I dati sono stati resi noti dall’analista Ismea Mario Schiano Lo Moriello in chiusura della manifestazione “Regina di Puglia” voluta dal Comune di Noicàttaro, nel sud barese, per valorizzare il prodotto gioiello dell’economia locale e regionale
Esportazioni record per l’uva da tavola italiana nel 2025: 437mila le tonnellate andate sui mercati esteri (con una crescita del 16% rispetto al 2024), per un fatturato che sfiora il miliardo di euro (973 milioni, in aumento dell’8,5% rispetto all’anno precedente).
I dati sono stati resi noti dall’analista Ismea Mario Schiano Lo Moriello in occasione del convegno che ha concluso la quarta edizione della manifestazione “Regina di Puglia”, promossa dal Comune di Noicàttaro nel sud barese e organizzata in collaborazione con Agenzia Omnibus.
La manifestazione, nata per valorizzare il prodotto gioiello dell’economia locale ma anche per promuovere il territorio in ottica turistica, gode del supporto della Regione Puglia, Camera di Commercio di Bari, APEO-Associazione produttori esportatori ortofrutticoli, Consorzio Uva da tavola di Puglia Igp e Cassa Rurale ed Artigiana di Castellana Grotte Credito Cooperativo. Dal Comune di Noicàttaro è partito inoltre il network “Le Terre dell’Uva” che comprende inoltre i Comuni di Rutigliano, Mola di Bari, Casamassima, Castellaneta, Adelfia e Polignano a Mare.

La Puglia – ha sottolineato l’analista Schiano Lo Moriello – è la regione leader nella produzione nazionale di uva da tavola, con circa il 60% del totale nazionale. La regione è inoltre leader per superfici investite e garantisce la disponibilità di prodotto fino all’inizio dell’inverno, con una produzione concentrata soprattutto nelle province di Bari, Taranto e Barletta-Andria-Trani. Il secondo grande polo è rappresentato dalla Sicilia, che apre la campagna commerciale tra maggio e giugno con le prime raccolte.
L’analista Ismea ha anche illustrato i principali trend che riguardano i consumi dell’uva da tavola, sottolineando che crescono le vendite al dettaglio di uve confezionate e la crescita della domanda per il prodotto senza semi. La quota in quantità del prodotto confezionato è arrivata al 55% nel 2025, con una crescita del 6% in 5 anni. La quota in valore del prodotto confezionato totalizza il 61%, segnando un rialzo del 10% in 5 anni. Il picco degli acquisti è sempre a settembre, mentre il picco della spesa, talvolta, è a a ottobre, a causa dell’impennata autunnale dei prezzi delle uve. Il prezzo medio si attesta a 3,25 euro al kg, poco variato rispetto al 2024 (+0,4%). I dati relativi al primo semestre 2026 – ha sottolineato Schiano Lo Moriello – mostrano comunque un forte aumento degli acquisti fuori stagione, +24% su base annua. Le famiglie con i figli under 16 sono la tipologia di acquirente che registra i maggiori incrementi degli acquisti in termini di quantità di uve confezionate (+14% su base annua nel 2025 e +35% rispetto al 2023).

Analizzando nel dettaglio l’export italiano di uve da tavola, Schiano Lo Moriello ha osservato che le spedizioni di uve sono concentrate in pochi Paesi. Tra il 2010 e il 2025 si è verificato l’aumento dell’1% della quota dei Paesi Ue e la riduzione di pari entità della quota dei Paesi extra Ue. Il primo cliente è la Germania che tra il 2010 e il 2025 ha incrementato la propria quota dal 24 al 32 per cento. Cresce anche la quota del Regno Unito, dal 2 al 5%.
Tra le opportunità di valorizzazione del prodotto italiano si segnala anche l’uva con indicazione geografica protetta “Uva di Puglia”, una delle tre produzioni di uva a indicazione presenti a livello nazionale. I volumi sono ancora contenuti, ma, secondo l’analista Ismea, il marchio presenta potenzialità di crescita e meriterebbe di entrare nella top ten dei prodotti ortofrutticoli italiani a denominazione di origine.

“Regina Di Puglia” fa poker e svela il territorio tra visite in vigne e negli scrigni d’arte delle “Terre dell’Uva”
La manifestazione, fortemente voluta dal Comune di Noicàttaro (BA), ha valorizzato l’uva da tavola, gioiello dell’economia locale e nazionale. Leggere su GUSTOH24
