L’undici febbraio 1996 al Grand Hôtel Excelsior di Roma
Dal gennaio 2026 licenziato dalla Stampa e Il Gusto dopo quasi quattro decenni

Nella foto di copertina: Marchesi, Minoli, Bartolini, Mancini, Urban e Raspelli

Raspelli, tu da domani, oltre ad occuparti di cronaca, farai la Pagina dei Ristoranti. Vai nei ristoranti, mangi, paghi, che poi ti rimborsiamo noi, ma voglio anche i ristoranti cattivi”.
Probabilmente Edoardo Raspelli non immaginava che l’ordine perentorio di Cesare Lanza, direttore del Corriere d’Informazione, gli avrebbe cambiato la vita: un nuovo lavoro accanto a quello, consueto, di seguire i misfatti i delitti ed i tragici episodi di quei famigerati Anni 70, gli Anni di Piombo.
In Italia allora si mangiava molto male e l’idea del direttore dell’edizione pomeridiana del Corriere della Sera fu straordinaria, con un successo strepitoso.
La Notte, l’altro quotidiano milanese del pomeriggio, aveva le pagine con i voti ai cinema, ideata da Nino Nutrizio, il Corinf con Raspelli i ristoranti, la cui pagina la prima volta uscì il 10 ottobre del 1975.
Ma la prima rubrica negativa, la recensione di un ristorante cattivo con il racconto della bocciatura e sotto il nome del locale, apparve solo qualche settimana dopo, proprio 50 anni fa, il 13 febbraio del 1976, il ristorante milanese Gori, in via Sammartini. Poi un lungo elenco: Il Castello di Pomerio, l’Harrys Bar di via Veneto a Roma, il Rigolo ed il Biffi Scala a Milano…

Una corona da morto sotto casa e una condanna a morte

Dopo aver stroncato a Milano lo Château d’Avignon, in via San Maurilio, Edoardo Raspelli si trovò una corona da morto sotto casa; dopo aver giudicato negativamente un ristorante sulla Cerchia dei Navigli, la Vecchia Milano, seppe che volevano farlo fuori: il ristorante, allora, 50 anni fa, era del boss Francis Turatello.

11 febbraio 1996: con Raspelli su La Stampa nasce la critica negativa degli alberghi

In questi giorni di febbraio c’è un’altra data significativa per il mondo giornalistico italiano. Se Edoardo Raspelli fu nel febbraio del 1976 il primo in Italia e terzo al mondo (non sapeva che era stato preceduto dal duo francese Gault & Millau) a criticare i ristoranti, ad Edoardo Raspelli si deve accreditare anche l’invenzione della critica (anche quella negativa) agli alberghi.
Sul quotidiano torinese La Stampa la sua prima critica agli alberghi fu trent’anni fa, l’11 febbraio del 1996: una feroce critica al celebre hôtel Excelsior di Roma. Al grande albergo di via Veneto, nove anni dopo, Raspelli dedicò un’altra stroncatura accompagnata dal voto di 8/20.
Negli anni fu criticato un albergo al settimana: alle Palme di Palermo, al Regina Elena di San Margherita Ligure, al Dado Hôtel di Parma i voti più bassi…

Il critico Edoardo Raspelli “licenziato” dal gruppo Gedi diventa “curioso”

Edoardo Raspelli ha chiesto  all’ Intelligenza Artificiale, l’ I.A., la ChatGPT, notizie su Luca Ferrua ex direttore del supplemento enogastronomico digitale de La Stampa, La Repubblica e altri 10 quotidiani locali IL GUSTO.IT

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I ricordi di un grande decano della critica gastronomica

Il 10 ottobre 1975 su ordine di Cesare Lanza usciva la Pagina dei Ristoranti.

Uno dei vice capo cronisti attraversò tutto il salone al secondo piano di via Solferino 28 e gli disse “ Raspelli, c’è un padulo . Non sai che cosa è il padulo ????!!! Un uccello che vola nel c… Vai dal direttore, ti vuole parlare”.
Non ricordo se era Mario Perazzi, cognato di Oriana Fallaci, o Franco Damerini, papà di Leo, per anni colonna della comunicazione di Mediaset – racconta Edoardo Raspelli – ma so che bussai tremante alla porta a vetri dell’ufficio di Cesare Lanza.

Chiarissime le parole, gli ordini del direttore del CORINF: da oggi, oltre alla cronaca nera, vai al ristorante, mangi, paghi (che poi ti rimborsiamo noi) e ne scrivi, però voglio anche i ristoranti cattivi”.

L’altro giornale milanese del pomeriggio, La Notte, era diretto dal grande Nino Nutrizio, che aveva inventato la seguitissima pagina quotidiana con i voti, le pagelle, dei film.
Il Corriere d’Informazione, con un obbediente Raspelli, il 10 ottobre del 1975 cominciò a dare i voti ai ristoranti con una pagina che da settimanale divenne quasi quotidiana e che fece raddoppiare le vendite.
Un voto all’ambiente (da 1 a 3 forchettine), un voto per la cucina (da 1 a 3 stellette) più un faccino sorridente per il locale particolarmente tranquillo, bello, invitante.
Fino ad allora Raspelli si era occupato di cronaca nera in quei terribili Anni di Piombo: l’omicidio di Simonetta Ferrero all’Università Cattolica,  proprio nel suo primo giorno di lavoro, il 26 luglio del 1971 (Raspelli aveva appena compiuto 22 anni), l’assassinio del commissario Luigi Calabresi il 17 maggio del 1972, i tragici rapimenti di Cristina Mazzotti e di Carlo Saronio, l’assassinio di Sergio Ramelli (proprio davanti a casa di Raspelli, nella stessa via Amadeo dove abitava lo studente) e di Fausto ed Iaio al Casoretto…

Si era messo in luce ”gastronomica” però, confrontando ogni edizione della Guida Michelin pubblicando anche i ristoranti bocciati che la “sguida”, allora, si guardava bene dall’indicare.
Primo in Italia e terzo al mondo (non lo si sapeva ma in Francia, due giornalisti, Henry Gault e Christian Millau, davano voti anche negativi),  Edoardo Raspelli aveva creato la critica gastronomica.

Prima di loro, agli inizi del 1900, il tedesco Hans Barth aveva scritto (con la prefazione di Gabriele D’Annunzio) solo di buoni locali nel suo Osterie d’Italia, Luigi Veronelli usciva con la Guida all’Italia Piacevole (e solo quella)…
Pochi mesi dopo, il 13 febbraio 1976, ecco apparire il Faccino Nero dedicato da Edoardo Raspelli al peggior ristorante della settimana.
Da qui querele (tutte vinte), telefonate anonime, minacce, una corona da morto sotto casa e perfino la condanna a morte che gli aveva decretato un singolare “ristoratore” cui Edoardo Raspelli aveva riservato l’ennesimo suo ”Faccino Nero”, il ristorante La Vecchia Milano, sulla cerchia dei Navigli, il cui patron era il boss della malavita Francis Turatello…
Man mano, poi, Edoardo Raspelli, oltre che nel peso si è allargato nel lavoro e nella notorietà: dal CORINF e dal Corriere della Sera ai ristoranti sul Gambero Rosso, autore e poi anche curatore della Guida ai Ristoranti dell’Espresso, centinaia di articoli per La Stampa , Repubblica ed i 12 quotidiani locali collegati in digitale, RAI 1 RAI 2 e RAI 3, Rete 4 e Canale 5, scrivendo la grandezza di un Massimo Spigaroli, enfant prodige a Polesine Parmense e creatore della fama mondiale del Culatello di Zibello, al suo FERRAN ADRIA’: 22 PIATTI DI DELUSIONE al racconto della sua esperienza da cameriere sulla riviera romagnola per la Domenica del Corriere.

EDOARDO RASPELLI

Edoardo Raspelli è nato a Milano il 19 giugno 1949; è stato definito” il critico gastronomico più severo d’ Italia”. Per le sue stroncature è stato querelato più di venti volte da proprietari di ristoranti, albergatori e produttori di vino ma è sempre stato assolto dai tribunali di mezza Italia ” per aver svolto correttamente il diritto- dovere di cronaca e di critica”.
La penultima assoluzione è di giugno 2013 :la Corte d’Appello di Napoli (seguendo la decisione del Tribunale) ha di nuovo assolto Raspelli anche nella causa che gli aveva intentato Giorgio Rosolino (patron della celebre Cantinella di Napoli e zio del campione di nuoto Massimiliano).
L’ultima assoluzione risale all’ottobre 2017: Edoardo Raspelli sul settimanale DI TUTTO aveva parlato di Walter Valerio, ex chef e poi patron del celebre ristorante Benedetto Girelli (di Barghe, BS) e il cuoco lo aveva querelato ma il Tribunale di Milano ha assolto il giornalista. Edoardo Raspelli ha vinto anche in Corte d’Appello.
Ha cominciato a scrivere professionalmente in seconda liceo classico, a vent’anni, sul Corriere della Sera diretto da Giovanni Spadolini, nella pagina Tempo dei Giovani diretta da Mario Robertazzi.
Assunto nel 1971 all’edizione pomeridiana del Corriere della Sera (il Corriere d’ Informazione), è diventato giornalista professionista nel 1973.
All’ inizio si è occupato prevalentemente di cronaca nera, seguendo gli avvenimenti più drammatici degli Anni di Piombo di Milano: accanto a lui, al secondo piano di via Solferino 28, il suo ex compagno di scuola del liceo Parini Walter Tobagi, Vittorio Feltri, Ferruccio De Bortoli, Massimo Donelli, Gigi Moncalvo, Gian Antonio Stella, Paolo Mereghetti, Gianni Mura, Rodolfo Grassi, Francesco Cevasco…
Il 26 luglio del 1971, suo primo giorno di lavoro come giornalista praticante al Corriere d’Informazione, alle 7.30 del mattino, viene scaraventato all’Università Cattolica di Milano, per raccontare un delitto: una giovane laureata, Simonetta Ferrero, trovata massacrata con 33 coltellate in un gabinetto di Scienze Politiche di cui era preside Gianfranco Miglio (che sarebbe diventato l’ideologo della Lega di Umberto Bossi).

Un anno dopo, il 17 maggio del 1972, è il primo giornalista ad arrivare in via Cherubini, a Milano, davanti alla casa dove venne ucciso il Commissario di Polizia Luigi Calabresi, padre dell’ex direttore de La Stampa e di Repubblica, Mario Calabresi.
Da allora ha seguito tutti i famigerati ”Anni di Piombo” di Milano, dalla morte su di un traliccio dell’editore Gian Giacomo Feltrinelli, ai rapimenti (Carlo Saronio, Laura Orsi, Mirko Panattoni, Cristina Mazzotti, il piccolo Daniele Alemagna…), all’uccisione del magistrato Emilio Alessandrini e di un caro amico dello stesso Raspelli, il maresciallo di Polizia Sergio Bazzega, da parte del brigatista rosso Walter Alasia.

Si è poi specializzato in gastronomia e difesa del consumatore (nella sua famiglia ci furono anche importanti ristoratori ed albergatori: uno zio aveva lavorato all’ Excelsior di Roma, al Kulm ed al Souvretta di Saint Moritz, assieme al futuro grande ballerino Rudolf Nureiev; altri suoi parenti erano proprietari dei celebri Rimbalzello e Grand Hôtel Savoy di Gardone Riviera, requisito dal comandante militare nazista, il generale Karll Wolff, per farne il suo quartier generale durante la R.S.I.).

Cronista di gastronomia”
Il 10-10-1975, su ordine del direttore del Corriere d’Informazione di allora, Cesare Lanza, ideò la pagina dei ristoranti.
Il 7-2-1976 appare la sua firma, la sua fotografia con la rubrica di stroncature diventata celebre, ”il faccino nero”. Obbedendo all’idea di Cesare Lanza, con Edoardo Raspelli in Italia nasceva la critica gastronomica vera.

Più che ”critico gastronomico”, lui si sente ”cronista della gastronomia”. Da sempre va nei ristoranti e negli alberghi come “inatteso cliente qualunque pagante”.
Dal 1978, per i primi quattro anni, è stato tra i fondatori ed i responsabili, con Henry Gault, Christian Millau e lo stragista Federico Umberto D’Amato, della Guida d’ Italia pubblicata dall’ Espresso.
Dal 16 dicembre 1986 è stato il primo responsabile della pagina dei ristoranti del GAMBERO ROSSO, allora supplemento del quotidiano comunista Il Manifesto fondato da Stefano Bonilli.
Dall’edizione 1996 fino all’ edizione 2001 è stato curatore e supervisore della GUIDA DEI RISTORANTI D’ ITALIA DELL’ ESPRESSO, firmando anche la rubrica ” IL GOLOSO” del settimanale.
Il 24 gennaio 1985 comincia a scrivere nel supplemento Tutto Dove del quotidiano di Torino La Stampa (caporedattore Franco Pierini): un ampio articolo dedicato a tutti i ristoranti migliori della Valtellina.
Il 3-4-1986 nasce la pagina settimanale di recensioni sul quotidiano di Torino La Stampa: all’inizio solo con un grosso pezzo dedicato ad un ristorante (meglio: ”ad un posto dove si mangia”, anche trattoria, agriturismo,..) e ai prodotti alimentari.
Dieci anni dopo, l’11 febbraio 1996 su La Stampa Edoardo Raspelli inventava la vera “critica ” agli alberghi con una stroncatura al mitico Excelsior di Roma.
Poi soppressa per il ridimensionamento delle foliazione, quella del quotidiano La Stampa è stata ed è la prima ed unica rubrica critica sugli alberghi di tutto il giornalismo italiano (e mondiale), cartaceo televisivo radiofonico ed web che sia.

Per un paio di anni ha avuto tutte le domeniche una rubrica su IL PIACERE DELLA LETTURA ,il settimanale collegato a QN, ideato da Bruno Vespa ed Andrea Cangini e curato da Pierpaolo Ciuffi e dalla redazione cultura e spettacoli.

QN, il Quotidiano Nazionale, è la parte comune oggi a 3 quotidiani: Il Giorno (secondo giornale della Lombardia ed in alcune zone addirittura il primo), Il Resto del Carlino (il giornale di Bologna, leader in Emilia Romagna e Marche), La Nazione (quotidiano di Firenze ,il più diffuso in Toscana ed Umbria): QN è il primo o secondo quotidiano di carta più diffuso nelle edicole, tradizionali e non, d’Italia.
La sua firma è apparsa anche regolarmente sui periodici IN FAMIGLIA , ADESSO, TuttoSettimanale, ORA e sul mensile MELAVERDE MAGAZINE di cui scriveva l’editoriale.
Ai primi di luglio 2019, su iniziativa di Stefano Piavani (editore a Romano di Lombardia, BG), è nato il mensile online digitale gratuito RASPELLIMAGAZINE da cui si è dimesso il 12 novembre 2024.
Dal 4-5-2021 fino al 29-2-2024 i suoi pezzi (già passati da La Stampa cartacea a La Stampa digitale) sono apparsi on line sul portale
 ilgusto.it e sui tredici quotidiani del Gruppo GEDI collegati: La Stampa, La Repubblica, Il Secolo XIX, Huffington Post e nove quotidiani locali: La Sentinella del Canavese (Ivrea, Torino), La Provincia Pavese, Gazzetta di Mantova, Il Mattino di Padova, Tribuna di Treviso, Nuova di Venezia e Mestre, Corriere delle Alpi (Belluno), Messaggero Veneto (Udine) e Il Piccolo (Trieste).

Tra le sue iniziative, la più singolare fu nel 1985 quando riuscì a farsi assumere in incognito, come cameriere, in un albergo della Riviera Romagnola, l’hotel ABC di Rivazzurra di Rimini, esperienza che raccontò sul settimanale La Domenica del Corriere, diretta da Pier Luigi Magnaschi, oggi editore e direttore del quotidiano ITALIA OGGI.

Interpretando, un cameriere, ha partecipato al film di Piero Chiambretti “Ogni lasciato è perso” (prodotto da Rita Rusic). Era sacerdote di oratorio nel film” Febbre all’ italiana ”di Ettore Pasculli (con Lele Dinero, Nadia Bengala, Ksenia Zaynak, …).

Accanto al protagonista Riccardo Sardonè e a Susanna Messaggio ha interpretato l’ enologo Eliprando nel film di Ettore Pasculli ”Asfalto Rosso” dedicato a stigmatizzare il problema del bere eccessivo e della guida irresponsabile (magari legata anche al mondo delle corse clandestine).
Il film, promosso dalla Bayer con il patrocinio della Regione Lombardia, è stato girato in gran parte nelle vigne e nella cantina della Comunità di San Patrignano a Coriano (Rimini) ed è stato proiettato nel settembre 2012 alla Mostra del Cinema di Venezia.

Ha partecipato ad alcuni dei 20 episodi di Crodino Crazy Factory, una sit com legata al celebre Gorilla del Crodino, creato da Erminio Perocco. Nelle vesti del papà della sposa ha recitato accanto a Victoria Cabello e Vittoria Belvedere. La Campari ha avuto come produttore Gianfranco De Rosa.

Valeria Bertocchi e Edoardo Raspelli

Il critico Edoardo Raspelli “licenziato” dal gruppo Gedi diventa “curioso”

Edoardo Raspelli ha chiesto  all’ Intelligenza Artificiale, l’ I.A., la ChatGPT, notizie su Luca Ferrua ex direttore del supplemento enogastronomico digitale de La Stampa, La Repubblica e altri 10 quotidiani locali IL GUSTO.IT

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