A Parma si conclude un’edizione record tra talento, visione e nuove sfide
Si conferma uno degli appuntamenti più attesi a livello internazionale il Campionato Mondiale della Pizza, che anche quest’anno ha trasformato Parma nel cuore pulsante dell’arte bianca. Un’edizione che ha ribadito il valore della pizza come simbolo di cultura, sperimentazione e incontro tra tradizioni diverse, capace di evolversi senza perdere la propria identità.
Con numeri da capogiro e una partecipazione globale, il Campionato continua a crescere, attirando centinaia di pizzaioli e migliaia di visitatori da tutto il mondo, pronti a scoprire le nuove frontiere del gusto tra tecnica, creatività e attenzione crescente a sostenibilità e benessere.

Pizza Classica: equilibrio e identità

Nella categoria più rappresentativa, a conquistare il titolo è stato Manolo Collovigh, che ha saputo distinguersi per equilibrio e precisione tecnica. Sul podio anche Stefano Spataro e Jonathan Petriccioli, protagonisti di interpretazioni capaci di valorizzare la tradizione con uno sguardo contemporaneo.
Pizza Napoletana STG: il valore della tradizione
È Ludovic Bicchierai a imporsi nella categoria simbolo della tradizione, grazie a una pizza che ha convinto la giuria per autenticità e rigore tecnico; il suo lavoro ha saputo esaltare gli elementi fondamentali della vera pizza napoletana. Affiancato sul podio da Francesco Caruso e Giuseppe Auriemma.
Pizza in Teglia: semplicità che sorprende
Ancora Ludovic Bicchierai protagonista nella Pizza in Teglia, dove ha conquistato il primo posto grazie a un perfetto equilibrio tra croccantezza e gusto. Una categoria che continua a dimostrare come la semplicità possa trasformarsi in eccellenza quando tecnica e ingredienti lavorano in armonia.
Pizza in Pala: versatilità e carattere
A distinguersi è stato Massimo Bruni, che ha interpretato al meglio una delle espressioni più dinamiche della pizza italiana. La sua proposta ha convinto per struttura e gusto, confermando la crescente attenzione verso formati sempre più versatili e contemporanei.
Pizza Senza Glutine: qualità senza compromessi
Grande prova anche nella categoria senza glutine, dove Thomas De Silvestri ha conquistato il primo posto con una pizza capace di unire tecnica e gusto senza compromessi. Un segnale chiaro di quanto questa categoria stia evolvendo rapidamente, sia in termini di ricerca che di risultato finale.
Pizza a Due: creatività condivisa
Tra le categorie più spettacolari, la Pizza a Due ha premiato il lavoro di squadra di Giuseppe Villani e Gabriele Frati. La loro creazione ha saputo unire tecnica e creatività in modo armonico, dimostrando come la collaborazione possa portare a risultati sorprendenti.

Le gare di abilità: quando la pizza diventa spettacolo
Non sono mancati i momenti più spettacolari della competizione. Daniele Pasini si è distinto sia nella categoria Pizza più larga, raggiungendo dimensioni impressionanti, sia nella gara di velocità, dove ha registrato il miglior tempo.

Nel Freestyle, invece, è stato Nicola Matarazzo a conquistare la giuria con una performance che ha unito tecnica e intrattenimento, trasformando la pizza in vero e proprio spettacolo.
A emergere per completezza e versatilità è stato invece Nicola Sardella, vincitore del Triathlon della pizza, riconoscimento che premia i pizzaioli più trasversali e capaci di eccellere in diverse specialità.
Grande energia anche nella competizione a squadre, dove a salire sul gradino più alto del podio è stato il team Six Warriors, esempio perfetto di coordinazione, tecnica e spirito di gruppo.
Homemade Pizza: la passione che nasce in casa
Sempre più partecipata la categoria dedicata agli amatori, che conferma come la passione per la pizza non conosca confini professionali. A conquistare il primo posto è stata Silvia Da Re, seguita da Bayard Rogers e Alessio Donno, con proposte che hanno dimostrato competenza e creatività degne dei migliori professionisti.
«Anche quest’anno il Campionato ha dimostrato come la pizza sia molto più di un piatto: è un linguaggio universale capace di unire culture, tradizioni e visioni diverse», ha commentato Massimo Puggina, organizzatore dell’evento. «Quello che vediamo crescere, anno dopo anno, non è solo il livello tecnico della competizione, ma anche la consapevolezza dei pizzaioli, sempre più attenti a temi come sostenibilità, benessere e qualità delle materie prime. La pizza continua a evolversi, a sperimentare, a sorprendere, senza mai perdere il legame profondo con la sua storia».
L’edizione 2026 conferma così una direzione chiara: la pizza evolve, si trasforma e si apre a nuove influenze, restando però profondamente legata alle sue radici. Ed è proprio questo equilibrio a renderla, ancora oggi, uno dei simboli più amati della cultura italiana nel mondo.
Menzioni speciali per Jonathan Petriccioli, pizzaiolo americano premiato da Riccardo Agugiaro, amministratore delegato di Agugiaro&Figna, per la Pizza Sostenibile «Investire nella cultura della sostenibilità non solo genera benefici per l’ambiente, ma crea anche valore economico e sociale, favorendo un progresso armonioso e duraturo. In questo ambito si colloca un progetto innovativo di Agugiaro & Figna Molini, che intende promuovere una maggiore attenzione alla sostenibilità nell’attività artigianale, attraverso l’adozione di buone pratiche e la realizzazione di azioni concrete a livello sociale, ambientale, culturale ed economico», e Thomas De Silvestri che ha conquistato il Premio Consorzio Parmigiano Reggiano DOP.
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