verso cosa orientare la propria vita, anche quando le scelte sono dolorose e magari significano rinunciare a certezze che credevamo eterne. Dunque: libertà di pensare a modelli nuovi, con diversi punti di riferimento. Di pensare, appunto, alla ristorazione del futuro.

Immagina un mondo dove l’unica regola è il coraggio di non averne. “Identità Future: la libertà di pensare” non è uno slogan, ma l’idea di una cucina che vuole finalmente respirare, liberandosi da schemi che oggi appaiono come armature troppo strette.

Oggi, la libertà più grande è quella di guardare in faccia il cambiamento climatico senza voltarsi dall’altra parte. “Libertà di pensare” significa, paradossalmente, darsi il permesso di scardinare la dispensa tradizionale: non è più il tempo dei prodotti “fuori stagione” imposti dal lusso, ma della libertà di elevare ingredienti poveri, erbe spontanee o varietà dimenticate perché più resilienti. La creatività del futuro nasce dal limite: meno acqua, meno spreco, ma più pensiero. È una libertà che si fa etica, dove il rispetto per la terra diventa l’ingrediente segreto del piatto.

Questa rivoluzione tocca inevitabilmente il cuore del sistema: i modelli di ristorazione. Il vecchio concetto di “tempio della gastronomia” – rigido, gerarchico, quasi militare – sta lasciando il posto a spazi fluidi. Stiamo abbattendo i confini tra sala e cucina, tra chef e ospite. Cambiare modello significa avere la libertà di chiudere quando serve per garantire la qualità della vita della brigata, o di trasformare un ristorante in un laboratorio sociale. Non ci sono più percorsi obbligati; l’unico obbligo è l’autenticità.

E chi sono i custodi di questo fuoco? Le nuove generazioni. Per loro, la libertà di pensiero è – e deve essere – naturale come respirare. I giovani chef e professionisti di oggi non cercano solo la stella, cercano il senso. Sono ragazzi che non hanno paura di mescolare la tecnologia digitale con il lavoro della terra, che rifiutano il dogmatismo per costruire un linguaggio meticcio, globale e sostenibile, eppure profondamente radicato alle proprie differenti identità e al proprio imprinting. La loro identità non è un punto d’arrivo, ma un viaggio continuo dove il passato viene onorato, mai subìto.

In questo scenario, l’identità futura è un cantiere aperto. È la consapevolezza che, per salvare la tavola (e il pianeta), dobbiamo riconoscere anche la libertà di sbagliare, di sperimentare e, soprattutto, di disimparare ciò che non ci serve più. Perché nel futuro della gastronomia, l’unico vero peccato è restare fermi.

Siamo liberi? Sì, maledettamente liberi. E proprio per questo, tremendamente responsabili. Responsabili verso chi c’era prima di noi, verso chi c’è ora, verso chi ci sarà dopo. La storia non comincia da noi, e non finirà con noi, ma il nostro passaggio – se pensato, dunque consapevole – può fare la differenza.

Viva la libertà, quella vera, quella che si assume la responsabilità del futuro.