Il Consiglio dell’Unione Europea ha nominato i rappresentanti degli Stati membri nel nuovo Consiglio di Amministrazione dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, con mandato quadriennale dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2030

Ugo Della Marta, Capo dei Servizi Veterinari Italiani e Direttore Generale della Sicurezza Alimentare del Ministero della Salute, è stato confermato rappresentante dell’Italia nel Consiglio di Amministrazione dell’Autorità europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) per il mandato 2026-2030. La nomina, del Consiglio dell’Unione Europea, è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 30 aprile. Il mandato quadriennale decorrerà dal 1° luglio 2026, data in cui scade quello attuale in cui Della Marta aveva già ricoperto il ruolo di membro. Per il prossimo mandato il rappresentante supplente sarà Alessio Nardini, attuale Direttore Generale della Direzione per i corretti stili di vita e i rapporti con l’ecosistema, in sostituzione di Pierdavide Lecchini che aveva ricoperto il ruolo nel mandato in chiusura. Il CdA dell’Efsa è composto da rappresentanti di tutti e 27 gli Stati membri, tutti con diritto di voto.

La conferma nel CdA Efsa per il mandato 2026-2030

La Decisione del Consiglio dell’Unione Europea, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 30 aprile 2026, nomina i rappresentanti degli Stati membri nel CdA dell’Efsa per il quadriennio 2026-2030. Il mandato decorre dal 1° luglio 2026 e può essere rinnovato.

Il profilo di Ugo Della Marta

Ugo Della Marta ricopre in Italia il ruolo di Chief Veterinary Officer (CVO), la figura di vertice della sanità veterinaria pubblica, e di Direttore Generale della Sicurezza Alimentare del Ministero della Salute. La sua presenza nel CdA Efsa garantisce continuità nella rappresentanza italiana in un organismo che svolge un ruolo centrale nella valutazione del rischio alimentare a livello europeo, con sede a Parma.

Il CdA Efsa: composizione e ruolo

L’Efsa è stata istituita dal Regolamento (Ce) n. 178/2002. Il suo Consiglio di Amministrazione è composto da rappresentanti di tutti e 27 gli Stati membri, tutti con diritto di voto. Le nomine si basano su competenza ed esperienza approfondite nel diritto e nella politica in materia di filiera alimentare, inclusa la valutazione del rischio, oltre a competenze gestionali, amministrative, finanziarie e giuridiche. La Decisione del Consiglio sottolinea che le nomine devono garantire “i più alti livelli di competenza e il più ampio spettro disponibile di esperienza, fondamentale per garantire l’indipendenza, gli elevati standard scientifici, la trasparenza e l’efficienza”.