Tra filiera controllata, attenzione al benessere animale e investimenti sull’energia pulita, l’azienda parmense specializzata nella lavorazione del salmone racconta nel nuovo Bilancio di Sostenibilità i suoi passi concreti verso un modello sempre più responsabile
Ridurre l’impatto senza rinunciare alla qualità e al gusto. È il principio che guida il lavoro quotidiano di Foodlab, azienda parmense specializzata nella lavorazione di salmone affumicato e altri prodotti ittici, principale player italiano per la private label top di gamma. Foodlab ha presentato infatti il nuovo Bilancio di Sostenibilità 2024, con il quale ha scelto di documentare il proprio percorso di miglioramento ambientale, sociale e qualitativo. Un’occasione per fare il punto su ciò che è stato fatto – e su quanto resta ancora da fare – in un settore, quello ittico, che sta prendendo sempre più consapevolezza della propria impronta etica e ambientale. La mission di Foodlab è quella di creare prodotti innovativi, rispettando la salute delle persone e del pianeta.
Ogni giorno investe in processi produttivi sostenibili, promuovendo un’economia circolare. A fine 2024 l’azienda ha dato un’accelerazione alla transizione ecologica con l’adozione del programma Agrisolare. Un investimento che mira ad aumentare l’autoproduzione di energia da fonte rinnovabile, ridurre i costi energetici, contribuire alla decarbonizzazione dell’attività industriale e rafforzare l’impegno aziendale verso un modello produttivo più sostenibile e resiliente.
Un impegno certificato per il benessere animale
A queste azioni si affianca l’impegno nella tutela degli ecosistemi marini. Foodlab sceglie da anni di rispettare gli standard più restrittivi in materia di pesca e acquacoltura responsabili. Il 100% del salmone Sockeye lavorato dall’azienda proviene da pesca selvaggia certificata MSC (Marine Stewardship Council), garanzia di tracciabilità e rispetto degli stock marini. A questa si affianca l’attivazione delle certificazioni ASC (Aquaculture Stewardship Council), che promuovono un’acquacoltura con densità contenute, alimentazione controllata e standard di benessere animale più elevati. Una scelta che ha un impatto diretto non solo sull’ambiente, ma anche sul profilo nutrizionale e sensoriale del prodotto
Il “curriculum” del pesce e la filiera sotto gli occhi di tutti
Tracciabilità è la parola chiave. «La qualità e la sicurezza alimentare dei nostri prodotti rimangono una priorità assoluta» spiega il CEO Gianpaolo Ghilardotti. «Nel corso del 2023-2024, abbiamo mantenuto elevati standard di controllo lungo tutta la filiera produttiva. Il rapporto con i nostri clienti, che sono oltre 400, si è consolidato grazie ad un livello di servizio eccellente e alla capacità di soddisfare le loro esigenze in modo tempestivo e personalizzato».Foodlab rivendica quindi il controllo diretto sul processo di trasformazione: «quello che succede al pesce, succede sotto i nostri occhi». Tutte le specie lavorate provengono da aree certificate e riconosciute per l’eccellenza nella gestione: Alaska, Norvegia, Scozia. Il prodotto è identificabile in ogni fase, e il consumatore può conoscerne origine, caratteristiche e trattamento.
Packaging ed energia pulita: meno impatto, più innovazione
Anche sul fronte imballaggi, Foodlab adotta un approccio pragmatico. Oggi, l’89% dei materiali utilizzati è riciclabile e l’azienda ha già introdotto nuove soluzioni in alluminio e PET riciclato, affiancate da una costante attività di ricerca su pack paper-based, meno impattanti e più facili da gestire. A Natale 2024, come anticipato, Foodlab ha introdotto un’innovazione di rilievo nel mercato italiano, un packaging in latta per il salmone, un materiale riciclabile all’infinito e un’alternativa riutilizzabile e duratura. Nel 2024 l’azienda ha inoltre aumentato la quota di energia rinnovabile grazie a nuovi impianti fotovoltaici e a soluzioni di efficientamento energetico, che si sommano a un dato già distintivo: zero consumo di acqua potabile nei processi produttivi, grazie a un sistema chiuso che minimizza gli sprechi. Anche la logistica è sotto osservazione, con ottimizzazione dei trasporti e scelta di partner a minore impatto.
Filosofia no-waste, persone, comunità, territorio
Ridurre gli sprechi e dare nuova vita agli scarti è uno degli obiettivi chiave della strategia di Foodlab per un’economia più circolare. Nel biennio 2023-2024, l’azienda ha conferito 1737 tonnellate di materiali di scarto (come pelli e teste) alle aziende specializzate nella loro rivalorizzazione, specialmente nel settore del pet food.
Ma c’è di più: Foodlab sta lavorando anche ad alcuni progetti innovativi per valorizzare alcune parti del pesce in passato scartate per questioni prevalentemente estetiche, dotate invece di alto valore nutrizionale (come il muscolo bruno, ricco di acidi grassi Omega-3 e proteine pregiate).
Foodlab restituisce poi al territorio parte del valore generato, sostenendo progetti educativi, sociali e sanitari con il Fondo Foodlab – F.lli Ghilardotti, attivo dal 2021. Sostiene inoltre The Ocean Cleanup, un’organizzazione a scopo benefico che ha ottenuto risultati straordinari nella rimozione dei rifiuti plastici dai mari.
Per Foodlab, la sostenibilità non è dunque un progetto a compartimenti stagni, ma un approccio integrato che unisce tutela dell’ambiente, rispetto delle persone e valorizzazione delle eccellenze italiane. Un percorso in continua evoluzione, con l’obiettivo di rendere ogni fase della filiera sempre più trasparente, etica e responsabile, dal mare alla tavola.
La società Foodlab
Foodlab è una società a responsabilità limitata, la cui unica sede produttiva e amministrativa è ubicata nel comune di Polesine-Zibello, in provincia di Parma.

L’attività commerciale è nata da un’idea imprenditoriale del fondatore Gianpaolo Ghilardotti, che nei primi anni 2000 ha avuto un’illuminazione: perché non fondare un’azienda che fosse pioniera della affumicatura del salmone in Italia? Ed è andata proprio così: Foodlab è il sogno diventato realtà di tre fratelli, Gianpaolo, Francesco ed Elisabetta Ghilardotti (Foto di copertina).

Ecco le foto di Gianpaolo Ghilardotti scattate dal compianto fotografo di Gustoh24, Ivano Zinelli, nella sua rubrica Le facce che si fanno guardare. Clicca QUI
